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Nobody Knows – Come si diventa adulti (o come si diventa fantasmi senza che nessuno se ne accorga) – Recensione

Nobody Knows – Come si diventa adulti: Una madre che scappa, quattro bambini che restano, una Tokyo che fa finta di niente. E noi che guardiamo e non sappiamo se piangere o chiuderci in un angolo. Dal 25 Maggio al cinema il secondo film della rassegna “Riflessi dell’invisibile”. 🎬 

🎥 Trama – Nebbia Di Spoiler E Mamme Che Scappano (Ma Solo Quando Conviene)

Tokyo, in un quartiere qualsiasi dove i treni passano come melodie di un brano J-pop che non finisce mai e i neon palpitano come i cartelloni di Shibuya all’alba di un’epoca perduta, il dodicenne Akira Fukushima (Yūya Yagira) si trasferisce con la madre Keiko (YOU), una giovane donna immatura e irresponsabile che sembra uscita da un J-drama degli anni ’90 dove la protagonista non ha mai capito che la vita non è una ballata di Ami Suzuki.

In un piccolo appartamento della capitale, con loro di nascosto arrivano anche i tre fratellini di AkiraKyokoShigeru e Yuki. Non sono registrati. Non esistono per lo Stato. Sono fantasmi in carne e ossa, come i personaggi di un anime di Mamoru Oshii che hanno dimenticato di essere animati.

La madre non li nasconde perché sono in pericolo. Li nasconde perché ha vergogna. Quattro figli da quattro padri diversi? Che scandalo, meglio tenerli nascosti in un appartamento come topi in una fessura di Akihabara.

Un giorno Keiko li abbandona per inseguire l’uomo di cui si è innamorata, lasciando ad Akira solo una piccola somma di denaro, destinata a esaurirsi in fretta come la popolarità di un idol dopo il primo album. Con il passare del tempo la madre smette di farsi viva, le bollette restano impagate e in casa comincia a mancare persino il cibo.

Eppure Akira non si arrende. Pur essendo ancora un bambino, farà di tutto per proteggere i suoi fratelli e tenere unita la sua famiglia. Come un samurai senza spada. Diventa il protagonista di manga shōnen, troppo piccolo per il proprio destino.

“Mamma diceva che l’amore è eterno. Non mi ha detto però che dura solo finché non trovava un nuovo uomo.”

Cosa Funziona In Nobody Knows – Quando Il Silenzio Fa Più Rumore Di Un’esplosione

Hirokazu Kore’eda non è un regista che ti urla “guarda quanto è triste!”. La camera resta aderente ai volti, agli spazi stretti dell’appartamento, alla luce che entra solo a intermittenza. È un cinema che osserva senza intervenire, come se fosse un testimone silenzioso di un crimine che nessuno denuncia.

Il suo è un film di Akira Kurosawa senza la colonna sonora epica. Solo il vento, solo il silenzio, solo la realtà che ti schiaffeggia senza che nessuno te lo dica. Non c’è musica che ti dice “piangi ora”. Non c’è nulla che edulcori la realtà. Solo la vita vera, nuda e cruda.

“La tragedia non ha bisogno di musica di sottofondo. La tragedia ha bisogno di silenzio”.

Niente J-rock straziante, niente ballate di Utada Hikaru. Solo il rumore del respiro di Yuki che piange nella stanza accanto. Solo il rumore del contatore della luce che si ferma. Solo il rumore della sopravvivenza che diventa routine.

Il film non corre. Non accelera. Non ha climax drammatici urlati. È un conto alla rovescia silenzioso che ti resta addosso proprio perché non ti urla in faccia la tragedia.

Guardi il film e pensi “non succede nulla”. Poi ti accorgi che ti è rimasto dentro come un chiodo. Come un manga di Naoki Urasawa che leggi pagina per pagina e poi non esci più dalla storia.

Parliamo ora dei due protagonisti principali:

Keiko non è una cattiva. Non è una villains. È una donna immatura che cerca amore e lascia dietro di sé quattro bambini. È più terribile perché non è cattiva, è solo egoista. E l’egoismo di una madre è più devastante della cattiveria.

Una donna che non ha mai capito che la vita non è un episodio di Long Vacation. È una rockstar che scappa dal contratto, e lascia dietro di sé il gruppo che non ha mai saputo gestire.

Poi troviamo Akira interpretato da Yūya Yagira. Il ragazzo ha 13 anni quando gira il film. Vince il Prix d’Interprétation Masculin al Festival di Cannes 2004, diventando il più giovane vincitore della categoria e il primo attore giapponese. Non recita. Vive.

Ogni gesto, ogni sguardo, ogni respiro è Akira che diventa adulto contro la sua volontà. È come guardare Gackt che diventa Kenshin senza aver mai impugnato una spada. È un piccolo attore che diventa adulto prima del debutto.

