Mortal Kombat 2: Aho, semo tornati a menacce de brutto nell’Outworld, ma co ‘sta fissa de fa ride a tutti i costi pare de sta ar circo e non in un’arena mortale. 🎪🥊
🎥 Trama – Er Torneo de le Mazzate (Finalmente!)
Allora regà, famo ‘n passo indietro. Io so’ cresciuto a forza de gettoni spesi in sala giochi a fa’ le Fatality sul primissimo cabinato, quindi su ‘sta roba so’ un purista schizzato. In Mortal Kombat 2, uscito proprio oggi nelle sale e distribuito dalla Warner Bros. Pictures, la notizia bona è che finalmente c’è il torneo vero e proprio.
Niente accrocchi senza senso come nel predecessore del 2021, qua ce se mena seguendo le regole de ‘na competizione seria per salvare la Terra. Seguiamo le mazzate tra i campioni storici, guidati dal nuovo arrivato Johnny Cage interpretato da un gasatissimo Karl Urban, pronti a gonfia’ de botte i cattivoni di Shao Kahn.
“Aho, se me fai n’artra battutina scema mentre te stacco ‘n braccio, te ce strozzo!”
– Un cosplayer de Scorpion esasperato fuori dar cinema.

✅ Cosa funziona in Mortal Kombat 2 – Sangue, sudore e coattaggine
Inutile girarci intorno, se annate a vede’ Mortal Kombat 2 volete il sangue e qui ve ne tirano a secchiate in faccia. Il film è ‘na giostra coatta e divertente che fa esattamente quello che deve fa’ per un fan della saga: mazzate coreografate bene e secchiate di emoglobina.
Le scene d’azione con Scorpion, interpretato da quel mostro sacro di Hiroyuki Sanada, so’ un piacere per gli occhi. Te siedi sulla poltrona, stacchi er cervello e ti godi un bel massacro, esattamente come facevi a quindici anni co’ la console. La pellicola scorre veloce per tutta la sua ora e cinquantasei minuti di durata, intrattenendo senza troppe pretese filosofiche.
Tra le chicche più gustose per chi ha consumato joystick e falangi, c’è pure il cameo di Ed Boon, co-creatore storico della saga e noto, tra le altre cose, per essere la storica voce dell’iconico urlo di Scorpion “Get over here!”, che compare nei panni del barista “Ed” nella scena con Johnny Cage al bancone, un’apparizione breve ma saporita come un gancio tirato co’ cattiveria.
È uno di quei momenti che non cambiano il film, ma te strappano quel sorriso da fan anziano e un po’ rincoglionito, quello che davanti allo schermo pensa “aò, almeno qualcuno qua dentro sa ancora da dove viene ’sta baracca”.
Attorno a questo giochetto, il film sparge pure una manciata di easter egg pensati per i veterani, tra richiami alle mosse speciali, arene pescate dall’immaginario dei videogiochi e ammiccamenti costruiti assieme al team di NetherRealm e allo sceneggiatore Jeremy Slater, roba che non salva la pellicola dai suoi eccessi da giullare Marvelizzato, ma almeno le dà un po’ di sangue nerd nelle vene.
“A Francè, ‘sto Baraka me pare n’incrocio tra un comico de Zelig e ‘n frullatore rotto!”
– Er saggio de Tor Bella Monaca durante i titoli di coda.

❌ Perché non guardare Mortal Kombat 2 – Aridateme er trash serio e via la Marvel de noantri
E mo’ veniamo alle dolenti note, perché qua me so’ dovuto casca’ le braccia. La Warner Bros. Pictures non ha ancora ben capito che non bisogna fa’ per forza i cloni della Marvel per incassare al botteghino.
I videogiochi di Mortal Kombat so’ sempre stati farciti di parolacce e battute, ma rimanevano ancorati a un “trash serio”. In questo capitolo semo finiti dritti nel trash comico puro. C’è ‘na scena con Baraka che giuro, arriviamo a livelli da film della Disney. Troppe battutine fuori luogo che smorzano la tensione già inesistente.
Il regista Simon McQuoid ci ha messo l’impegno, ma secondo me bisognava pija’ uno con un’altra visione cinematografica per dare il giusto tono cupo alla storia. Vogliamo di’ la verità scomoda? Il primo Mortal Kombat del 1995, diretto da quel matto di Paul W.S. Anderson, è ancora oggi quello con più credibilità ed è sicuramente il miglior adattamento videoludico della storia.
Ah, e ciliegina sulla torta de fango: il film finisce e non ci sono scene post-credits. Niente, schermo nero e tutti a casa, ‘na stranezza per ‘sto genere di pellicole.
🎭 Conclusioni – ‘Na Fatality a metà (ma famose ‘no speciale!)
Alla fine della fiera, Mortal Kombat 2 mi ha divertito e la sufficienza se la porta a casa a calci rotanti. È un film moderatamente positivo per i fan sfegatati, ma stiamo lontani dai capolavori che c’eravamo immaginati. Visto che la carne al fuoco è tanta, qua ce s’ha da fa’ un breve speciale su tutta la saga di Mortal Kombat, al cinema, per capi’ come semo passati dai trash convinto ai cinepanettoni dell’Outworld!

🌀 Extra – Lo Speciale Promesso: Quando il Cinema Prova a Fare la Fatality (E Spesso Si Fa Male Da Solo)
Aho, l’avevo detto che dovevamo parla’ di ‘sta roba! Perché il rapporto tra Mortal Kombat e il cinema è come ‘na relazione tossica: sai che finirà a pizze in faccia, ma ci caschi sempre.
Tutto è iniziato col botto nel 1995. Quel genio sregolato di Paul W.S. Anderson tirò fuori un film che era un miracolo di tamarraggine. Christopher Lambert che faceva Raiden con la faccia di chi si chiedeva “ma che ci faccio io qua?”, la colonna sonora techno che pompava a palla e un’atmosfera che sembrava uscita dritta dai peggiori bar di Caracas. Era perfetto. Un B-Movie fiero di esserlo. E pure se gli effetti speciali oggi fanno tenerezza, rimane il picco inarrivabile degli adattamenti videoludici.
Poi, la tragedia. Nel 1997 esce Mortal Kombat: Distruzione totale. Titolo profetico, perché distrusse completamente le speranze dei fan. Roba da denuncia penale, con attori cambiati a caso, CGI che sembrava fatta col Paint e una trama che non c’avrebbe creduto manco mi’ nonno dopo tre litri de Frascati.
E dopo il letargo, il reboot del 2021. Un film “ni”. Sangue e budella c’erano, ma ‘sto fatto di levà il torneo per metterci i marchi e le profezie… ma perché vi dovete inventa’ la roba? Meno male che con questo Mortal Kombat 2 so’ tornati a menarsi sul ring come si deve, anche se se so’ scordati che l’umorismo dovrebbe esse’ nero come la pece, non brillante come ‘n film Marvel.
In sintesi? Per fa’ un bel film su Mortal Kombat non serve la sceneggiatura di Christopher Nolan. Bastano botte da orbi, morti creative, ninja colorati e un regista che capisca che il trash è un’arte seria. Se la Warner Bros. capisce ‘sta formula, per il terzo capitolo facciamo i salti mortali.
Er Gladiatore da Sala Giochi.
Mazzate al cinema dal 6 maggio con Warner Bros..
Regia: Simon McQuoid Con: Karl Urban, Hiroyuki Sanada, Lewis Tan, Tati Gabrielle, Jessica McNamee Anno: 2026 Durata: 116 min. Paese: USA Distribuzione: Warner Bros. Pictures
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