Home / RECENSIONI / Animazione / Ghost Cat Anzu – Il Totoro Scureggione che non Sapevi di Volere – Recensione

Ghost Cat Anzu – Il Totoro Scureggione che non Sapevi di Volere – Recensione

Ghost Cat Anzu: Un gatto fantasma obeso, una bambina abbandonata e un sacco di peti magici in un’avventura animata che vi farà le fusa (e poi vi graffierà i divani). 🐾

🎥 Trama – Genitori Inadeguati e Felini Ectoplasmatici

La nostra povera Karin, undici anni di pura incomprensione pre-adolescenziale, viene allegramente scaricata dal padre in un minuscolo paesino rurale del Giappone. Il suo nuovo tutore è il nonno, un monaco locale che ha la brillante idea di affidare la bambina a un babysitter d’eccezione: Anzu.

Ora, se vi aspettate la perfezione di Mary Poppins, cambiate subito sala. Anzu è un bakeneko (un gatto fantasma), enorme, gioviale, incredibilmente capriccioso e con l’imperdonabile abitudine di emettere flatulenze nei momenti meno opportuni. Quando la personalità spigolosa di Karin si scontra frontalmente con l’indole anarchica di questo felino gigante, si accende una scintilla che puzza di zolfo e miracoli.

Inizia così un viaggio di formazione che è una specie di giro sulle montagne russe senza cintura di sicurezza, diretto dall’improbabile duo Yôko Kuno e Nobuhiro Yamashita.

“È come se lo Studio Ghibli avesse bevuto troppa grappa e adottato un randagio con problemi intestinali.”

– (Una gattara di Tokyo)

✅ Cosa funziona in Ghost Cat Anzu – Rotoscopio e Pelo Lucido

Visivamente, Ghost Cat Anzu è un trionfo tecnico che vi farà sgranare gli occhi. Girato inizialmente in live-action, è stato poi ridisegnato minuziosamente fotogramma per fotogramma da animatori che probabilmente non dormono dal 2022.

Il risultato di questo rotoscopio è un movimento fluido e umanoide che rende le movenze goffe di Anzu una delizia visiva. Il character design è ricercatissimo e saturo di colori, con chiari e orgogliosi debiti stilistici verso classici come Doraemon e Crayon Shin-chan (non a caso lo studio dietro la magia è la Shin-Ei Animation, gente che ha svezzato in passato un certo Hayao Miyazaki).

C’è un’atmosfera generale che ricorda pesantemente Il Mio Amico Totoro, ma sporcata da un folklore giapponese molto più grezzo e irresistibile. È un film delicato e rassicurante per i più piccoli, ma nasconde un cinismo amabile perfetto per noi adulti con il fegato compromesso dalle scadenze.

“Ho pianto per l’emozione, ma forse era solo la puzza di pesce del gatto.”

– (Il nonno monaco)

❌ Perché non guardare Ghost Cat Anzu – Spiegoni Non Pervenuti e Peli sui Vestiti

Se siete quel tipo di spettatore che su Reddit apre thread di venti pagine per capire le regole magiche di un universo fittizio, preparatevi a una sofferenza indicibile. La trama è di una semplicità disarmante e il world-building se ne frega allegramente di spiegarvi come o perché esistano i bakeneko. Niente spiegoni logorroici, zero manuali di istruzioni.

Le cose succedono semplicemente perché sì, e voi dovete farvele andare bene. Aggiungiamo un ritmo narrativo che a tratti si siede comodamente su se stesso (proprio come un gatto reale sulla vostra tastiera) per fare un pisolino, dilatando i tempi in una maniera che i fan dei blockbuster Marvel troveranno letale.

🌀 Questione di Doppiaggio e Merluzzi

Il distributore ci tiene disperatamente a farvi sapere che la voce italiana del gattone è di Maurizio Merluzzo. Ha fatto un bel lavoro? Certo, il ragazzo ha i polmoni e l’attitudine sguaiata per interpretare un felino sovrappeso. Ma noi di darumaview.it siamo snob patentati e vi consigliamo caldamente di recuperarvelo in lingua originale giapponese per godervi il fantasma in tutta la sua gloria e scuregge. Ah, e ricordatevi che Dynit lo ha portato al cinema SOLO il 9, 10 e 11 marzo (muovetevi, che oggi è già il 10!).

“Se un gatto ti parla, o sei magico o hai sbagliato i funghi nel ramen.”

– (Un veterinario di Kyoto)

🎭 Conclusioni – La Lettiera Stellare

Bakeneko Anzu-chan è un gioiellino strambo, deliziosamente anticonformista e orgogliosamente eccentrico. Vi farà ridere, vi scalderà quel pezzo di ghiaccio che chiamate cuore e vi ricorderà perché l’animazione giapponese è ancora l’unico posto al mondo dove un felino flatulento può insegnare a una bambina il vero significato della vita. Promosso a pieni voti, con qualche croccantino di riserva.

🐱 I Predecessori Pelosi – Una Stirpe di Palle di Pelo e Maestà

Se pensate che Anzu sia il primo felino a dettare legge sul grande schermo nipponico, vi sbagliate di grosso. Il cinema giapponese ha un’ossessione clinica per i gatti, trattati venerandoli come divinità o trasformandoli in creature assurde. Prima di tutti c’è il nonno assoluto dell’animazione, quel moschettiere sbruffone de Il gatto con gli stivali del 1969. Il prode Pero è diventato talmente potente da piazzarsi come mascotte a vita della Toei Animation, affettando nemici con la spavalderia di chi sa di avere il posto fisso assicurato in azienda.

Partiamo poi dal Gattobus de Il mio vicino Totoro, un ibrido tra un felino sornione e un mezzo di trasporto pubblico che incredibilmente è sempre in orario e non sciopera mai di venerdì. Passiamo a Jiji, il gatto nero e pungente di Kiki consegne a domicilio, che passa metà film a giudicare le scelte di vita della sua padrona prima di smettere magicamente di parlare (il sogno inconfessabile di ogni proprietario di gatti logorroici).

Non dimentichiamo il Barone Humbert von Gikkingen, quel damerino impomatato de La ricompensa del gatto, che indossa un cilindro e beve tè nero come un lord inglese in vacanza premio. E per chiudere in bellezza c’è lui, Doraemon, il gatto robot del futuro senza orecchie e con problemi di dipendenza da dolciumi, che ha insegnato a generazioni di bambini giapponesi che ogni fallimento scolastico può essere risolto frugando in una tasca magica. In questo Olimpo di felini illustri, il nostro scureggione Anzu si inserisce a meraviglia, portando quella dose di realismo viscerale e maleducato che mancava.

Firmato: Tobia il Gattaro “Ah Chicco”

Ghost Cat Anzu è al cinema SOLO il 9, 10 e 11 Marzo con Dynit.

Regia: Yôko Kuno, Nobuhiro Yamashita Con: (Voci originali): Mirai Moriyama, Noa Gotô (e Maurizio Merluzzo per chi proprio non ce la fa a leggere i sottotitoli) Anno: 2024​ Durata: 97 minuti (il tempo esatto di un lungo sonnellino felino sul vostro stomaco)​ Paese: Giappone, Francia Distribuzione: Dynit (in combutta con Adler Entertainment

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

Guarda anche

mars-attacks-recensione-4k-bluray-copertina

Mars Attacks! – Il 4K che fa “Ack!” alla Terra e al vecchio Blu-ray – Recensione

Mars Attacks! è arrivato finalmente in 4K in Italia dal 28 agosto 2026 in edizione …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.