“Ho imparato che le bollette si pagano prima delle lacrime. La società non accetta ciò che non può vedere in fattura.”

Perché Non Guardare Nobody Knows – Se Hai Il Cuore Di Vetro E Lo Spirito Di Carta

Non è un film che guardi e poi “passi oltre”. È un film che ti resta dentro come un chiodo arrugginito. Se cerchi intrattenimento leggero, non è questo il film. Non è One Piece dove alla fine tutto si sistema. È realtà che non ha finale felice.

Non vi aspettate redenzione. Non aspettatevi che i servizi sociali arrivino in tempo. La realtà non ha lieto fine. E il film non edulcora la realtà.

Non esiste il final boss che viene sconfitto. Non arriva Ultraman che salva il mondo. C’è solo un appartamento dove quattro bambini diventano fantasmi.

Sta succedendo tutto, ma in silenzio.

Dopo averlo visto, guardi fuori dalla finestra e ti chiedi: “quanti bambini invisibili ci sono nella mia città?”. E la risposta è più di quanto pensi.

Dietro ogni neon di Shibuya c’è un fantasma che nessuno vede. Dietro ogni J-pop che canta l’amore c’è un idol che piange in spogliatoio. Ti mostra il Giappone che non vuoi conoscere.

Non è un film che ti fa piangere. È un film che ti fa arrabbiare. Perché la società non è malvagia. È passiva. E la passività è più colpevole della malvagità.

La società che recita il suo ruolo senza guardare oltre. La cultura J-pop che vende sogni ma non mostra sempre i corpi che cadono.

“Dicono che i bambini siano il futuro. Peccato che qui il futuro sia solo un appartamento vuoto con quattro fantasmi che aspettano.”

🎭 Conclusioni – Il Bambino Che Diventa Adulto Contro La Sua Volontà

Il film non è “una storia triste di bambini abbandonati”. È un’analisi di come il sistema sociale non è un sistema, ma un’illusione.

La madre non protegge, aggiunge vulnerabilità. La famiglia qui è il luogo dove si subisce il danno senza possibilità di scappare. Tutti recitano la loro parte, nessuno vede il dramma. La commessa, i vicini, la signora che affitta. Tutti recitano il loro ruolo senza guardare oltre.

I bambini non sono “il futuro”, sono carichi che la società non vuole vedere. L’infanzia è sacra solo per i bambini che la società può vedere.

Akira non diventa adulto perché è naturale. Diventa adulto perché l’alternativa è la morte.

  • Nobody knows = nessuno sa cosa significa essere loro
  • Nobody knows = nessuno sa quanto pesa l’abbandono
  • Nobody knows = nessuno vuole sapere

I bambini sono invisibili perché la società ha scelto di non vederli.

“Alla fine, nessuno sa niente. Ma tutti fanno finta di niente. E i bambini restano fantasmi. Sempre.”

🌀 Extra – Il Fatto Reale Che Ha Ispirato Il Film (Perché La Realtà È Più Cruda Della Finzione)

Il film è ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto nel 1988 a Nishi-Sugamo, Tokyo. Una madre lasciò da soli cinque figli minorenni in un appartamento. Quando furono trovati, tre erano morti.

Kore’eda non cerca il sensazionalismo. Cambia il numero (da 5 a 4 bambini), cambia il finale (non mostra la morte in modo esplicito), ma la crudeltà della realtà rimane. Questo non è un film “ispirato a fatti reali”. È un film che mostra come la realtà sia più crudele di qualsiasi finzione.

“La realtà dice: cinque bambini, tre morti. Il film non ti urla in faccia la tragedia. La sussurra.”

RASSEGNA “RIFLESSI DELL’INVISIBILE” 🎬

L’uscita in sala fa parte della rassegna “Riflessi dell’invisibile”, un percorso attraverso le opere che hanno segnato l’inizio della straordinaria carriera del regista giapponese Hirokazu Kore’eda.

Il film arriva con titolo modificato rispetto alla precedente distribuzione in DVD del 2010 da parte della stessa BIM Distribuzione. Allora era Nessuno lo sa. Ora è Nobody Knows – Come si diventa adulti.

Il nuovo titolo non è casuale. È una precisazione: non è solo “nessuno lo sa”. È “come si diventa adulti quando nessuno ti protegge”.

È come dire che il titolo è cambiato ma la storia è la stessa. È come dire che i bambini sono diventati adulti ma nessuno li ha visti crescere.

Il film è al cinema dal 25 Maggio con Bim Distribuzione.

Regia: Hirokazu Kore’eda Con: Yūya Yagira (Akira), Ayu Kitaura (Kyoko), Hiei Kimura (Shigeru), Momoko Shimizu (Yuki), You (Keiko) Anno: 2004 Durata: 141 min- Paese: Giappone Distribuzione: BIM Distribuzione

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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