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NEOGEO AES+: La fine del monopolio dei bagarini e l’alba di un nuovo retrogaming legale

NEOGEO AES+: Se in questi giorni prestate orecchio e sentite un sinistro scricchiolio di sottofondo, tranquilli: non è la faglia di Sant’Andrea, sono i fegati dei collezionisti storici di Neo Geo che stanno esplodendo in tempo reale. 

Se fino a ieri pronunciare la parola Neo Geo AES in un gruppo di collezionisti evocava immagini di portafogli svuotati, litigi sui forum per l’autenticità delle schede e aste online finite a suon di migliaia di euro, da qualche giorno la musica è cambiata. SNK e Plaion Replai hanno sganciato la bomba: il 12 novembre 2026 torna il NEOGEO AES+. Non una scatoletta HDMI con l’emulatore precaricato, ma una replica hardware 1:1 che utilizza circuiti integrati ASIC (Application-Specific Integrated Circuits), compatibile con le vecchie cartucce e accompagnata da stampe fisiche dei suoi Giochi su licenza ufficiale.

Mettiamo da parte per un attimo il fatto che io stesso abbia già ceduto al preordine (di quello parleremo a tempo debito). Oggi voglio analizzare, per filo e per segno, perché questa mossa non è solo il sogno bagnato di ogni retrogamer, ma un potenziale terremoto per l’intera industria del collezionismo videoludico.

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“Il Neo Geo AES è l’unica console della storia che ti faceva sentire povero nel 1990, e ti fa sentire un senzatetto nel 2026.”

— Un saggio (e disilluso) retrogamer anonimo.

1. L’Elefante nella Stanza: Perché il mercato dell’usato ha la Sindrome di Smaug

Oggi, collezionare hardware originale a 16-bit (e in particolare il Neo Geo) non è più un hobby, ma un asset finanziario riservato a chi ha conti in banca a sei cifre.

Il mercato dell’usato è diventato ostaggio di speculatori che accumulano cartucce in magazzini, le infilano nelle scatolette di plastica di enti di gradazione discutibili (ciao WATA) e le rivendono a 30 o 40 volte il prezzo originale, spesso anche se logorate dal tempo. E attenzione: questo cancro non affligge solo i venditori professionisti, ma anche i privati, ormai convinti di avere l’oro di Babilonia in cantina per qualsiasi pezzo di plastica impolverato che decidono di dismettere.

Il mercato attuale è ostaggio della Sindrome di Smaug : individui che accumulano tesori su cui dormire senza mai goderne. 

Chi ha speso 3.000 euro per un Garou usato sta inevitabilmente tremando, non perché il suo pezzo originale anni ’90 smetterà di avere valore storico, ma perché perde l’esclusività dell’esperienza fisica.

Fino a ieri, potevano dirti: “Se vuoi l’emozione di infilare la cartuccia e sentire il clic del Neo Geo originale sulla TV, o sborsi migliaia di euro o giochi su emulatore”. Oggi, grazie a Plaion e SNK, quell’esperienza tattile e visiva su hardware reale (senza emulazione) torna accessibile a chiunque. Hanno perso il monopolio del feeling arcade.

Diciamolo a voce alta: pagare 3.000 euro per un gioco usato su eBay non finanzia in alcun modo l’industria videoludica o i creatori originali , ma ingrassa esclusivamente il portafoglio di uno sconosciuto. È un mercato sterile, un giro di soldi parassitario che esclude la quasi totalità dei veri appassionati.

1.5 La Macchina del Tempo: Dai cestoni dell’usato alle follie milionarie

Per capire quanto questo mercato sia diventato una barzelletta, dobbiamo fare un confronto storico spietato tra i prezzi del Neo Geo. La memoria della comunità è spesso selettiva, ma i numeri non mentono.

