The Mandalorian and Grogu: Una galassia lontana lontana torna al cinema con botti, pupazzi adorabili e un retrogusto di Disney che non si lava via nemmeno con l’acido di Mustafar 🚀
È un film che non mi ha fatto bestemmiare in huttese, ma neppure inginocchiare davanti ai due soli di Tatooine. Piacevole, rumoroso, lucidissimo come un’armatura appena cerata, però con l’epica di una maxi puntata TV promossa a kolossal.
🎥 Trama – Tata spaziale e il pupazzo da un milione di dollari
L’Impero è caduto, ma a quanto pare nessuno ha avvisato i diretti interessati. I signori della guerra sono sparsi per la galassia come briciole sul divano, e la neonata Nuova Repubblica decide di appaltare i lavori sporchi al nostro cacciatore di taglie preferito, Din Djarin, sempre accompagnato dal suo portachiavi vivente, Grogu. In The Mandalorian and Grogu, diretto dal buon vecchio Jon Favreau, il duo dinamico si ritrova a rimbalzare tra pianeti, incrociando i blaster con criminali, ex imperiali e creature che sembrano uscite dal cesto dei peluche in saldo.
Il film, uscito in questo affollatissimo 2026, prova disperatamente a convincerci di essere un kolossal. Si respira a pieni polmoni l’aria di un road movie spaziale dove il nostro lattoniere col casco incontra i temibili Hutt e una tribù di Anzellans (quei cosi microscopici che per un attimo avevamo scambiato tutti per degli Ewok passati in lavatrice a novanta gradi).
“Ti ho detto di non toccare quel bottone rosso, Grogu. Adesso la Disney dovrà vendere altre centomila action figure per ripagare i danni.”
– Din Djarin al reparto marketing

✅ Cosa funziona in The Mandalorian and Grogu – Le esplosioni e il merchandising
Se cercate il botto, qui c’è. I soldi di Topolino si vedono tutti dal primo all’ultimo minuto. Le scene di battaglia sono spettacolari, rumorose e coloratissime. Pedro Pascal (o chi per lui dentro quel forno metallico) fa il suo sporco lavoro, e il cast di supporto vanta nomi stellari come Sigourney Weaver e Jeremy Allen White. Il ritmo regge bene e, se spegnete il cervello (e la vostra devozione per la trilogia originale), la visione scorre che è un piacere.
È un giro sulle montagne russe in un parco a tema costosissimo. Le atmosfere visive appagano l’occhio, le coreografie degli scontri a fuoco sono chirurgiche e la chimica (se così si può chiamare il rapporto tra un uomo che non mostra mai la faccia e un burattino di gomma) regala sempre il suo abbondante carico di pucciosità.
“Non mi serve la Forza per capire che questa sceneggiatura è stata scritta con Excel.”
– Un Maestro Jedi disoccupato

❌ Perché non guardare The Mandalorian and Grogu – La Forza (di gravità) che butta giù l’epica
Ecco il punto dolente per noi poveri fan che ancora preghiamo rivolti verso il santuario di Guerre Stellari. Questo non è un film. È un episodio XL di The Mandalorian proiettato su uno schermo più grande. Manca totalmente quell’epica teatrale, quel senso di urgenza mitologica che ti faceva venire la pelle d’oca ai tempi d’oro. Il sapore è troppo “disneyano”, troppo pulito e rassicurante. Dove sono la polvere, il sangue, la disperazione galattica? Sostituiti da gag caruccie e dinamiche family-friendly.
Viene voglia di farsi corrompere dal Lato Oscuro solo per il gusto di sabotare i proiettori. Si avverte la perenne sensazione di stare guardando un prodotto calcolato a tavolino per non scontentare nessuno, finendo per non esaltare davvero i vecchi appassionati. Gli Anzellans coccolosi che in missione nella terra degli Hutt sanno di minestra riscaldata dal sapore di Endor, ma senza quel guizzo di follia anni ottanta.
“Ho accettato di recitare la parte di Hugo, un mercante di specie Ardenniana, solo per potermi infiltrare nel parco a tema e sabotare le giostre dall’interno. Spoiler: questo continua a non essere cinema, ma l’assegno di Topolino era galattico.”
– Martin Scorsese, guest star in motion capture
🌀 Extra – La sindrome della Serie TV col vestito della domenica
C’è un problema di fondo in questa operazione nostalgia-canaglia. Trascinare una serie nata per lo streaming al cinema comporta il rischio del “già visto”. In televisione, The Mandalorian aveva senso: piccole missioni, trama orizzontale annacquata, esplorazione settimanale. Al cinema pretendi il piatto forte, non un buffet di stuzzichini messi in croce per due ore di fila. Si capisce che la Lucasfilm non sapeva come gestire l’hype residuo e ha optato per la via più sicura (e remunerativa).
“Quando ho letto il nome di Martin Scorsese tra il cast, ho capito il suo piano: distruggere il franchise dall’interno con un monologo sulla morte del vero cinema. Purtroppo lo hanno doppiato.”
– Un fan che ha scoperto la verità
🎭 Conclusioni – Il Lato Oscuro della sala cinematografica
The Mandalorian and Grogu è la quintessenza del cinema moderno di intrattenimento: inattaccabile dal punto di vista tecnico, emotivamente piatto come la superficie di Hoth. Piacevole? Assolutamente sì. Dimenticabile? Purtroppo, altrettanto. È il classico film che vedi con un secchiello di popcorn formato famiglia, ridi quando devi ridere, strabuzzi gli occhi per le esplosioni e poi, uscito dalla sala, ti chiedi se forse l’Imperatore Palpatine, in fondo in fondo, non avesse ragione su tutta la linea.
Il film è al cinema dal 20 Maggio con Disney.
Darth Sforacchia, il recensore mascherato
Regia: Jon Favreau Con: Pedro Pascal, Sigourney Weaver, Jeremy Allen White, Steve Blum, Hemky Madera, Myles Humphus, Martin Scorsese Anno: 2026 Durata: 132 min. Paese: USA Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
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