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Spider-Man: Brand New Day – Muta l’Uomo, Resta il Ragno (e la Solita Formula Marvel) – Recensione

Spider-Man: Brand New Day: Peter Parker diventa grande, scopre la depressione cosmica, fa amicizia con il Punitore e incontra gli X-Men, ma l’MCU non perde il vizio della giostra “combatti-e-fai-la-battutina”. Almeno stavolta ci siamo divertiti a piangere. 🕷️✨

🎥 Trama – Nebbia di Solitudine, Ragnatele Organiche e Amore Tossico

Sono passati quattro anni da quando il Doctor Strange ha premuto il tasto “Formatta” sul cervello dell’umanità. Il nostro Peter Parker (Tom Holland) è ormai un ventenne incastrato in un appartamento minuscolo a New York, senza amici, senza la sua amata MJ (Zendaya) e con un livello di burnout che farebbe impallidire un centralinista a fine turno. Mentre passa le sue giornate a picchiare ninja della Mano e a stalkerare i vecchi amici laureati al MIT, il suo corpo decide di fargli pagare il conto: una mutazione improvvisa lo porta a sviluppare ragnatele organiche, in una sorta di “pubertà di ragno” dolorosissima.

Come se non bastasse, una forza misteriosa inizia a possedere i newyorkesi, costringendo il nostro eroe a collaborare con l’ispettrice Jean DeWolff (Liza Colón-Zayas) e a fare i conti con la propria sanità mentale ormai appesa a un filo. Letteralmente.

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità, ma giuro su Dio che nessuno mi aveva avvisato degli attacchi di panico e dell’orticaria da ragnatela organica.”

— Peter Parker al suo terapeuta immaginario.

Cosa funziona in Spider-Man: Brand New Day – Tra Frank Castle, Mutanti e un Regista che ci Prova

Se c’è una cosa che Destin Daniel Cretton sa fare bene (e Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli lo aveva già mostrato), è mescolare botte da orbi e traumi psicologici. Il film ha il coraggio di essere oscuro: Tom Holland ci regala l’interpretazione più matura della sua carriera, smettendo i panni del bimbo-ragno per indossare quelli del vigilante disperato. “Non puoi salvare il mondo se prima non salvi la tua sanità mentale,” sembra urlare la pellicola.

L’inserimento di Frank Castle / Il Punitore (Jon Bernthal) è un tocco di classe: il marine giustiziere funge da specchio nero per Peter, l’esempio vivente di come finisci se lasci che il lutto ti divori. E poi c’è la sorpresa delle sorprese: l’arrivo di Jean Grey (Sadie Sink).

La Marvel usa la giovane mutante non come un vuoto easter egg, ma come fulcro del caos, introducendo gli X-Men nell’universo di Spider-Man attraverso la porta principale del trauma adolescenziale.

Una scelta furba e insospettabilmente profonda.

“Senti ragazzino, o smetti di frignare per la tua ex o ti sparo a una rotula. La mia terapia d’urto ha un tasso di successo del 100%.”

— Il Punitore durante un raro momento di dolcezza.

Perché non guardare Spider-Man: Brand New Day – Il Catorcio del Marvel-Style

Il problema di questo film? È come una splendida fuoriserie costretta a girare nel parcheggio di un supermercato. Per quanto Cretton e Holland spingano sul pedale dell’introspezione e dell’oscurità urbana, l’ossatura è sempre, inesorabilmente, quella di Mamma Marvel.

Ti presentano un tema pesantissimo, poi arriva il nemico, cazzotto, battutina per stemperare l’ansia, fuga strategica, momento di dramma forzato, ripeti fino alla nausea.

È il solito prodotto confezionato: un pasto pre-cotto al microonde servito su un piatto d’argento. L’arco narrativo preso in prestito dal fumetto Brand New Day meritava forse un coraggio strutturale maggiore, rinunciando alla comicità fuori luogo quando il tuo protagonista sta letteralmente mutando a livello genetico.

“Scusate, ma la depressione cosmica e l’alienazione sociale sono incluse nel biglietto o per quelle devo fare l’upgrade con i popcorn giganti?”

— Uno spettatore disorientato in terza fila.

🎭 Conclusioni – Ragnatele nello Spazio e Affitti Arretrati

Alla fine della fiera, Spider-Man: Brand New Day è un cinecomic solido, un raro ibrido tra il dramma indie e il colosso spara-laser, che si regge in piedi quasi unicamente sulle spalle del suo eccezionale cast. E se vi state chiedendo cosa succede alla fine… rimanete in sala.

La scena post-credit è un dito medio alla gravità: lo Spider-Tracker di Ned impazzisce e ci mostra che il nostro Peter non è più nel Queens, ma disperso nello spazio profondo. Il brand si proietta dritto verso Secret Wars, confermando che i problemi di vicinato sono finiti.

E pensare che voleva solo pagare l’affitto in tempo.

🌀 Extra – Influencer in Sala: Molto Rumore per Nulla

Parliamo dell’elefante nella stanza della distribuzione. Per lanciare il 38° film di un franchise che incassa miliardi anche solo mostrando il logo nero su sfondo rosso, la Sony ha deciso di tappezzare le anteprime di influencer, TikToker e content creator. Gente che confonde Zio Ben con lo zio della pubblicità del riso. A cosa serve regalare gadget a chi non sa nemmeno distinguere lo Scorpione da una costellazione, quando il film ha già la fila fuori dal botteghino? L’Uomo Ragno incassava centinaia di milioni nel 2002, quando i social non esistevano e le recensioni le facevano i veri critici. Risparmiate sui buffet per creator e investite negli sceneggiatori, grazie.

Firmato Il Simbionte Snob

Al cinema dal 29 Luglio con Eagle Pictures per Sony Pictures.

Regia: Destin Daniel Cretton Con: Tom Holland, Zendaya, Sadie Sink, Jon Bernthal, Jacob Batalon Anno: 2026 Durata: 145 min Paese: USA Distribuzione: Eagle Pictures / Sony Pictures Italia

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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