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Guida ai luoghi anime in Giappone (Vol. 1) – Quando gli anime escono dallo schermo | Recensione

Guida ai luoghi anime in Giappone (Vol. 1): Come un libro da 19,90 euro sta per distruggere la mia carriera da tour operator ninja.

Episodio 1: L’avvento di un temibile nemico! Il libro che smaschera i miei tour!

Konnichiwa, poveri sventurati che avete deciso di affidarvi a me per questo tour! Vi prego di stare uniti, perché se vi perdete vi ritroverò direttamente nella prossima vita, presumibilmente reincarnati come slime in un mondo isekai.

Oggi, mentre cerchiamo di capire se ci troviamo a Shibuya o nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale, devo parlarvi di un libro che minaccia seriamente la mia professione: Guida ai Luoghi Anime in Giappone – Vol.1 di Fabrizio Matiz, edito da Nippon Shock Edizioni.

“Ehi, guida, scusa… ma questo incrocio non assomiglia per niente a quello dove passeggia Madoka Ayukawa in Orange Road.”

Episodio 2: Scontro impari! La bussola di Ryoga contro il mirino di City Hunter!

Partiamo da un presupposto: io ho il senso dell’orientamento di Roronoa Zoro incrociato con la bussola interiore di Ryoga di Ranma ½. Per me, uscire dalla Stazione di Tokyo senza svanire nel nulla è complesso quanto superare l’esame di Hunter × Hunter senza conoscere il Nen. E poi arriva questo Matiz, che con l’infallibilità del mirino di Ryo Saeba si mette a mappare con la precisione di un GPS costruito da Bulma centinaia di location reali. Ma stiamo scherzando?

Armato di macchina fotografica, pazienza infinita e una quantità di chilometri percorsi che farebbe piangere Google Maps, Matiz (non l’utilitaria, anche se dopo tutti quei chilometri avrebbe meritato pure lei una recensione), ha preso oltre 100 luoghi tratti da opere come Gundam, Orange Road, Il Giardino delle Parole e Lamù, rendendoli geograficamente rintracciabili da chiunque.

Oltre cento!?! Io dopo il terzo minimarket uguale agli altri avrei dichiarato conclusa la spedizione e aperto un ramen bar.

Episodio 3: Il segreto svelato! 200 pagine di mappe che annullano i miei Genjutsu!

Nel libro ci sono mappe dettagliatissime e foto scattate sul posto messe a confronto diretto con le scene originali dei manga e degli anime. Capite il dramma? Questo smaschera definitivamente il mio trucco migliore per le visite guidate: indicare un lampione a caso, lanciare un fumogeno ninja e urlare “Guardate, qui ha combattuto l’Eva-01!”.

“Scusa ancora, ma sul libro c’è scritto che la location esatta di questa scena di City Hunter è a Shinjuku, non ad Akihabara…”

Questo libro è il Death Note della mia carriera. Da quando esiste, ogni turista può eliminare professionalmente una guida improvvisata semplicemente aprendolo. Mentre io vi guido affidandomi a un sesto senso che è palesemente sotto l’effetto di un genjutsu di Itachi Uchiha, l’autore vi offre un itinerario passo dopo passo per vivere la magia del turismo fai-da-te. È inaccettabile.

Toglie il gusto autentico di sbagliare uscita della metropolitana per quaranta minuti e convincersi che Shinjuku sia una leggenda metropolitana. Eliminando l’imprevisto con la stessa freddezza con cui sai già che Crilin morirà in ogni saga di Dragon Ball.

“Ehm… guida? Sul libro c’è la mappa esatta per il parco de Il Giardino delle Parole a Shinjuku. Perché noi stiamo fissando un distributore di bibite rotto in mezzo alle campagne di Saitama?”

Episodio Finale: Un investimento di 19,90 euro per salvarvi la vita!

In conclusione, se volete davvero camminare sui passi dei vostri personaggi preferiti senza finire inghiottiti dal Castello Infinito di Muzan, i 19,90 euro di questo primo volume (sì, c’è pure il rischio che ne escano altri due per completare la trilogia, rovinandomi del tutto) sono l’investimento migliore che possiate fare.

Per sicurezza continuo comunque a portare una bussola. Non serve a orientarmi, ma almeno posso darle la colpa.

Nel frattempo consulterò di nascosto le sue pagine per capire come uscire da questo autogrill. Se non mi vedete tornare, seguite il turista con il libro: sa sicuramente più cose di me.

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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