Omero – L’Iliade e l’Odissea a fumetti di Marcello Toninelli parte da una domanda che, con ogni probabilità, non tormentava affatto il leggendario cantore di Chio: cosa succederebbe se Achille, Ulisse e gli dèi dell’Olimpo venissero presi in consegna da uno che non ha alcuna intenzione di lasciarli tranquilli nel loro piedistallo di marmo? La risposta è un volume allegro, sapientemente irriverente e sorprendentemente rispettoso nel suo modo tutto storto di rendere omaggio ai classici.
Omero, ma con più nasi, meno toga e una guerra di Troia gestita peggio di una chat condominiale
Se pensavate che l’Iliade fosse una faccenda di uomini possenti, dèi terribili, destini ineluttabili e versi immortali, Marcello Toninelli arriva con un pennarello, un balloon e l’aria di quello che ha appena scoperto che Achille è un permaloso con la corazza e Agamennone il classico capo incapace che trasforma ogni riunione in una tragedia. Letteralmente.
Con Omero – L’Iliade e l’Odissea a fumetti, Edizioni NPE raccoglie in un volume corposo e colorato la rilettura toninelliana dei due grandi poemi della tradizione occidentale. Il volume include la Batracomiomachia con la surreale guerra tra rane e topi, una guida illustrata alla quotidianità ellenica e l’Omericopedia, un’utilissima enciclopedia visiva per orientarsi tra gli eroi e i segreti del mito.
Epici, certo, ma solo vagamente: nel frattempo Zeus fa il gradasso, gli eroi si offendono per qualunque cosa e la guerra di Troia diventa una lunga sequenza di decisioni pessime prese da persone con elmi molto elaborati.
Non è un adattamento “fedele” nel senso in cui la parola viene usata da chi considera una battuta una profanazione. È fedele in un modo più intelligente: Toninelli conosce la materia, ne conserva personaggi, snodi, rivalità e disgrazie, poi prende tutto quel patrimonio millenario e lo sottopone a un trattamento di comicità intensiva. Il risultato è Omero passato attraverso una macchina del tempo difettosa, con destinazione: Italia della striscia satirica, dove gli dèi hanno problemi di gestione, gli eroi soffrono di ego e nessuno sembra aver mai sentito parlare di mediazione dei conflitti.

Achille, Ulisse e altri disagiati
L’Iliade qui non è più soltanto il canto dell’ira funesta: è soprattutto la cronaca di un gruppo di uomini adulti che, invece di risolvere le proprie questioni parlando, assediano una città per dieci anni e litigano come se avessero appena perso la password del Wi-Fi. Achille è suscettibile, Agamennone insopportabile, gli dèi inaffidabili e Troia, francamente, meriterebbe un amministratore di condominio con poteri speciali.
Nell’Odissea, Ulisse conserva l’astuzia, ma Toninelli lo tratta per quello che è: un uomo che parte per una guerra, vince, prova a tornare a casa e si ritrova dentro una serie di sciagure logistiche degne di un pacco affidato al corriere sbagliato. Sirene, ciclopi, dèi offesi, tempeste: tutto molto epico, certo. Ma anche molto evitabile, se solo qualcuno avesse pensato di non irritare Poseidone.
Il merito del fumetto è questo: rende immediatamente visibile quanto i miti greci siano pieni di personaggi enormi e, al tempo stesso, pateticamente umani. Toninelli non li demolisce; li fa cadere dalla sedia con una certa grazia.
La striscia che sfida gli dèi
Il disegno è essenziale, caricaturale, diretto. Non troverete la pompa di un affresco neoclassico, né guerrieri scolpiti per far piangere di gioia un personal trainer spartano. Troverete invece nasi monumentali, espressioni esagerate, colori vivaci e vignette costruite per portare il lettore fino alla battuta finale.
La struttura a strisce è l’arma segreta e, insieme, l’unico possibile punto debole del volume. Le gag girano bene, il ritmo è irresistibile: una scena epica viene preparata con tono solenne e poi sgonfiata in modo chirurgico. Quando però il meccanismo si ripete troppo, il lettore può intuire la manovra: arriva la situazione, arriva l’equivoco, arriva la frecciata contemporanea, arriva il sorriso. Non tutte le battute colpiscono come una lancia achea; alcune fanno più l’effetto di un sasso lanciato da un satiro distratto.
Ma è un rischio quasi inevitabile in un’operazione del genere, e Toninelli lo gestisce abbastanza bene da far perdonare gli occasionali momenti in cui il carro comico passa un po’ troppe volte sulla stessa strada.
Cultura classica senza l’anestesia
Il bello è che il libro non si ferma alla pernacchia rivolta al busto di Omero. Dentro ci sono anche materiali divulgativi, riferimenti alle opere originali, la Batracomiomachia, un viaggio nella vita dei Greci e l’“Omericopedia”. In pratica, mentre ridete di un dio trasformato in collega molesto o di un guerriero incapace di controllare il proprio ego, state anche imparando qualcosa.
È il vecchio trucco dell’insegnamento efficace: invece di dirti “questo è importante, quindi devi soffrire”, Toninelli ti mette davanti una scena assurda e poi, quasi senza avvisare, ti fa ricordare chi è chi, perché Achille ce l’ha con Agamennone e come mai Ulisse non possa semplicemente aprire Maps e tornare a Itaca.
Verdetto di un aedo online
Omero – L’Iliade e l’Odissea a fumetti è il libro perfetto per chi ama i miti greci ma non sente il bisogno di affrontarli con il volto contratto di chi sta traducendo il greco al liceo alle otto del mattino. È consigliabile anche a chi ha sempre sospettato che l’epica fosse piena di persone tremendamente complicate, circondate da divinità ancora peggiori.
Toninelli non sostituisce Omero, per fortuna: sarebbe un’impresa impegnativa anche per Atena con fibra ottica e AI al seguito. Fa qualcosa di più utile: ricorda che i classici non sono reliquie da guardare in silenzio, ma storie vive, piene di rabbia, idiozie, gelosie, viaggi improbabili e gente che avrebbe bisogno di parlare con qualcuno invece di sguainare una spada.
E se alla fine vi viene voglia di rileggere Omero, bene. Se vi viene voglia di mandare Agamennone in ferie forzate, ancora meglio.
Daruma View 