Michael: Preparate i mocassini lucidi e il guanto scintillante. Occhio però a non scivolare sulle omissioni di una sceneggiatura che fa finta di non vedere l’uomo nello specchio. 🕺✨
«Non mordo, faccio solo finta di essere cattivo mentre ballo sui tombini illuminati.»
– (Finto Michael Jackson sul set di Bad*)
🎥 Trama – Una corsa in discesa col freno a mano tirato
Il film segue la vita della leggenda del pop dai gloriosi esordi con i Jackson 5 fino al trionfo mondiale del Bad World Tour. Tutto bello, tutto luccicante e confezionato su misura.
Al timone di questa operazione mastodontica troviamo Antoine Fuqua, un regista a dir poco insolito per il genere musicale. Di solito lo vediamo dirigere attori sudati con la pistola in mano, mentre qui si ritrova a gestire coreografie millimetriche e battute a effetto.

Scritto da John Logan e prodotto da Graham King per Lionsgate, il racconto procede veloce ma si guarda bene dal tuffarsi in profondità.
L’unica vera indagine psicologica concessa allo spettatore riguarda il rapporto tormentato con il padre Joe Jackson. Un genitore spietato che ha fiutato il potenziale infinito del figlio e ha deciso amorevolmente di spremerlo come un limone dalle gocce d’oro. Una dinamica classica dello showbiz, roba che in confronto i normali traumi infantili sembrano una scampagnata domenicale.
«Papà, posso avere un’infanzia normale?» «Solo se la canti in re minore e vendi dieci milioni di dischi.»
– (Dialogo immaginario in casa Jackson)

✅ Cosa funziona in Michael – Il Sangue Non Mente (E Manco i Piedi)
Se c’è un elemento che salva l’intera baracca da una noia dorata, quello è sicuramente il protagonista. Jaafar Jackson, nipote diretto della star, fa il suo clamoroso debutto cinematografico e tira giù il teatro.
La sua trasformazione è totale e spaventosa. Il ragazzo non si limita affatto a imitare il celebre zio. Diventa letteralmente lui sul grande schermo. La genetica regala una somiglianza fisica e spirituale innegabile, ma è nella scena finale del mastodontico concerto di Londra che il giovane attore esplode in un tripudio di pura energia. Un plauso anche per il piccolo Juliano Krue Vald che non è da meno nei panni del giovanissimo Michael.
Le sequenze musicali sono un trionfo assoluto, studiate per farti battere il piede finché non chiedi pietà, gridando al cinema di non fermarsi finché non ne hai abbastanza.
«Taglia la noiosa scena del tribunale, mettici un assolo di chitarra più lungo che fa sempre il suo sporco effetto!»
– (Istruzioni di regia trapelate dagli studios)

❌ Perché non guardare Michael – Datela a Gambe Davanti alle Omissioni
E qui casca l’asino (o lo scimpanzé Bubbles, scegliete voi). Il film si prende una quantità imbarazzante di licenze narrative, anticipando l’uscita di alcuni album e facendo sparire nel nulla interi decenni di vita.
La pellicola ci regala tutte le hit immortali ma cancella magicamente ogni controversia reale. Insomma, ci troviamo davanti a un rassicurante santino plastificato.
La storia finisce troppo presto, già si parla di un possibile seguito, evitando accuratamente snodi cruciali come la stravagante creazione della tenuta di Neverland. Di fronte alle polemiche più pesanti, la produzione ha fatto finta di niente. Ha preferito comportarsi come un criminale dal tocco liscio, scivolando via dalle responsabilità per evitare beghe. Niente umanità sporca e complessa, solo celebrazione pura. Un omaggio doveroso e divertente, certo, ma enormemente lontano dall’essere il capolavoro definitivo che ci avevano promesso.
🌀 Extra – Speciale: Michael Jackson e il cinema
Per un prodotto destinato al grande schermo, ignorare il rapporto del re del pop con la settima arte è una mossa totalmente paradossale. Zero assoluto in sceneggiatura. Nessun accenno al suo ruolo in I’m Magic, quel coloratissimo e bizzarro esperimento blaxploitation diretto da Sidney Lumet nel 1978. Sembra quasi che abbiano voluto nascondere sotto il tappeto i passi falsi o i progetti che non hanno sbancato il botteghino globale. Ed è un autentico delitto non citare minimamente l’uscita dell’iconico Moonwalker, che per noi ex ragazzini degli anni ottanta era l’equivalente culturale della scoperta del fuoco. Forse vedremo tutto nel seguito chissà…
🎭 Conclusioni – L’Uomo Nello Specchio è Riflesso a Metà
Michael resta una visione estremamente piacevole per i nostalgici cronici. È un juke-box molto costoso e ben confezionato che vi farà ballare sulla poltrona. Il nostro Antoine Fuqua ha girato un lungo videoclip di extra lusso, dimenticandosi però di grattare sotto la superficie dorata per trovare l’uomo reale nascosto dietro la maschera. Promosso a pieni voti per l’incredibile colonna sonora e per l’inaspettato miracolo genetico di Jaafar Jackson, ma inesorabilmente rimandato a settembre per la totale mancanza di coraggio editoriale.
Il film è al cinema dal 22 Aprile con Universal Pictures Italia.
Regia: Antoine Fuqua Con: Jaafar Jackson, Colman Domingo, Nia Long, Miles Teller, Kat Graham, Larenz Tate, Laura Harrier, Kendrick Sampson, Jessica Sula, Derek Luke Anno: 2026 Durata: 150 min. Paese: Stati Uniti d’America Distribuzione: Universal Pictures
Daruma View