Noi ce la siamo cavata: Interviste, backstage e scene mai montate, nel docufilm di Giuseppe Marco Albano che celebra il trentennale del film “Io speriamo che me la cavo”. Presentato alla 40° TFF Torino Film Festival.
Un furgone giallo gira per le strade di Napoli: lo guida Adriano Pantaleo, che esordì sul grande schermo a 7 anni, nel film di Lina Wertmuller “Io speriamo che me la cavo”.
Era il 1992 quando Lina Wertmuller presentò sugli schermi un film tratto dal libro omonimo di un maestro elementare: “Io speriamo che me la cavo“. Protagonisti i bambini di una classe elementare di Napoli e un maestro, venuto dal Nord-Italia, interpretato da Paolo Villaggio.
Oggi, Adriano vuole ritrovare gli altri protagonisti di “Io speriamo che me la cavo” a trent’anni da quel film che fece epoca, con l’ultima intervista al premio Oscar Lina Wertmüller ed incontrando anche coloro, a partire dal produttore, dallo sceneggiatore e da molti altri che ne avevano permesso la realizzazione.

Cosa funziona in Noi ce la siamo cavata
La regia di Giuseppe Marco Albano alterna gli incontri di Adriano Pantaleo con i compagni di set e la riunione collettiva avvenuta a distanza di tempo.
Il regista oggi vuole raccontare una storia nuova, che ha le sue forti radici nel film “Io speriamo che me la cavo“. Insieme ad Adriano Pantaleo, ha immaginato di raccontare, a distanza di trent’anni dall’uscita della pellicola, un cammino, quello di Vincenzino il gelataio, oggi un uomo di 38 anni che decide di rintracciare tutti i suoi vecchi compagni del film e farsi raccontare come se la sono cavata.
Noi ce la siamo cavata è anche un omaggio a due grandi figure del nostro cinema. Ad emergere è, infatti, anche il ritratto di Lina Wertmüller, regista di grande carattere, dal metodo rigoroso e dai modi gentili, ma schietti, che pretendeva molto anche dai piccoli interpreti e vedeva in loro quella “pulizia di cuore” che a suo parere poteva rappresentare il vero valore aggiunto del film. E ancora, Paolo Villaggio che con “Io speriamo che me la cavo” desiderava dimostrare prove attoriali diverse, lontane dal suo Fantozzi.

Perché non guardare Noi ce la siamo cavata.
In un documentario di questo tipo c’è sempre il rischio di assistere narrazioni che potremmo definire ‘private’, e quell’effetto rimpatriata che ci fa storcere la bocca anche nella realtà, ci tiene sempre un pò a distanza: si ha l’impressione di partecipare ad una riunione di ex alunni a cui non siamo stati invitati.
Il film è al cinema dal 5 gennaio distribuito da Lo Scrittoio.
Regia: Giuseppe Marco Albano Con: Adriano Pantaleo, Lina Wertmüller, Ciro Esposito, Isa Danieli, Paolo Bonacelli, Gigio Morra, Ciro Ippolito, Maria Rosaria Caracciolo, Stefano Amatucci Durata: 72 min. – Paese: Italia Distribuzione: Lo Scrittoio
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