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Arion – Una Soap Opera Sanguinaria sull’Olimpo (e Senza Cavalli) – Recensione

Arion: Dèi isterici, animazioni da urlo e complessi familiari pronti a farvi esplodere il cervello. Il capolavoro dell’86 arriva per la prima volta in sala, preparate i pop-corn e bruciate i libri di epica! 🍿

🎥 Trama – Beautiful, ma con Spade e Traumi Infantili

Siamo nell’antica Tracia e la vita pastorale scorre tranquilla. Il giovane Arion vive allegramente con la madre cieca Demetra. La pace finisce nel cestino dell’umido quando lo zio Hades decide di rapirlo per trascinarlo nel mondo degli inferi.

Qui scatta il classico lavaggio del cervello da manuale del cattivo. Il dio dei morti convince il nipote che il vero infame della situazione sia Zeus, indicandolo come colpevole della cecità materna. Il nostro antieroe viene addestrato senza pietà, palestrato a dovere e spedito in superficie per assassinare il re degli dèi.

Durante questa allegra scampagnata punitiva, il ragazzo incrocia compagni di sventura decisamente strambi. In compagnia del gigante Geedo, incontra l’apparente ladro Seneca e una ragazza muta di nome Resfina, che sembra esistere solo per complicare l’albero genealogico. Insomma, vi troverete davanti alla classica lite per l’eredità divina, ma risolta a colpi di spadone invece che in tribunale.

“Giuro che se Ade mi fa un altro monologo sui traumi infantili, mi butto dal Monte Olimpo senza paracadute.”

– Un povero spartano di passaggio

Cosa funziona in Arion – Gundam Incontra l’Olimpo e Hisaishi Suona la Carica

Se la sceneggiatura vi sembra scritta dopo aver bevuto tre fiaschi di Ouzo, l’aspetto visivo è un vero banchetto stellato. La regia e il character design sono firmati da Yoshikazu Yasuhiko, il leggendario papà visivo di Mobile Suit Gundam.

L’animazione tradizionale del 1986 è un trionfo artigianale che fa impallidire gran parte della CGI moderna. Guardare le battaglie di Arion sul grande schermo in questa versione restaurata è come guidare una fuoriserie d’epoca. Magari il motore narrativo balbetta nei cambi di marcia, ma la carrozzeria è da capogiro.

A pompare adrenalina nelle orecchie ci pensa poi Joe Hisaishi. Il compositore, divenuto celebre per le musiche immortali dei film di Hayao Miyazaki, confeziona una colonna sonora orchestrale pazzesca. Mescolando sintetizzatori anni ottanta e ritmi tribali incalzanti, le sue note salvano letteralmente la baracca. Hisaishi dona un’epica monumentale a divinità che, altrimenti, sembrerebbero solo dei teppisti in peplo.

“Ho animato così tanti muscoli sudati che a fine produzione puzzava pure la matita.”

– Un animatore stremato della Sunrise

Perché non guardare Arion – Filologi Classici, Fuggite Sciocchi!

Se avete una laurea in lettere antiche, prendete subito un sedativo. Yasuhiko prende l’epica greca, la mastica ferocemente e la sputa addosso allo spettatore ignaro.

Il nome di Arion apparteneva originariamente a un celebre cavallo immortale della mitologia greca, mentre qui lo ritroviamo sotto forma di adolescente semidio rancoroso, palestrato e armato di spadone degli inferi. Gli dèi dell’Olimpo vengono brutalmente declassati a mortali signori della guerra, pronti a morire cadendo da una nuvoletta.

Non manca totalmente l’umorismo volontario per spezzare la tensione presente nel manga. Il regista però ha saggiamente tagliato le gag demenziali del manga originale, ma il film rimane comunque tragicomico a causa delle reazioni costantemente isteriche dei protagonisti. Tra relazioni familiari estremamente disfunzionali e divinità nevrotiche, l’incesto e i traumi psicologici abbondano come coriandoli a Carnevale.

“Non sono un cavallo, sono un ragazzo complessato con la spada facile, ok?”

– Arion dal suo terapeuta

🎭 Conclusioni – La Tragedia Greca che ci Meritiamo

Riportato nelle sale italiane da Nexo Studios e Yamato Video in versione restaurata in occasione del 40esimo anniversario, Arion è un recupero storico assolutamente obbligatorio per noi tossicodipendenti dell’animazione d’autore. Si tratta di un’epopea meravigliosamente imperfetta e goffa nella sua enorme ambizione narrativa. Noi di DarumaView.it vi consigliamo di correre al cinema il 22, 23 o 24 giugno. Spegnete la corteccia cerebrale, ignorate i buchi di trama grandi quanto il Partenone e lasciatevi travolgere dalla potenza visiva di un capolavoro dimenticato.

🌀 Extra – L’Ossessione Nipponica per il Peplo

Il Giappone ha sempre amato saccheggiare spudoratamente l’Antica Grecia. Basti pensare a capisaldi assoluti e immortali come I Cavalieri dello Zodiaco o alla follia irriverente e demenziale di C’era una volta… Pollon. Addirittura il maestro Gō Nagai ci ha regalato l’assurdo Z Mazinger, trasformando Zeus e soci in enormi robot alieni. Insomma, l’Olimpo in salsa nipponica è sempre garanzia di botte da orbi, drammi familiari e armature decisamente pacchiane.

Al cinema il 22, 23 e 24 Giugno con Nexo Studios in collaborazione con Yamato Video.

Regia: Yoshikazu Yasuhiko Con: Shigeru Nakahara, Miki Takahashi, Mayumi Tanaka, Hirotaka Suzuoki Anno: 1986 Durata: 118 min. Paese: Giappone Distribuzione: Nexo Studios in collaborazione con Yamato Video

Firmato: CassandrO il Veggente Miope

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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