  • Gli Anni ’90 (Il lusso inaccessibile): Al lancio, il Neo Geo non era una console, era uno status symbol . L’hardware costava l’equivalente di oltre un milione di vecchie lire. I giochi viaggiavano sereni tra le 400.000 e le 600.000 lire. Era l’arcade perfetto a casa tua, ma per molti restava un miraggio da vetrina.
  • I primi anni 2000 (L’era dello sciacallaggio e dei cestoni): Ecco il periodo che i bagarini odiano ricordare. Con l’arrivo del 3D, della PlayStation 2 e della pirateria facile, il 2D sembrava morto. Il Neo Geo venne considerato un dinosauro obsoleto. La gente comune dismetteva console AES svendendole a 100-150 euro. Capolavori assoluti venivano tirati dietro nei mercatini delle pulci a 20 o 30 euro. È qui che gli sciacalli hanno fatto razzia, riempiendo i garage a costo zero in attesa che la nostalgia facesse il suo sporco lavoro.
  • Il mercato odierno (La psicosi clinica): Quegli stessi avvoltoi oggi hanno chiuso i rubinetti creando scarsità artificiale. Mettiamo a confronto i prezzi attuali dell’usato originale con le quotazioni della nuova operazione AES+ del 2026:

Anatomia di una Follia: Il Mercato Ieri, Oggi e Domani

SperoValore Medio Negli Anni 2000Valore Odierno Usato Originale (2026)Prezzo Nuovo NEOGEO AES+ (2026)
Console100€ – 150€600€ – 1.000+€199,99€ (Nuova)
Garou: MotW50€ – 80€3.000€ – 4.500€79,99€ (Nuova)
Metal Slug150€ – 350€1000 – 3.000€ (anche la sola cartuccia) – 59.000€ (completo e sigillato)79,99€ (Nuova)
KOF 200240€ – 60€700€ – 1.150€79,99€ (Nuova)

“Vendesi copia di Metal Slug AES. Tenuta maniacalmente. Accetto permute con reni in buono stato, lingotti d’oro o trilocali in centro.”

— Annuncio medio su eBay nel 2026.

2. Il “Perché Sì”: Il coraggio di Plaion e SNK con NEOGEO AES+

In questo pantano radioattivo entra a gamba tesa il NEOGEO AES+. Questa mossa è geniale e necessaria per due motivi fondamentali:

  • La legalizzazione delle “Repro”: Finora, l’unica alternativa economica allo svenarsi per l’usato erano le cartucce bootleg cinesi o conversioni “fatte in casa” vendute sottobanco a 300 euro da dubbi figuri. Roba spesso assemblata con chip scadenti che, a lungo andare, rischiavano di usurare i pin della console originale. Plaion e SNK hanno semplicemente creato e standardizzato il concetto di Repro su Licenza Premium .
  • Qualità e supporto al mercato: A 80 euro a cartuccia, il giocatore paga il giusto prezzo (relativamente parlando) per un prodotto nuovo di zecca, testato, imballato in fabbrica con manualistica moderna. E, cosa cruciale, i soldi vanno a chi arresta i diritti dell’IP, foraggiando l’industria attiva.

2.5 L’altra faccia della moneta: La Speculazione “Autorizzata” del NEOGEO AES+

Fermi tutti, posate i calici. Abbiamo detto che è eticamente e moralmente meglio dare i soldi a SNK piuttosto che al bagarino di Vinted, ed è giustissimo. Ma non facciamo passare queste aziende per onlus umanitarie o per i Robin Hood del retrogaming.

Parliamoci chiaro, guardandoci negli occhi: 80 euro per un gioco sviluppato 25 o 30 anni fa è onestamente troppo . Stiamo parlando di titoli i cui costi di Ricerca e Sviluppo, di level design , di programmazione, sonoro e bilanciamento sono stati ammortizzati nel millennio scorso. SNK non ha speso un singolo centesimo di sviluppo nel 2026 per creare Garou: Mark of the Wolves o Shock Troopers . Il costo vivo attuale di questa operazione è limitato alla mera iniezione della plastica per il guscio, alla stampa del PCB (la scheda logica), all’inchiostro del manuale e alla distribuzione.

A livello industriale, il ricarico di Plaion e SNK su quegli 80 euro è spaventoso. Ci stanno lucrando sopra pesantemente, cavalcando a loro volta l’onda anomala della nostalgia e imponendo un prezzo che sa tanto di: Lo piazziamo a 80 euro perché sappiamo benissimo che l’originale dai bagarini vi costa 1.000, quindi vi sembrerà comunque un affarone . Ed è qui il geniale, cinico trucco corporativo: noi li ringraziamo per averci venduto a prezzo d’oro una ROM del 1999, solo perché l’alternativa era farsi rapinare a mano armata dal mercato secondario.

