Volo notturno per Los Angeles: Un disaster movie tremendo? No, altresì parecchio astruso e disastroso, sovente “claustrofobico” a livello emozionale, seppur non completamente catastrofico. Paradossalmente arioso e allo stesso tempo soffocato da uno pneumatico vuoto “gravitazionale”, sconcertante in modo abissale.
Oggi recensiamo Volo notturno per Los Angeles, il cui titolo originale è l’irricordabile — parimenti alla pellicola stessa, sinceramente poco memorabile, tanto per essere buonisti ed eufemistici, ma esplicheremo meglio nella nostra severa ma obiettiva disamina a venire — Propeller: One-Way Night Coach. Che, a nostra volta, potremmo tradurre letteralmente in… Elica: carrozza notturna di sola andata.
Volo notturno per Los Angeles dura soltanto, per nostra fortuna, un’ora netta ed è stato presentato fuori concorso alla scorsa edizione, per l’esattezza la settantanovesima, del prestigioso Festival di Cannes. Il suo consumato autore, per tal occasione colta al volo (perdonate il voluto gioco di parole ricercato e un po’ pindarico), omaggiato onorevolmente e a sorpresa con la Palma d’oro onoraria consegnatagli dalle mani nientepopodimeno che del suo storico direttore Thierry Frémaux, fu stavolta financo sceneggiatore e produttore in prima linea (non aerea, naturalmente), oltre che attore prestatosi narcisisticamente a un finale, brevissimo cammeo. Ça va sans dire, ci riferiamo al veterano, ivi dolcemente “inesperto” John Travolta (Killing Season, Face/Off), che, alla “veneranda” età di 72 primavere abbondanti, si cimentò alla regia, adattando la stessa sua omonima novella del ‘97. Trasponendola in soavi, delicate immagini dai sognanti echi favolistici, innocuamente anacronistici e simpaticamente naïf.
Trama, invero già di per sé molto blanda, “aleatoria” e priva d’un vero e proprio, nevralgico fulcro narrativo (im)portante:
Dopo i bei, intarsiati e svagati titoli di testa ottimamente disegnati, carezzevolmente fumettistici e variopinti, mediante la soffice voce narrante (forse a volte irritante e troppo insistita, dunque insopportabilmente incessante) del suo protagonista, veniamo immersi e catapultati in tal onirico, mnemonico viaggio immaginifico, non sol cinematografico, che plana morbidamente sopra i lidi dell’adamantina fanciullezza più spensierata, incarnata da Jeff (alter ego bambino di Travolta stesso, interpretato da Clark Shotwell).
Pronto a imbarcarsi, nella notte del 28 dicembre 1962, assieme alla madre Helen (Kelly Eviston-Quinnet), donna facoltosa e sofisticata con velleità attoriali sin ad ora mai davvero appagate, su un massiccio aeroplano per la primissima volta in vita sua, alla volta di Los Angeles per poi approdare a Hollywood. Il breve ma al contempo sussultante tragitto sarà emozionalmente avventuroso e intervallato da qualche scalo e siparietto imprevisto, ma tutto sommato benefico: liete soste ristoratrici, bislacche conoscenze fascinose e punteggiato, come il firmamento stellato, da lucenti incontri con strambi passeggeri e avvenenti hostess stimolanti. Fra cui, in primis, immantinente adocchiata dal “fulminatone” Jeff, la ventunenne Doris (la vera figlia di Travolta, Ella Bleu). Che chissà, probabilmente in futuro, sarebbe divenuta, a dispetto della differenza anagrafica, la sua eterna compagna di vita nell’excursus non picaresco, bensì da intendersi in senso prettamente esistenziale del nostro piccolo eroe enfant prodige.

Cosa funziona in Volo notturno per Los Angeles
Travolta, stupendo tutti, non sol noi spettatori ma forse perfino sé stesso, attingendo dalla sua arcinota passione per gli aerei e i jet, soprattutto adattando il suo libro a distanza di circa tre decadi dalla sua pubblicazione, dunque passò dietro la macchina da presa con quest’oggetto non bene identificato: romanticamente intimistico ma assai banale in modo indicibile. Sebbene pregevolmente fotografato con mirabile accortezza e sobri toni cromatici tendenti alla fotografia acquosa e smerigliata da un ispirato Paul de Lumen.
Riempì la sua pellicola di continue citazioni a intramontabili e iconici, ahinoi deceduti, hollywoodiani divi del passato, quali per esempio Liz Taylor & Paul Newman. E, a un certo punto, vediamo addirittura scorrere alcuni frame d’uno dei film in assoluto preferiti di John, ovverosia Un uomo, una donna di Claude Lelouch. Travolta, inoltre, s’avvalse d’un compartimento tecnico di tutto rispetto e la recitazione dei singoli attori risulta decorosa. Ma…

Perché non guardare Volo notturno per Los Angeles
Malgrado le buone intenzioni sincere, leggermente patetiche e un luccicante incipit che lasciò presagire a qualcosa di veramente speciale e toccante, il film perde gravemente quota a velocità supersonica, accartocciandosi in scenette ripetitive, totalmente prive di nerbo e melense. Diviene via via inesistente sul piano del coinvolgimento emotivo ed empatico, non possiede alcuna direzione: non cineastica, bensì puramente “allineata” a una vicenda possibilmente degna d’interesse e di nota.
Travolta, maldestramente e forse inopportunamente, esordendo come regista “tuttofare” un po’ pasticcione, peraltro tardivamente e con imbranataggine “simpatica”, ecco che in maniera inaspettata arrivò perciò a dirigere il suo “volubile”, troppo personale, velleitario e artigianale opus. Che parve decollare ma poi, atterrendoci repentinamente, qualitativamente e a livello contenutistico, metaforicamente atterrò disastrosamente: ovverosia si schiantò ridicolmente nella desolata landa dell’insulsaggine più imbarazzante, alla pari d’un roboante velivolo in avaria a causa d’una incontrollata diminuzione esponenziale di carburante.
Pur dapprima spiccando il volo, forse in maniera illusoria, precipitò prestissimo, tangendo e sorvolando sol a tratti e vacuamente una nient’affatto “ossigenante” e gratificante zona, qui solamente invece arida, ricolma com’è d’assenza di gravità in senso (a)lato. Il film è mancante della cosiddetta cabina di regia e il suo “comandante” smarrì completamente la rotta.
Disponibile in esclusiva dal 29 maggio 2026 su Apple TV+.
Regia: John Travolta Con: Ella Bleu Travolta, Clark Shotwell, Kelly Eviston-Quinnett, Olga Hoffmann, John Travolta Anno: 2026 Durata: 61 min. Paese:USA Distribuzione: Apple TV+
Daruma View
Bravissimo Stefano!!
Thanks