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La sua verità – Neri segreti celati e specularità sia amorose sia criminosamente gelide e morbose – Recensione

La sua verità: Ogni storia ha almeno due versioni, la tua e la mia, la nostra e la loro, quella di lui e quella di lei…Il che significa che c’è sempre qualcuno che mente…Lapidaria, testuale frase d’apertura da cui parte la narrazione oscura…​

Ebbene, oggi recensiamo la sinuosa e fascinosa, sebbene come prossimamente meglio esplicheremo, un po’ insoddisfacente, soprattutto nuova, miniserie tv intitolata per il mercato italiano La sua verità, in originale His & Hers.

Distribuita globalmente su Netflix lo scorso 8 gennaio e costante di sei episodi, cadauno della durata stringata di circa tre quarti d’ora.
Che si seguono tutti d’un fiato e, perdonate per il voluto nostro gioco di parole, son intrisi di torbide atmosfere thrilling veramente mozzafiato.
Malgrado il ritmo impressovi sia sovente altalenante e il suo andamento sconnesso e non appieno convincente.

Ideata da William Oldroyd, da lui stesso interamente diretta assieme ad Anja Marquardt.
E tratta, ivi in immagini trasposta dall’omonima novella acclamata della scrittrice Alice Feeney.
La sua verità è “vietata” ai minori di anni sedici per alcune scene di violenza, anche di matrice sessuale, in essa presenti.
Ed è un bel eppure forse troppo ingarbugliato melò a sfondo familiare camuffato da detective story.
A sua volta shakerata a una serpentesca vicenda a base d’indagini investigative dalle scure tonalità sia inquietanti da inconsueto giallo soprattutto psicologico sia permeate da echi, potremmo dire, intrisi di romanticismo d’antan e sensi di colpa ancestrali.
Ripiena di colpi di scena spiazzanti.​

Senza star troppo pedantemente a puntualizzarvela nei dettagli in modo tale da evitarvi peraltro rivelazioni improprie, eccovene a grandi linee la trama.
Riassuntavi nei suoi maggiori tratti salienti a mo’ di panoramica riguardante specialmente il suo incipit contorto da cui poi si dipanerà la mostrataci vicenda torbida.

Il coriaceo, un po’ sbruffone ma al contempo navigato e risoluto detective della contea di DahlonegaJack Harper (Jon BernthalThe PunisherOperazione vendettaWe Own This City – Potere e corruzione),
il quale convive con la giovanissima nipotina Meg (Ellie Rose Sawyer), figlia della sorella Zoe (Marin Ireland), si trova all’improvviso a indagare in merito al barbarico ed efferato omicidio orridamente compiuto di punto in bianco e di notte nel bosco limitrofo alla città suddetta.
Ai danni d’una donna di nome Rachel Hopkins (Jamie Tisdale).
Trovata sventrata, dissanguata e in petto divelta di netto nella sua auto dopo essere stata mostruosamente accoltellata a non finire.

Nel frattempo, a Dahlonega è tornata a lavorare come giornalista per l’emittente televisiva all-news WSK l’affascinante e “curiosa”, in ogni senso, Anna Andrews (Tessa ThompsonCreed).
Tornata sul luogo delitto, no, ivi ancor nuovamente arrivata dopo essersi trasferita temporaneamente ad Atlanta.
E aver lacrimosamente trascorso un infernale anno assai doloroso a causa della prematura morte tragica del sangue del suo sangue, ovverosia della sua bimba fatalmente deceduta e dapprima da lei amata.
Dahlonega rinsalda presto l’antica, giammai sopita tresca col suo cameraman “di fiducia” Richard Jones (Pablo SchreiberFirst Man).
Col quale non solo flirta, bensì finisce piacevolmente a letto in men che non si dica.

Anna è però nientepopodimeno che la moglie di Jack stesso.
Entrambi non son però divorziati anche se, per ataviche ragioni che scoprirete da voi e che, ripetiamo, in tal sede non intendiamo affatto svelarvi.
È come se lo siano in quanto oramai vivono distaccati e all’apparenza sentimentalmente estranei.
Son ancora l’uno dell’altro, in cuor loro, stranamente innamorati?
La defunta e assassinata Rachel, inoltre, fu la miglior amica di Anna.
E avvenne qualcosa di scabrosamente intimo, forse sol romantico o, chissà, macabramente osceno, fra Rachel e Jack durante la tetra, orrifica notte in cui Rachel, giustappunto, fu terribilmente uccisa in modo impietoso e spietato?

Cosa funziona in La sua verità

Bernthal e Thompson sono consuetamente molto bravi e ineccepibili.
Malgrado Bernthal talvolta gigioneggi un po’ troppo e reciti “di maniera”, abbandonandosi spiacevolmente per l’ennesima volta a “tic” ed espressioni in “pilota automatico”.
Qua e là stentando e ostentando un’esagerata sicumera “genitrice” d’una recitazione compiaciuta.

La regia non primeggia particolarmente ma è semplicemente corretta, buona e funzionale.
Dalla messinscena sobria senza pindarici svolazzi inutilmente estetizzanti.
Mentre la lucida e secca fotografia eccelle e sa ben ritrarre visivamente le tonalità cangevoli e crepuscolari del cupo luogo, paesaggisticamente suadente e suggestivo.
Seppur atmosfericamente sovente scuro, in cui è ambientata l’intricata e losca vicenda filmataci.
La migliore del cast è forse, insospettabilmente, Sunita Mani che incarna Priya Patel, sveglia assistente di Jack/Bernthal

Cosa non funziona in La sua verità

La sua verità affastella diverse tematiche, compresa la demenza senile di cui è (forse) affetta Alice, la madre del personaggio di Thompson.
Incarnata dall’attrice Crystal Fox volutamente invecchiata.
Che vanno dal tipico e collaudato poliziesco con tutti i suoi crismi e più o meno banali topos.
Al melodramma composto da intrighi prevedibili che invero, giocando di parole, null’affatto intrigano.
E da multipli tradimenti dalla convenzionale natura “telefonata”.

Rimane sempre in superficie e risulta una serie poco introspettiva sul piano dell’approfondimento.
Sia delle psicologiche personalità dei principali characters via via delineatici.
Sia delle intersecate dinamiche, ben poco complesse, quindi fatue e mal sviluppate, sol appena abbozzate, che fra essi intercorrono.

Peccato davvero perché il materiale di partenza era notevole e meritava un “trattamento”, non sol inteso in termini di adattamento e relativa sceneggiatura, proficuamente maggiore.
Climax e twist, inoltre, sebbene fedeli al romanzo, al limite del ridicolo involontario.

Curiosità finaleRebecca Rittenhouse nei panni della sexy Lexy Jones assomiglia qui tremendamente a Vanessa Kirby.
Ma è grandemente improbabile che sia invece la versione adulta di Catherine Kelly, alias Astrid Rotenberry.
E non aggiungiamo altro.

La serie è disponibile Netflix lo scorso 8 gennaio.

Regia: William Oldroyd, Anja Marquardt Cast: Tessa Thompson, Jon Bernthal, Pablo Schreiber, Crystal R. Fox, Rebecca Rittenhouse, Sunita Mani, Marin Ireland Anno: 2026 Episodi: 6 Durata episodi: 39–47 min Paese: Stati Uniti Distribuzione: Netflix

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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