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Sugar 2 – Recensione della serie tv con Colin Farrell

Sugar 2: Il solitario, charmant e bel tenebroso alieno John Sugar è tornato a indagare in quel della tentacolare ed entropica Los Angeles, precipitando nella voragine d’una nera detection ai confini della realtà, della sua rigenerante nitidezza e della sentimentale catarsi abbagliante…

Ed eccoci qua a disaminare la superba seconda stagione della stupefacente serie Sugar, che ha debuttato su Apple Tv+ lo scorso 19 giugno, proseguendo il suo ammaliante viaggio sin a fine luglio. Gli 8 episodi, della durata di poco più di mezz’ora ciascuno, sono stati distribuiti sulla piattaforma ogni venerdì, a scadenza settimanale.

Prima d’addentrarci nella nostra “ispezione” recensoria, è innanzitutto doveroso compierne una veloce panoramica di promemoria. Serie non antologica, ovvero non impostata sulla sua “finitezza” a ogni stagione conclusa e con vicende a sé stanti, come per esempio True Detective, di cui Colin Farrell, nei panni di Ray Velcoro, fu uno dei maggiori protagonisti del 2° “appuntamento”, Sugar, ideata dal poliedrico Mark Protosevich (Io sono leggenda), esordì nella primavera del 2024.

In seguito al sacrosanto successo riscontrato dalla sua prima “porzione”, fu rinnovata affinché proseguisse nel suo cammino, destinato a evolversi di volta in volta con nuove avventure che ci auguriamo sempre più mirabolanti, stimolanti e inventive. Di ciò siamo entusiasti, così come siamo ben felici che le nostre alte aspettative concernenti il qualitativo valore di Sugar 2 non siano state affatto deluse.

Sugar 2, infatti, come più avanti meglio esplicheremo e come già accennato poc’anzi, ci ha nuovamente ammaliato e ci trova, pur con alcune dovute riserve, quasi in toto concordi con le lusinghiere e notevoli medie recensorie d’oltreoceano, che ne hanno decretato uniformemente un rarissimo 100% di apprezzamento positivamente schiacciante.

Orbene, enucleatovi questo, arriviamo a sviscerare e con calma analizzare questa 2.a season, come dicono gli americani, partendone dalla trama, sottostante molto riassuntavi per evitarvi deleteri spoiler:

Dopo un incipit in ogni senso bruciante e i consueti, stilizzati titoli di testa, immaginifici e d’estetico impatto notevole, comprendiamo appieno che John Sugar (Farrell, La ballata di un piccolo giocatore, Gli spiriti dell’isola) è, ribadiamo, un extraterrestre dalle fascinose e avvenenti fattezze totalmente umane.

Stavolta, abbandonato dalla sorella, “persa” e volata via nello spazio, non ha neppure il suo fido cane a tenergli compagnia. Vaga, ombroso e pensieroso, lungo le dedaliche vie caotiche di Los Angeles.

Al che, viene contattato dall’esotico pugile dagli occhi a mandorla e dal viso tumefatto a causa dei colpi ricevuti, chissà se soltanto sul ring, di nome Danny Moon (Jin Ha). Il quale gli fa ascoltare un’allarmante registrazione riguardante il proprio fratello scomparso, anch’egli boxeur di belle speranze, Ji Moon (Raymon Lee), che vi grida terrorizzato da qualcosa d’indistinto e probabilmente allarmante.

Sugar soppesa se accettare o meno il caso di sparizione, oltremodo sospetta. Dopo aver saggiamente ponderato in merito, accetta di buon grado e di buona lena comincia la sua perigliosa ispezione indagatoria.

Nel primo episodio viene approcciato e sedotto da una bella donna ammiccante, civettuola e un po’ maliziosa, Charlotte Fischer (Laura Donnelly). Chi è costei? Una semplice corteggiatrice o una furba “dark lady” non solo seduttivamente tentatrice?

Inoltre, per fortuite circostanze, John avvicina fuori da un night club la peperina e intraprendente Val (Sacha Calle, The Rip – Soldi sporchi). Essendo rimasto solo come un cane e senza il suo amico a quattro zampe, John decide di assumere Val come sua “socia in affari”. Perché gli sta all’istante simpatica, inoltre è disciplinata e oltremodo carina…

Alla fine del terzo episodio fa “irruzione” sulla scena, anche del crimine, il sinistro e coriaceo tenente di polizia Ray Vega (Tony Dalton). È lui il cattivone, l’autore losco della macchinazione ordita e perpetrata ai danni di Ji Moon oppure no?

Infine, Sugar può far affidamento sul fidato e veterano partner “spia”, Tom Flyberg (Shea Whigham, Mission: Impossible – Dead Reckoning, Joker). Chi la spunterà in tal virile disfida fra uomini coriacei e dalla pellaccia dura a morire?

Inoltre, Sugar pattuì un “accordo” con la sua razza aliena: non è sessuofobo, ma non può avere contatti di matrice sessuale con chicchessia, altrimenti ciò comporterà la sua totale umanizzazione e inesorabile “scomunica”.

