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Lo Straniero – Camus secondo François Ozon – Recensione

Lo Straniero esce in sala. Una nuova trasposizione del celebre romanzo di Albert Camus ad opera di François Ozon.

Nella Algeri del 1938, la vita del giovane impiegato Meursault (Benjamin Voisin) sembra scorrere su un binario di assoluta indifferenza: persino la morte della madre lo lascia impassibile, un distacco che prosegue anche nell’immediato incontro sentimentale con la collega Marie (Rebecca Marder). Tuttavia, l’ordinaria routine dell’uomo subisce una scossa quando entra in contatto con il vicino Sintès (Pierre Lottin). Il coinvolgimento nei traffici ambigui di quest’ultimo culminerà in un pomeriggio accecante di sole su una spiaggia, dove un gesto fatale segnerà il destino di Meursault per sempre.

Cosa funziona in Lo Straniero

Nell’anno dei nuovo adattamenti cinematografici dei classici della letteratura mondiale, dopo che sono arrivati sullo schermo Frankenstein e Cime Tempestose, dalla Francia arriva una nuova interpretazione del famoso libro esistenzialista di Albert Camus, Lo Straniero. Di difficile resa cinematografica, ci aveva provato prima di lui Luchino Visconti che aveva dato il volto di Marcello Mastroianni a Meursault, Ozon riesce nel far trapelare la difficoltà dell’essere diverso del suo protagonista.

Il personaggio interpretato da Benjamin Voisin vive la vita giorno per giorno, non pensa al suo futuro, non si interroga sulla sua felicità. Accoglie la notizia della morte della madre come un evento di giornata e lo affronta di conseguenza. Per lui tutto è uguale, perché nulla ha importanza.

Ozon segue il suo personaggio da vicino, e il film diventa una storia sentimentale, un trial movie, ma è soprattutto una riflessione sulla vita e sul vivere.

Perché non guardare Lo Straniero

Lo Straniero sembra essere stato concepito per essere un ottimo film e infatti ci riesce. La pellicola è sostenuta da un cast di attori francesi di primo livello, oltre a Benjamin Voisin e Rebecca Marder troviamo Pierre Lottin, che ha vinto il premio César 2026 per la sua interpretazione del riottoso Sintés e Swann Arlaud, visto in Anatomia di una caduta, che condivide con Meursault una scena molto intensa e drammatica all’interno di una prigione. In alcune scene appare anche Denis Lavant, attore feticcio di Leos Carax, anche lui in ottima forma.

Il difetto maggiore è quindi da trovare in questo dispiegamento diffuso di talento.

Il film esce in sala il 2 aprile con Lucky Red e BIM Distribuzione.

Regia: François Ozon Con: Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Swann Arlaud, Denis Lavant Anno: 2025 Durata: 122 min. Paese: Francia Distribuzione: Bim – Lucky Red, BIM Distribuzione

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