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Lee Cronin – La Mummia – Il 4K che luccica più delle bende – Recensione

Lee Cronin – La Mummia: Warner Bros e Arvitalia ce lo hanno mandato a casa in 4K Ultra HD + Blu-Ray, e il Cinefilo Brusco apre il sarcofago per vedere se dentro c’è un tesoro, la Mummia o solo polvere. Disponibile dal 14 Luglio.

🔥 Trama e Giudizio Sintetico – Otto anni di bende, zero di sceneggiatura

Chi ha letto la nostra recensione al cinema lo sa già: Lee Cronin ha preso il nome della vecchia maledizione egizia, ci ha rispolverato sopra il velo, e ha rivestito con le bende quello che è, di fatto, un copia-e-incolla del suo precedente La Casa – Il risveglio del male.

La trama, per chi si fosse perso l’antefatto: Charlie Cannon (Jack Reynor), giornalista in Egitto con la famiglia, perde la figlia Katie rapita da una strega di passaggio. Otto anni dopo la bambina torna, tirata fuori da un sarcofago, ma qualcosa di antico e poco raccomandabile ha fatto le valigie insieme a lei.

Il giudizio sul film resta quello che vi abbiamo dato in sala: la confezione visiva funziona, il trucco de ‘A Mummia è quasi un capolavoro artigianale che ricorda i mostri di Fede Álvarez, ma la sceneggiatura è un sarcofago vuoto pieno di logiche a targhe alterne, personaggi insopportabili e un finale in codice morse che definire ridicolo è fargli un complimento.

Qui però non giudichiamo il film, ma quello che il disco fa con questo film, e su questo fronte, va detto, Warner Bros. e Arvitalia hanno lavorato con più cura di quanta Lee Cronin ne abbia messa nel terzo atto.

“L’HDR spinge sui contrasti come se volesse accendere una candela in un sarcofago.”

— Il direttore della fotografia, probabilmente

👁️ Analisi Video – Il 4K che luccica più delle bende

Sul fronte immagine il 4K Ultra HD non fa prigionieri, e per una volta è un bene. La codifica HEVC in HDR10 e Dolby Vision, aspect ratio in formato 2.40:1, restituisce un’immagine nativa digitale tagliata con il bisturi: dettaglio chirurgico sui primi piani, texture del trucco protesico che si vede fin nei pori marci della Mummia, e una gestione dei neri che nelle scene notturne (e ce ne sono parecchie, perché a Cronin i corridoi bui piacciono più della logica) tiene senza sprofondare in poltiglia.

Le tempeste di sabbia in Egitto e i lunghi corridoi labirintici della villa in New Mexico, pensati apposta per far saltare sulla poltrona, sono il banco di prova perfetto per l’HDR, che spinge sui contrasti senza abbuffarsi di artefatti da compressione.

Il bitrate elevato e il supporto a triplo strato fanno la loro parte: niente banding, niente macroblocchi nemmeno nelle sequenze più stressanti per il codificatore. Il colore gioca su palette fredde e ocra che virano spesso su tonalità malate apposta, una scelta stilistica non sempre piacevole all’occhio ma tecnicamente irreprensibile nella resa.

Il Blu-ray incluso nella confezione, va detto per chi non ha ancora il 4K a casa, fa comunque un buon servizio: una resa inevitabilmente meno definita rispetto al 4K, qualche timido accenno di macroblocking nei momenti più concitati, ma nulla che rovini la visione. Se ‘A Mummia ci ha deluso a livello di trama, almeno il disco qui non ci frega come un colpo basso.

“L’Atmos è così aggressivo che i vicini chiamano la polizia. Peccato che il film non abbia abbastanza colpi di scena da giustificare tutto quel rumore.”

— Il Cinefilo Brusco

🔊 Analisi Audio – Il codice morse della Mummia in Dolby Atmos

La traccia inglese in Dolby Atmos-TrueHD è, senza girarci intorno, il vero motivo per accendere l’impianto. Il mix è ampio, avvolgente, e sa essere aggressivo quando serve: i colpetti in codice morse della Mummia, i crolli dei pavimenti sventrati come fosse passato Hulk a un funerale, gli infrasuoni che accompagnano ogni jump scare piazzato con calcolo chirurgico da Cronin, tutto arriva con precisione e potenza da sala cinematografica vera. I dialoghi restano intelligibili anche nei momenti più caotici, e i canali posteriori lavorano con costanza per creare quell’atmosfera opprimente da casa infestata che, va ammesso, è l’unica cosa che il film sa fare davvero bene.

Per il pubblico italiano troviamo una traccia in Dolby Digital 5.1 che fa il suo dovere, ma resta un gradino sotto per resa spaziale rispetto all’Atmos originale. Sottotitoli italiani SDH presenti su entrambi i formati, per chi vuole godersi ogni sillaba del codice morse egiziano senza perdersi una battuta.

“Gli extra valgono più del film. E questo è tutto dire.”

— Il Cinefilo Brusco

📀 Analisi Extra – Speciali che valgono più del film

Warner e Arvitalia hanno fatto le cose con più criterio di quanto la sceneggiatura meriti. Il pacchetto include il commento per tutto il film del regista Lee Cronin, che passa il tempo a spiegarci le sue scelte con lo stesso ego che si è schiaffato nel titolo, ma resta comunque interessante per capire il dietro le quinte produttivo.

C’è poi The Making of Lee Cronin’s The Mummy, il classico dietro-le-quinte generalista, seguito da due featurette più mirate: A Bloody and Grotesque Spectacle, dedicata al trucco e agli effetti pratici (probabilmente la parte più godibile di tutto il pacchetto extra, visto che il trucco è l’unica cosa che il film porta davvero a casa), e Producing Possession and Ancient Demons, che approfondisce il lato mitologico-produttivo della storia.

Chiudono le scene eliminate, una manciata di minuti che non cambiano la sostanza ma danno un’idea di quanto altro materiale abbiano tagliato in sala di montaggio, forse per pietà verso lo spettatore. Non è un pacchetto extra sterminato, ma per gli standard delle uscite horror di studio recenti è più che dignitoso.

📦 Box: Il trucco che salva la mummia

Se c’è una cosa che questa edizione home video mette in luce meglio della sala, è il lavoro sul trucco protesico di Katie, la vera stella nascosta del film. La featurette A Bloody and Grotesque Spectacle racconta ore di applicazione su Natalie Grace, con un livello di dettaglio che il 4K restituisce fin nelle crepe della pelle innaturale. Peccato che tanto artigianato sia stato messo al servizio di una sceneggiatura che fa a pezzi ogni logica interna più velocemente di quanto ‘A Mummia faccia a pezzi i pavimenti di casa Cannon.

Conclusioni – Il sarcofago è vuoto ma il disco no

Se dovessimo giudicare solo il disco, il verdetto sarebbe positivo senza troppi sforzi. Video da manuale, audio che sfonda i muri di casa, un pacchetto extra onesto. Il problema è che Lee Cronin – La Mummia resta quello che c’è dentro la confezione: un film che spreca un trucco fenomenale e un cast di tutto rispetto (Jack Reynor, Laia Costa, May Calamawy) su una sceneggiatura riciclata dal cassetto di La Casa.

Come direbbe il professore del film prima di sparire senza spiegazioni: “Le bende raccontano una storia antica, peccato che qui la stiano leggendo al contrario.

Per i feticisti della tecnica e i collezionisti di trucchi protesici da monografia, il 4K merita un posto in libreria: lo trovate pure in steelbook. Per chi cerca un buon film, meglio noleggiare La Casa e risparmiare i soldi per un sarcofago vero, almeno quello non delude.

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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