Altro aspetto da considerare sarà capire, e poi vedere e toccare con mano, quale versioni dei giochi saranno utilizzate. Nel corso di questi anni le uscite in digitale hanno avuto edizioni rimaneggiate per i motivi più disparati. Non avere la versione concepita in origine scontenterà sicuramente i giocatori più intransigenti.

I dieci titoli scelti da Plaion e SNK per l‘AES+ non sono stati pescati a caso col pallottoliere. Stiamo parlando dell’Olimpo del Neo Geo, un mix letale che spazia dal “capolavoro assoluto che giustifica la spesa” al “gioco di culto inserito appositamente per farti lanciare il joystick dalla finestra”. Ecco un’analisi dettagliata e brutalmente onesta della line-up, ideale per strutturare i vostri prossimi acquisti senza sembrare il reparto marketing di SNK.

Il Trailer per l’anniversario di Metal Slug

📊 Dati Tecnici, Valutazioni e Cruda Realtà

TitoloGenereVotoIl Miracolo TecnicoIl Pugno Nello Stomaco
Metal SlugRun & Gun4.8/5Pixel art divina e umorismo immortaleRallentamenti che fanno sudare l’hardware; dura quanto un caffè
KOF 2002Picchiaduro4.5/5Il ritorno alle botte serie e tecniche del ’98Sonoro campionato nel bagno della stazione e zero trama
Garou: MotWPicchiaduroTopAnimazioni che oggi i giochi in 3D si sognanoRoster limitato a 14 lottatori in croce (ma bastano)
Big Tournament GolfSportivo4.7/5Gameplay che crea dipendenza e sprite enormiLo speaker vocale finirà per farti sanguinare le orecchie
Shock TroopersRun & Gun4.8/5Azione a 8 vie e pura adrenalina ignorante anni ’80Hanno impiegato 30 anni per stamparlo fisicamente su AES
Samurai Shodown V SpecialPicchiaduro4.7/5Bilanciamento perfetto e brutalità iconicaLa fiera delle censure in ogni singola riedizione moderna
PulstarShmup4.5/5CGI pre-renderizzata da far cadere la mascellaDifficoltà criminale: morirai prima di goderti la grafica
Twinkle Star SpritesVS Shmup4.5/5Un ibrido geniale tra sparatutto e picchiaduroUn tripudio di colori saturi che sfiora l’attacco epilettico
Magician LordPlatform4.5/5Vetrina tecnica impressionante (per il 1990)Livello di sfida ideato specificamente per farti odiare la vita
Over TopRacing4.39/5Visuale isometrica e ottima varietà di mezziOnesto, fa il suo lavoro senza gridare al miracolo

Questi dieci titoli sbattono in faccia a chiunque l’incredibile potenza bruta dell’hardware SNK, un mostro capace di muovere sprite mastodontici e animazioni fluide che ancora oggi danno lezioni di stile al 90% delle produzioni indie. E il fatto che mantengano valutazioni stellari sugli store digitali odierni conferma una sola, ineluttabile verità: il gameplay arcade puro non invecchia mai.

💥 Esplosioni, Proiettili e Santi Tirati Giù

Metal Slug e Shock Troopers dominano il genere run & gun con una direzione artistica letteralmente inarrivabile. Il primo è una leggenda, pur soffrendo di cali di framerate così pesanti che a tratti sembra di giocare in bullet time; il secondo, invece, ottiene finalmente la sua doverosa (e tardivissima) vendetta morale, ricevendo la stampa fisica per AES che SNK gli aveva ingiustamente negato all’epoca.

Spostandoci sugli sparatutto, Pulstar è quello che ti illude: ti sbatte in faccia una grafica pre-renderizzata mozzafiato per poi punirti con una difficoltà talmente estrema che la frustrazione prenderà il sopravvento sull’estetica. Twinkle Star Sprites è la scheggia impazzita del gruppo: fonde le meccaniche degli shmup con quelle dei picchiaduro competitivi in un calderone visivo tanto geniale quanto caotico. A chiudere il cerchio dei traumi c’è Magician Lord, titolo di lancio che nel 1990 serviva a farti sbavare per la grafica e a svuotarti le tasche in sala giochi grazie a un livello di sfida dedicato solo agli stoici (o ai masochisti).

