Home / CULTURAL / Storie di yōkai. Racconti di spiriti giapponesi – Un Manga fuori dai canali tradizionali – Recensione

Storie di yōkai. Racconti di spiriti giapponesi – Un Manga fuori dai canali tradizionali – Recensione

Storie di yōkai. Racconti di spiriti giapponesi: Il volume di NuiNui è una raccolta manga ispirata ai racconti di Lafcadio Hearn, adattata da Sean Michael Wilson e illustrata da Inko Ai Takita, pubblicata in Italia nel 2023 in formato brossura da 128 pagine.

Ci sono manga che entrano in scena come un oni ubriaco che sfonda il portone del tempio, e poi ci sono quelli che preferiscono strisciare nel silenzio come un’ombra dietro uno shoji. 

Storie di yōkai. Racconti di spiriti giapponesi appartiene con eleganza alla seconda specie: raccoglie sette storie di fantasmi tratte dall’universo di Lafcadio Hearn e le trasforma in un manga che gioca più sull’inquietudine che sul colpo di teatro. Qui il terrore non fa il gradasso: ti osserva da lontano, sorride appena, e aspetta che sia tu a fare il primo passo nel buio.

“Lafcadio Hearn aveva capito una cosa fondamentale del folklore nipponico: i mostri peggiori non abitano nei cimiteri, ma nei cassetti di casa e nelle promesse non mantenute.”

Il pregio maggiore del libro è anche il suo piccolo limite. Sean Michael Wilson sceglie un adattamento piuttosto fedele alle fonti di Hearn, e questa aderenza dona alle storie un fascino classico, quasi rituale, ma in certi passaggi frena un po’ la spinta narrativa che il lettore contemporaneo potrebbe desiderare da un manga horror più feroce o dinamico. In altre parole: non siamo dalle parti del jumpscare indemoniato, ma di un teatro d’ombre dove ogni apparizione pesa più per atmosfera che per esplosività.

A fare da vero ponte tra il lettore e l’aldilà ci pensano le tavole di Inko Ai Takita. Dalle pagine che si possono osservare, il bianco e nero lavora di sottrazione, con espressioni molto curate, figure sottili, apparizioni spettrali e una regia visiva che preferisce lo sguardo, il vuoto e il silenzio al barocchismo dell’orrore urlato. Anche la copertina, con quella maschera rossa che sembra uscita da un incubo in equilibrio tra nō e febbre, promette esattamente ciò che il libro mantiene: folklore, suggestione e una bella sensazione di disagio composto.

“Sean Michael Wilson adatta Hearn con la stessa deferenza con cui un monaco spolvera un altare. Il risultato? Molta eleganza, zero infarti. Se cercate smembramenti e possessioni demoniache, avete sbagliato tempio.”

Manga da non perdere

Se questo volume ti stuzzica, ci sono altri titoli che passeggiano nello stesso bosco infestato, anche se con scarpe diverse.

TitoloPerché leggerlo
Le Spaventose Avventure di Kitaro di Shigeru MizukiÈ il grande classico: il manga è noto per aver reso popolari gli yōkai nella cultura pop moderna, ed è ancora oggi una porta d’ingresso fondamentale al folklore soprannaturale giapponese .
Natsume degli spiriti di Yuki MidorikawaÈ consigliato a chi ama il lato più malinconico e spirituale del tema, perché ruota attorno a un protagonista capace di vedere gli spiriti del folklore giapponese .
I signori dei mostri di Hiroshi ShiibashiPiù dinamico e d’azione, ma pieno di yōkai e legato anche all’immaginario della parata notturna dei cento demoni .
Nippon Yokai di Elisa MeniniOttima scelta per restare in ambito più autoriale e iconografico: rilegge mostri, fantasmi e leggende giapponesi in chiave fumettistica contemporanea .

Il risultato finale è positivo, ma con giudizio. È un volume che funziona molto bene se ci si lascia sedurre dal suo passo antico, dalla natura antologica e da quel gusto un po’ letterario che accompagna i racconti di spiriti giapponesi adattati da Wilson, mentre potrebbe sembrare meno incisivo a chi cerca una trama unica o un horror più muscolare. “Più che morderti, questo manga ti soffia sul collo”: ecco, diciamo che la sua forza è tutta lì.

“Un orrore in punta di piedi. Questo libro non vi farà saltare sulla sedia, ma vi farà guardare con sospetto l’angolo buio del vostro corridoio prima di andare a dormire.”

Quello che convince di più è il modo in cui il libro non trasforma gli yōkai in mascotte da luna park, ma li lascia nel loro habitat naturale: la zona grigia tra superstizione, memoria e malinconia. Le storie di samurai, case infestate, ossessioni e presenze femminili non cercano di fare le fenomene, e proprio per questo riescono a conservare un sapore tradizionale molto credibile.

Quello che convince un po’ meno è la discontinuità tipica delle raccolte brevi. Alcuni episodi colpiscono più di altri, e la fedeltà all’impianto originario di Hearn rende il volume più elegante che travolgente, più “kwaidan sussurrato” che cavalcata infernale. Ma, in fondo, non tutti gli spiriti devono fare casino: certi fantasmi sono signori educati.

VoceDato
TitoloManga. Storie di yōkai. Racconti di spiriti giapponesi
EditoreNuiNui
AutoriLafcadio Hearn; adattamento di Sean Michael Wilson; illustrazioni di Inko Ai Takita
StrutturaRaccolta di sette storie di fantasmi giapponesi
FormatoBrossura, 19 × 25,4 cm
Pagine128
ISBN9782889750948
Uscita italianaMarzo 2023

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

Guarda anche

the-mandalorian-and-grogu-recensione-film-copertina

The Mandalorian and Grogu – Il casco, il pupo e la Forza finita nel reparto giocattoli – Recensione

The Mandalorian and Grogu: Una galassia lontana lontana torna al cinema con botti, pupazzi adorabili …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.