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Toy Story 5: Woody, Buzz e Jessie vs la tecnologia- Recensione

Toy story 5: la saga Pixar torna con un nuovo capitolo al passo con i tempi, affronta l’isolamento sociale e la dipendenza dai device dei piccoli umani, con il solito tocco dello studio.

I giocattoli più amati del cinema stanno per tornare, ma la sfida stavolta si sposta sul terreno digitale. In Toy Story 5, Woody, Buzz, Jessie e il resto della banda dovranno fare i conti con l’avanzata spietata dell’High Tech. Contro una minaccia tecnologica di ultima generazione, il gioco si fa duro sul serio: i nostri eroi di plastica dovranno dimostrare che un cuore di stoffa batte ancora più forte di qualsiasi microchip.

Cosa funziona in Toy Story 5

L’impianto del racconto di Toy Story 5 è praticamente una base psicologica. In tutti i film, a partire dal primo del 1995 l’elemento dell’abbandono è presente. Nel primo film Woody affronta l’arrivo del tecnologico Buzz, e in una serie di schermaglie, finiscono poi per diventare amici.

Dai capitoli successivi, l’obiettivo si è spostato sul destino dei giocattoli, sulla loro inevitabile obsolescenza. Questo ultimo film sposta l’ottica dai giocattoli ai bambini che li possiedono e alla loro necessità di socialità utile a crescere. In modo delicato, ma chiarissimo, questo Toy Story mette in scena la difficoltà moderna e diffusa di mettersi in contatto, di vedere l’altro nonostante si viva in un mondo iperconnesso.

L’arrivo del nuovo nemico, il tablet Lilypad (in originale doppiato da Greta Lee, in Italia le presta la voce Katia Follesa) è solo un pretesto per affrontare un tema più grande.

Pete Docter, capo creativo di Pixar, presente alla conferenza stampa successiva alla proiezione insieme alla produttrice Lindsey Collins, è certo che la tecnologia deve essere usata per migliorare e non sostituire l’uomo, entrambi sostengono in modo appassionato che nessuno fa il proprio mestiere pensando di prendere la via più veloce, ma lo fa perché ama il processo di creazione, il lavoro.

Docter cita anche John Lasseter, ceo di Pixar, che definisce l’Ai come un fuoco che se viene usato bene è molto utile, ma lasciato a se stesso può essere distruttivo.

Un capitolo a parte è dedicato alla scelta delle cast delle voci: in originale ritornano Tom Hanks, Joan Cusack e Tim Allen che danno le voci a Woody, Jessie e Buzz, torna Keanu Reeves nel cameo di Duke Caboom, ma è da segnalare la voce data al personaggio Pizza with Sunglasses, che garantisce una scena di ottime risate: in originale il ruolo è stato affidato a Bad Bunny, la voce italiana è quella di Sal Da Vinci, che si adatta perfettamente al personaggio.

Perché non guardare in Toy Story 5

Le tematiche del film sono più o meno quelle ricorrenti negli altri capitoli della saga. I giocattoli senzienti devono affrontare i loro traumi, ma questa volta anche preoccuparsi dei “loro” bambini.

Una innovazione molto interessante sono le sequenze di immaginazione selvaggia, realizzate anche con uno stile di animazione diverso, che mettono in scena le storie inventate dai bambini durante i giochi. Tutti possibili soggetti per i prossimi capitoli di Toy Story.

Toy story 5 esce in sala il 18 giugno distribuito da Disney.

Regia: Andrew Stanton, McKenna Harris Con (voci italiane): Angelo Maggi, Massimo Dapporto, Ilaria Stagni, Katia Follesa, Gianluca Gazzoli, Federico Basso, Sal Da Vinci Durata: 102 min. Paese: Usa Distribuzione: Disney pictures

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