🥋 Risse da Bar e Fuoriclasse Arcade

Passando alle mazzate, Garou: Mark of the Wolves rappresenta la vetta visiva assoluta del sistema Neo Geo. Chi se ne frega se il roster è ridotto all’osso: compensa con animazioni invecchiate magnificamente e un combat system di una profondità abissale. The King of Fighters 2002 e Samurai Shodown V Special sono il parco giochi dei puristi: risse brutali, tecnicismi a pacchi e valutazioni che sfiorano la perfezione. Peccato solo che Kyo e soci, in KOF 2002, debbano fare i conti con un sound design che sembra registrato con un citofono rispetto ai fasti del passato.

A chiudere il pacchetto troviamo i generi atipici, con quel gioiello senza tempo di Big Tournament Golf (noto anche come Neo Turf Masters), che vanta ancora oggi il miglior gameplay sportivo arcade mai concepito grazie a controlli rasenti la perfezione, accompagnato degnamente dalle sgommate isometriche dell’ottimo Over Top.

“80 euro per una rom di 30 anni fa. Plaion e SNK hanno finalmente scoperto come stampare soldi a palate senza doversi sporcare le mani per programmare un gioco nuovo. Chapeau.”

— Il cinismo (necessario) del recensore indipendente.
L’edizione Ultimate Pack disponibile sul sito di Plaion

3. Il “Perché No”: I limiti fisiologici dell’operazione NEOGEO AES+

Per non sembrare il reparto PR di Plaion, bisogna guardare in faccia anche la realtà ei punti critici di questa operazione.

  • La qualità dei materiali: Le plastiche e i PCB del 2026 non saranno e non potranno essere quelli del 1990. I costi di produzione odierni impongono materiali diversi. Bisogna accettare il compromesso: una replica del 2026, per quanto ufficiale e ben fatta, non avrà mai lo stesso “peso storico” e artigianale di una cartuccia AES sopravvissuta a 35 anni di traslochi e soffiate nei contatti.
  • La sindrome della “Tiratura Limitata”: Questo è il vero banco di prova. Se Plaion non stamperà abbastanza copie di questi titoli, l’intera iniziativa si trasformerà in un clamoroso boomerang . I soliti speculatori comprenderanno in blocco le nuove edizioni a 80 euro per rivenderle a 200 euro la settimana dopo il “sold out”. Affinché questo sistema salvi davvero il retrogaming, la reperibilità del software deve essere garantita nel tempo in modo massiccio. E, onestamente, dubito fortemente che lo sarà…almeno non per tutti i titoli. Ricordate il meraviglioso Capcom Home Arcade? Uscì a fine 2019 a 229 euro, snobbato da molti all’inizio. Appena è uscito di produzione, i prezzi nel mercato dell’usato sono schizzati nella stratosfera.

4. La Prospettiva Futura: L’Effetto Domino su Nintendo e SEGA

Se il NEOGEO AES+ sarà un successo commerciale clamoroso (e l’entusiasmo della community fa presagire di sì), dimostrerà all’industria intera che c’è una fame immensa e inesplorata per il formato fisico puro. Niente software di emulazione, niente mini-console usa-e-getta: hardware reale che legge supporta reali.

Aziende minori come Retro-Bit e iam8bit ci hanno già provato in passato con iniziative lodevoli ma di nicchia (ristampando cartucce celebrative di Mega Man o vecchi classici per SNES e Mega Drive). Ma immaginate questo modello applicato su scala globale dai giganti del settore.

E se Nintendo decidesse di ristampare le cartucce del Super Nintendo, NES e Game Boy a 50/80 euro l’una compatibile con l’hardware originale e nuove riproduzioni delle sue console? E se SEGA affidasse a Plaion la produzione di una replica 1:1 del Mega Drive con cartucce ufficiali inedite o tradotte per la prima volta?

Sarebbe l’inizio di una nuova era e la fine di una speculazione senza fine.

L’attesa NEOGEO AES+ Limited Edition Bianca

5. La Compatibilità con il passato di NEOGEO AES+

L’entusiasmo intorno al Neo Geo AES+ è comprensibile, e anzi sacrosanto, ma non dovrebbe farci perdere di vista un punto fondamentale: la compatibilità reale va verificata sul campo, non dati per scontata per principio. Plaion, in quanto produttore di un hardware ufficiale e di una linea di cartucce su licenza SNK, non ha alcun obbligo di garantire il funzionamento di tutto l’ecosistema parallelo costruito negli anni dalla comunità.

