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Rosa elettrica – In fuga con il nemico – Recensione della serie tv con Maria Chiara Giannetta

Rosa elettrica: Un’avventura pimpante e pulsante, pregna di tensione mozzafiato, colpi di scena ripetuti, depistamenti e feroci doppi giochi sul filo del rasoio (non solo in senso lato). Una furiosa caccia pirotecnica a protezione d’un pericoloso testimone scomodo pronto a “esplodere”!

Oggi recensiamo Rosa Elettrica, una serie tv fluida e piacevole sebbene – come sottolineeremo e meglio esplicheremo nella nostra disamina – forse non eccezionale e non priva di vistose pecche e sbavature grossolane. I primi due episodi sono stati rilasciati su Sky lo scorso 8 maggio, seguiti a ruota dagli altri quattro, distribuiti due alla volta con regolare cadenza settimanale.

L’opera consta in toto di sei puntate, della durata di circa un’ora netta cadauna, interamente dirette da Davide Marengo. Tratta dal pregevole e omonimo romanzo di Giampaolo Simi, la serie è stata per l’occasione adattata e sceneggiata con molte variazioni e licenze (non solo “poetiche”) da Giordana Mari, supportata in sede di writer’s room dai contributi tutti al femminile delle colleghe Fortunata Apicella, Serena Patrignanelli e Michela Straniero. A guidare il cast troviamo una svettante, deliziosa e perennemente fotogenica Maria Chiara Giannetta (FollementeDon Matteo): bella all’inverosimile, si cala in inedite “vesti” da eroina action virulenta e “maschiaccio”, sfoggiando un’immediata e notevole presenza scenica.

Passiamo alla trama, riassunta come di consueto a grandi linee per evidenziarne gli snodi salienti, senza però fornirvi sgradite anticipazioni che, in un intreccio giudiziario-drammatico così movimentato, risulterebbero quanto mai impertinenti.

Rosa Valera (Giannetta) è un’ex laureanda in Filosofia che, senza ragioni apparenti, ha lasciato gli studi e, trovandosi spaesata, è entrata nelle forze dell’ordine. Oggi è una fragile poliziotta trentenne, spigolosa e piena d’insicurezze, reduce da un feroce trauma esistenziale. A lei vien affidato il suo primissimo incarico importante: scortare il giovane camorrista Daniele Mastronero, detto Cociss (Francesco Di Napoli), inserito nel programma di Protezione Testimoni, per salvarlo dalle spietate grinfie di una confraternita vendicativa che lo bracca senza sosta. Subito i conti non tornano e i due sono costretti a darsi alla fuga. L’incontro fatale, fortemente rischioso anche sul piano psicologico, innescherà reazioni a catena e congiunture conflittuali, ma la forzata convivenza cementerà pian piano una complicità inaspettata. Dall’aspro eppur simbiotico attrito delle loro personalità nascerà un intimo rapporto che andrà ben oltre il mero concetto di sopravvivenza.

Nella concitata storia entrano in ballo figure chiave come il capo di Rosa, Antonella Reja (Elena LiettiIl sol dell’avvenireTre piani): una donna volitiva e intransigente che rappresenta l’archetipo di chi ce l’ha fatta in un contesto maschilista e proprio per questo non fa sconti a nessuno, men che meno all’inesperta Rosa. Troviamo poi Carlo Morano (Federico Tocci), affettuoso e affidabile braccio destro che seguirà la protagonista in questa insidiosa avventura picaresca. Schierati su fronti opposti, si aggiungono il Sostituto Procuratore di Napoli Paolo D’Intrò (Francesco Foti), simbolo inarrendevole della guerra antimafia; Nunzia Serafino, la “Mamma Camorra” a capo del clan Incantalupo (Antonia Truppo); e, last but not least, Saro (Pasquale Esposito), latitante e irriducibile boss della suddetta cosca.

Chi la scamperà in questa lotta senza esclusione di colpi, tra inseguimenti mozzafiato, logoranti pedinamenti ed estenuanti corse per le campagne e le città della nostra penisola?

Cosa funziona in Rosa elettrica

Le location sono state scelte con cura e risaltano all’occhio sia per la bellezza paesaggistica, sia per la sapida orchestrazione registica di Marengo, abilissimo nel gestire gli spazi con ricercatezza anche nei dettagli minimi. Tra i borghi suggestivi scelti per le variegate ambientazioni – tutte cromaticamente ben amalgamate – spicca Comacchio, su cui si concentra gran parte del secondo episodio con il suo antico Ponte dei Trepponti e la trattoria L’anguilla brilla.

Maria Chiara Giannetta ha piglio, sex appeal ed esibisce un’atletica dinamicità che stupisce. Francesco Di Napoli, pur con un minutaggio iniziale ridotto, offre una ruspante prova “vocale”, intrisa di simpatiche cadenze meridionali che ben s’intonano al suo Cociss, sbruffone e incosciente. Il suo personaggio trova via via una corposità carismatica, rendendo la sua performance sempre più convincente.

Cosa non funziona in Rosa elettrica

Dopo un incipit macchinoso e narrativamente stentato, Rosa elettrica parte in quinta e appassiona. È una serie girata con garbo e dai molti pregi (fra cui la lucida fotografia d’atmosfera di Davide Manca), ma risente anche, ahinoi, di lapalissiane sviste e vistose banalità. Incespica talvolta, denotando una certa mancanza d’omogeneità nelle scene di raccordo, spesso dispersive.

Ha inevitabilmente un impianto da fiction – nel senso migliore e, al contempo, peggiore del termine. Sebbene sia “vietata” ai minori, la regia paradossalmente edulcora l’insita violenza tipica del crime thriller, stilizzandola per compiacere un target di pubblico più ampio e non esclusivamente adulto. Di conseguenza, gli spargimenti di sangue vengono ovattati e le sparatorie visivamente “deterse”. Rosa elettrica diviene così, più che un drama on the road pugnace e virulento, una cine-fumettistica fiaba nera dalle sfumature sentimentali che addolciscono la tetraggine di fondo.

Nel complesso, però, il meccanismo funziona largamente: avvince, intrattiene e supera di gran lunga le più prevenute e disfattistiche aspettative di chi sospettava non potesse competere con serie tv dal respiro più internazionale.

Disponibile su Sky e Now dall’8 Maggio.

Regia: Davide Marengo Con: Maria Chiara Giannetta, Francesco Di Napoli, Elena Lietti, Federico Tocci, Francesco Foti, Antonia Truppo, Pasquale Esposito Anno: 2024 Durata: 6 episodi da 60 minuti circa ciascuno Paese: Italia Distribuzione: Sky

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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