Home / RECENSIONI / Azione / I Fantastici Quattro: Gli inizi – La famiglia si allarga – Recensione

I Fantastici Quattro: Gli inizi – La famiglia si allarga – Recensione

I Fantastici Quattro – Gli inizi: Galactus recita il suo monologo (da protagonista mancato) nella Prima Famiglia Marvel.

👽 Trama

Come ogni minaccia cosmica che si rispetti, faccio il mio ingresso trionfale sulla Terra – e finalmente non come una nuvola spaziale o una metafora per il meteo inglese, ma in tutto il mio splendente, elegante, divoratore stile. A turbare la quiete familiare dei Fantastici Quattro questa volta non basta la solita vacanza nello spazio: una cena, una gravidanza importante e poi… spunta Shalla-Bal, che funziona meglio di Google Maps nel mostrarvi che ho proprio messo la Terra tra i preferiti per la prossima abbuffata.

La trama, orchestrata da quel prestidigitatore hi-tech di Matt Shakman, segue uno spartito classico come una compilation anni ’80: i fantastici ottengono/raccontano i loro poteri (come per il Superman di Gunn: qui sono già cotti e mangiati), io li minaccio, loro si organizzano, mi affrontano, fanno i bravi e – sorpresa! – rispolverano un vecchio tema Marvel: la famiglia è la vera super-arma. E se qualcuno qui si aspettava colpi di scena degni di un film di Christopher Nolan, si accontenterà invece di scelte forti su maternità, scienza e sacrificio collettivo – omaggiando degnamente sia la Silver Age, sia il peggior manuale di sopravvivenza per zucche elastiche e uomini-roccia.

“Io sono la fine e l’inizio… ma nel dubbio vado comunque dopo i titoli di coda.”

Galactus

🎬 Cosa funziona in I Fantastici Quattro: Gli inizi

Hi-tech con i brillantini retrò, il film parte con un’atmosfera a metà tra Mad Men e Blade Runner in technicolor, con costumi che sembrano rubati al guardaroba segreto di Tony Stark e scenografie che ricordano i sogni bagnati di Reed Richards dopo una maratona di Stranger Things.

La nuova Silver Surfer (Shalla-Bal/Julia Garner) è promossa. Finalmente il Surfer non è più l’emissario più depresso della galassia, ma porta personalità e pathos – cosa non da poco rispetto ai monosillabi degli anni Fox!

Dai battibecchi da sitcom tra i Quattro, alle battute chirurgiche che nemmeno Tony Stark sotto caffeina non manca la comicità e l’autoironia. La cena di famiglia è più epica dello scontro finale di Avengers: Endgame e quasi ti dimentichi che io sto per mangiare il pianeta solo per concedergli un po’ di privacy.

Io, Galactus, finalmente ricevo il trattamento che merito: Ralph Ineson mi presta la voce e la presenza, e sì, per due terzi del film sono il vero terrore cosmico che mette d’accordo Russia, America e pure la Latveria (o quasi). Quasi mi commuovo.

Famiglia, maternità, scelte per il bene comune – ma con una leggerezza e autoironia che persino Thor: Ragnarok non aveva. I Temi adulti sono ben gestiti.

Due scene post-crediti: Una impagabilmente divertente, l’altra finalmente utile al futuro MCU – e chiudiamo il beccacciaio.

È la fame quella che sento, o solo la frustrazione di non aver ancora trovato una piattaforma streaming decente?”

— Galactus, probabilmente

🔥 Perché non guardare I Fantastici Quattro: Gli inizi

La mia sconfitta. Non faccio spoiler, ma parliamoci chiaro… sono Galactus! Mi sono abbattuto su mondi più coriacei di uno script Marvel e poi qui, con uno stratagemma più fantasioso della soluzione di Doctor Strange in What If…?, mi ritrovo nuovamente battuto. Una soddisfazione che manco nel finale delle precedenti pellicole della Fox, quando comparivo come tempesta radioattiva. Mi ribellerò all’Academy.

Struttura “MCU fotocopiatrice”. Sì, lo schema “minaccia, sconfitta, fuga, rematch, forze unite, lieto fine familiare” è ancora quello – nemmeno Reed Richards è riuscito a stiracchiare le pieghe della sceneggiatura.

Sorprese drammaturgiche col contagocce: Chi si aspetta twist a matrioska o la profonda crisi esistenziale di un Watchmen resterà a bocca asciutta come lo spazio cosmico dopo il mio passaggio.

“Sue, la maternità ti dona… ma non donerà il pianeta a me, vero?”

– Galactus (offeso, ma con stile)

Conclusioni

Lasciate perdere le polverose “origini” della Fox: qui il viaggio è cosmico, hi-tech, ironico e – parola di Galactus – almeno una volta non ci si annoia tra una catastrofe e una barzelletta alla Ben Grimm.

🦸♂️ I Fantastici 4 al cinema: la Grande Odissea del Quartetto

Nel Cinematic Universe, i Fantastici 4 hanno più vite delle camicie di Reed Richards e meno fortuna degli esami di Ben Grimm. Dalla “sitcom con superpoteri” targata Tim Story nel 2005 (dove la cosa più minacciosa era la pettinatura di Johnny Storm), si è passati al sequel galattico in cui Galactus diventa… una nuvola (Dio, perdonali perché non sapevano quello che facevano). Poi quella parentesi del 2015 dove il titolo vero era Fantastic Four e la depressione cosmica” diretto da Josh Trank: un reboot talmente tetro che Doctor Doom sembrava in cura dal parrucchiere di Batman.

Oggi, con I Fantastici Quattro: Gli inizi, finalmente si cambia rotta: il mio ego galattico ha il suo momento di gloria, c’è un Silver Surfer con i superpoteri e le tette. Qui il tono è finalmente pungente, la famiglia c’è ma non si prende troppo sul serio, e le risate piovono come i meteoriti nei crossover Marvel. Ironico, brillante e, sì, per una volta con un vero Galactus in carne e pianeta.

📚 Dai fumetti al grande schermo: Quando la carta brucia, ma in simpatia

Nelle pagine dei fumetti di Stan Lee & Jack Kirby, i Fantastici Quattro sono la classica famiglia “disfunzionale”, con zuffe, amplessi cosmici e drammi da soap opera interplanetaria (manco Beautiful). Galactus era una minaccia esistenziale, un dio affamato e filosofico — altro che nuvola o cameo random.

Sul grande schermo di oggi, il sense of wonder si colora di battute e il family drama si trasforma in commedia ritmica, tra maternità, crisi di gruppo e scelte da sit-comer galattico. Il retro-futurismo fa l’occhiolino ai fan vecchia scuola (neanche troppo), risolvendo la tensione tra rispetto della lore e meme generation. Galactus fa paura, ma ride pure lui: la fame cosmica è quella di popcorn… ma almeno stavolta lo spettacolo lo inghiotto io!

Al cinema dal 23 Luglio con Disney.

Regia: Matt Shakman Cast: Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Joseph Quinn, Ebon Moss-Bachrach Anno: 2025 Durata: 114 min. Paese: USA Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures / Marvel Studios

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

Guarda anche

lo-chiamava-rock-&-roll-recensione-dvd-copertina

Lo chiamava Rock & Roll: il DVD di un viaggio che abbatte barriere – Recensione

Lo chiamava Rock & Roll: Un’amicizia vera diventa cinema e trasforma la disabilità in una …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.