In altre parole, il nuovo NEOGEO AES+ potrebbe essere perfettamente allineato con il software ufficiale SNK, ma lasciare fuori dal recinto tutto ciò che vive nella zona grigia del retrogaming: convertitori MVS-AES, multicart, cartucce X-in-1, homebrew, riproduzioni aftermarket e riedizioni non licenziate. Anche l’eventuale compatibilità con BIOS alternativi, come l’UniBIOS, non andrebbe data per automatica: un nuovo hardware può introdurre comportamenti diversi, e il Neo Geo è storicamente uno di quei sistemi dove basta poco per rompere l’equilibrio.

Vale lo stesso discorso per la tecnologia interna. Il fatto che il sistema utilizza chip ASIC è un’ottima notizia, ma non equivale a una garanzia assoluta di perfezione. È sicuramente preferibile alla pura emulazione, però il risultato finale dipenderà sempre da come è stata implementata la macchina, dai tempi di risposta, dal comportamento elettrico e da tutte quelle stranezze non documentate che rendono il Neo-Geo un hardware tanto affascinante quanto permaloso. Insomma: bene l’entusiasmo, bene la speranza, ma prima di proclamare il nuovo NEOGEO AES+ come la soluzione definitiva conviene aspettare prove concrete e verifiche reali sulla compatibilità.

⚠️ La questione versioni: quale ROM ci mettono dentro?

C’è un elefante nella stanza di cui nessuno parla abbastanza: quale versione precisa dei giochi troveremo nelle nuove cartucce AES+? Non è una domanda di lana caprina da forum, è una questione che può fare la differenza tra il possedere l’opera autentica o una variante edulcorata per compiacere i benpensanti di turno.

Nel corso degli anni, SNK ha rimaniato, censurato e “migliorato” i propri titoli in modi a volte comprensibili, altre volte incomprensibili, altre volte direttamente imbarazzanti. Qualche esempio concreto, per non lasciare spazio ai dubbi:

  • Metal Slug – Nelle versioni occidentali, il sangue rosso dei nemici viene sostituito da un surreale sudore bianco. Chi giocava la versione arcade giapponese si godeva la violenza pixelata nella sua gloria originale; chi comprava la cartuccia AES americana otteneva una versione igienizzata dove i soldati sembrano sudare un po’ troppo.
  • King of Fighters (serie) – Nelle edizioni internazionali, SNK rimuoveva sistematicamente le animazioni fisiche dei personaggi femminili, considerate inappropriate per i mercati occidentali. Il risultato era un gioco tecnicamente identico ma visibilmente lobotomizzato rispetto all’originale giapponese.
  • Samurai Shodown V Special – Questo è il caso più clamoroso e grottesco di tutta la storia SNK. Nel 2004, a seguito di un efferato fatto di cronaca nera in Giappone, l’azienda fu costretta in fretta e furia a censurare le fatality del gioco, rimuovendo le mosse finali più brutali. La correzione, fatta in urgenza, introdusse però tali e tanti bug che SNK dovette fare un richiamo ufficiale delle cartucce, permettendo ai giocatori di ricambiarle con una versione parzialmente corretta. Una pagina di storia videoludica che oscilla tra il tragico e il grottesco.

Ecco perché i collezionisti e i puristi hanno tutto il diritto di esigere risposte chiare da Plaion prima di staccare un assegno: sapere se le nuove cartucce AES+ monteranno le ROM originali giapponesi, le versioni internazionali censurate o (peggio ancora) ulteriori “aggiustamenti” moderni è un dettaglio che non è secondario, è tutto. Fino a quando Plaion non chiarirà questo punto con trasparenza, la domanda resta aperta e legittima.

📝Conclusione

Il videogioco è un medium nato per essere vissuto, giocato e consumato davanti a un tubo catodico (o un pannello OLED, non facciamo gli schizzinosi), non per essere rinchiuso in una bara di plexiglass in attesa che il suo valore azionario salga abbastanza da potersi pagare le ferie.

Il NEOGEO AES+ di Plaion, al netto della spudorata speculazione aziendale sulle spalle dei nostalgici e del suo prezzo elitario, potrebbe essere la prima vera picconata al muro di cinta eretto dai gatekeeper del retrogaming. Ed era completamente ora.

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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