Però John concupisce fortemente Charlotte e non riesce a placare nei suoi riguardi un amoroso, ardente desiderio. Lei, per di più, l’ammaliò in modo spasmodico e inarrendevole, seducendolo carezzevolmente fino a frantumare con languida dolcezza ogni sua resistenza.

Fra lui e lei, dopo esser caldissimamente scattato un impetuoso colpo di fulmine, brucerà dunque la sensuale passione corporalmente divorante e languidamente romantica?

Cosa funziona in Sugar 2

Come arcinoto per i fan della serie, John è un cinefilo incallito e, nel corso delle sue vorticose peregrinazioni, fra interrogatori, metropolitane, perlustrazioni notturne, caute riflessioni e automobilistiche serpentine, ecco che agli occhi di noi spettatori, in concomitanza con le sue “visioni” e associazioni mentali, si sovrappongono immagini repentine e spezzoni dei film preferiti del nostro “anti-eroe” invincibile.

Perlopiù concernenti i noir anni cinquanta e gli hard-boiled “caldi”, emotivamente densi, intrisi di mistero e irresistibili femme fatale, tanto sensuali quanto letali, della Hollywood dei tempi d’oro.

Naturalmente compare nuovamente l’immancabile sua icona per antonomasia, alias Bogey, ovvero nientepopodimeno che Humphrey Bogart, non solo di Casablanca. Il primo divo però ad apparirci in questa seconda tranche è nientepopodimeno che Paul Newman de Lo spaccone.

Sugar non è un uomo rodomonte o fanfarone che dir si voglia. È al massimo rude e spietato coi bastardi, al contempo roboante e molto affascinante nel suo vestir elegante e con le donne esser molto galante.

D’altronde, Sugar è un melanconico detective ante litteram alla Marlowe de Il grande sonno, con l’aura moderna d’un “playboy” che cela nella sua anima un segreto inconfessabile. È un mistero vivente da appurare anche per sé stesso. Questo ci piace da morire.

Inoltre, gli insistiti e ricercati omaggi son bellamente allestiti e intarsiano Sugar di notevole sapore d’antan, che non guasta affatto. Associati alla superba fotografia chiaroscurale, all’impeccabile prova di Farrell e al finissimo lavoro di scrittura, permeano Sugar di brillantezza corrusca.

Perché non guardare Sugar 2

Gli episodi non annoiano quasi mai, malgrado qualche cedimento nella parte centrale e molte evitabili lungaggini ai limiti del calligrafico “bolso”, giammai però nauseanti.

C’è però da ammettere che, malgrado la sua compattezza e visiva nitidezza avvolgente, Sugar 2 manca d’un vero fulcro indagatorio-nevralgico realmente interessante.

Il rapimento e ostaggio, con annesso successivo riscatto e scambio, di Ji Moon è davvero sol un “alibi” narrativo poco cinematograficamente “abile”, per giustificare una trama pressoché inesistente e poter (sor)reggere una vicenda esile che dura otto puntate e che, per di più, si risolve prematuramente nella penultima. A dispetto del suo epilogo, probabilmente non necessario e sbiadito.

Sugar 2 è una stagione maggiormente stilizzata e con ricercatezze perfino eccessive rispetto alla prima. Tranne verso la conclusione, è financo quasi del tutto assente d’action coinvolgente.

A differenza della prima, meno intrisa di “pause riflessive” — tutto sommato, siamo franchi, alla lunga pallose e ripetitive — e più pregna di virulenza dinamica e vigorose scene a base di adrenalinici combattimenti e sparatorie, sia spettacolari che frenetiche.

Dunque, se così è, ed effettivamente lo è visibilmente, perché asserimmo immantinente e in modo apodittico a inizio recensione che ci piacque grandemente?

Ecco, presto dettovi…

In quanto l’intera “operazione” Sugar non si basa sulla rilevanza e sulle complicazioni degli snodi all’interno del suo “invisibile” intreccio, bensì sull’intrinseca propria amalgama di malinconiche e crepuscolari atmosfere, lietamente sia torbide che accattivanti.

Noi ne subimmo un estatico incantamento subitaneo, a prescindere dalla pochezza e impalpabilità della sua trama, pressoché assente o perlomeno evanescente.

Attenzione all’8° episodio, sulfureo ed “extraterrestre”, che rimescola tutte le carte in tavola, col ritorno di Jonathan Siegel (James Cromwell, L.A. Confidential, Il miglio verde) e soprattutto della strepitosa sorella rediviva di nientepopodimeno che Sugar stesso, vale a dire Djen (Mireille Enos).

Disponibile su AppleTV+ dal 19 Giugno 2026.

Regia: Fernando Meirelles, Adam Arkin, Michael Morris, Amat Escalante Con: Colin Farrell, Jin Ha, Raymond Lee, Tony Dalton, Laura Donnelly, Sasha Calle, Shea Whigham Anno: 2026 Durata: 8 episodi, circa 33-42 minuti ciascuno Paese: Stati Uniti Distribuzione: Apple TV+

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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