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Il mago del Cremlino – Le origini di Putin – Recensione del film con Paul Dano

Il mago del Cremlino: Cospirazioni, “brogli” e imbrogli in quel di Mosca e dintorni in tal inquietante, politica e sulfurea storia immaginaria, altresì aderente in forma spettrale alla nera realtà, presente e passata, odierna e “horror”, incentrata sul gran segreto… manovratore di Putin che agì furbamente nell’invisibile ombra da burattinaio innocuo senza macchia e senza paura...

Oggi, dalla rinomata e fastosa 82.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, recensiamo il bel, seppur non eccezionale, corposo thriller, mascherato da biopic sui generis con echi drammatici, a fosche tinte tenebrose, intitolato Il mago del Cremlino. Per il mercato italiano, sottotitolato Le origini di Putin. Presentato alla suddetta kermesse, in Concorso, il 31 agosto 2025. Produzione francese (in originale Le Mage du Kremlin, sottotitolo internazionale The Wizard of the Kremlin), recitato integralmente in lingua inglese, diretto da Olivier Assayas, anche autore della sceneggiatura assieme a Emmanuel Carrère, adattamento dell’omonimo roman à clef di Giuliano Da Empoli.

Film della robusta durata di due ore e trenta minuti, Il mago del Cremlino presenta una trama vagamente contorta, ripiena di risvolti e analessi perenni, apparentemente però lineare nella sua scansione cronachistica.

Dopo un pacato e nebuloso incipit, assistiamo all’arrivo del giornalista Rowland (Jeffrey Wright, The Last of Us 2) in Russia. Si reca nella residenza privata di Vadim Baranov (figura ricalcata su Vladislav Surkov, interpretato da Paul Dano, Being Flynn). Baranov racconta il proprio rapporto con Vladimir Putin (un magnetico Jude Law), prima e dopo la sua ascesa politica.

Con uno smottamento temporale veniamo catapultati nella ex Unione Sovietica dei turbolenti anni Novanta. Baranov narra il suo excursus esistenziale: da aspirante regista sperimentale a consigliere occulto del potere.

Incontra la splendida Ksenija (Alicia Vikander), che sposa e poi perde dopo il tradimento con Dmitri Sidorov (Tom Sturridge). Entra nelle grazie di Boris Berezovskij (Will Keen), diventando il primo spin doctor di Putin.

Cosa funziona ne Il mago del Cremlino – Le origini di Putin

Diretto con sobria asciuttezza da Assayas, fotografato in modo superbo da Yorick Le Saux, il film è retto da un cast di altissimo livello. Straordinario Paul Dano, perfetto nel rendere ambiguità e doppiezza del personaggio. Ottimo Jude Law, che costruisce un Putin credibile senza scadere nella caricatura.

Il mago del Cremlino non è un grande film, neanche memorabile, ma è un’opera solida, elegante, intelligente, che si lascia vedere con autentico piacere.

Perché non guardare Il mago del Cremlino – Le origini di Putin

Prefinale estenuante e didascalico. Alicia Vikander sprecata in un ruolo privo di vero spessore psicologico. Jeffrey Wright relegato a funzione quasi ornamentale, narrativamente inutile.

In conclusione: Il mago del Cremlino è un buon film, elegante ma scarsamente incisivo, ben costruito ma facilmente scordabile.

Il film è al cinema dal 12 febbraio con I Wonder Pictures.

Regia: Olivier Assayas Cast: Paul Dano, Jude Law, Alicia Vikander, Tom Sturridge, Jeffrey Wright Anno: 2025 Durata: 156 min. Paese: Francia / Italia Distribuzione: I Wonder Pictures

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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