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Nino – Un esordio quieto ma folgorante – Recensione

Nino esce in sala il 30 aprile, dopo essere stato premiato alla Semaine de la critique a Cannes 2025 e aver vinto 2 César.

Alla vigilia dei 29 anni Nino riceve una notizia che gli cambierà la vita. In tre giorni dovrà decidere il da farsi, parlare con la madre, confidarsi con gli amici.

Cosa funziona in Nino

L’arma vincente di questo film è la semplicità: Nino, interpretato da un perfetto Théodore Pellerin (Beau a Paura), che per questa interpretazione ha giustamente vinto un premio agli ultimi César, gli Oscar del cinema francese, è un giovane adulto che si trova di fronte ad un problema critico, che cambierà la sua vita.

Tutto sta nella messa in scena della reazione alla notizia: Nino non si ferma più da quel momento, cerca contatti, ritorna dalla madre, incontra per caso una compagna delle elementari che sarà poi fondamentale per trovare una soluzione. Nel caos che segue la rivelazione, Nino riesce a trovare un ordine, bilanciando la sua voglia di vivere con quello che invece è il suo futuro.

Nello svilupparsi del film, le priorità vengono messe nel giusto ordine e la pellicola di Pauline Loques, esordiente alla regia, riesce nel farci appassionare al destino del suo protagonista, che non vorremmo quasi lasciare da solo.

Perché non guadare Nino

In un paio di punti il film sembra fare delle scelte ingenue e anche troppo complicate, ma che vanno a beneficio della storia e dell’intreccio e che forse sono giustificate dall’età anagrafica del protagonista, che le avrebbe comunque fatte anche se a discapito della logica.

Nino è stato presentato anche nel concorso Progressive Cinema della Festa del cinema di Roma 2025 e ora esce in sala dal 30 aprile distribuito da Minerva Pictures.

Regia: Pauline Loques Con: Théodore Pellerin, William Lebghil, Jeanne Balibar Anno: 2025 Durata: 97 min. Paese: Francia Distribuzione: Minerva Pictures

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