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It’s Never Over – Jeff Buckley: la voce che non ha mai finito di risuonare – Recensione

It’s Never Over – Jeff Buckley: alcuni artisti muoiono giovani. Altri restano sospesi nel tempo. Amy Berg non racconta soltanto una carriera interrotta: prova a inseguire un’eco che continua a vibrare decenni dopo.

It’s Never Over – Jeff Buckley ripercorre la vita e l’eredità artistica di Jeff Buckley, musicista dalla voce fuori scala che negli anni Novanta ha lasciato un segno profondo pur pubblicando un solo album in studio. La sua ascesa rapida, la pressione dell’industria musicale, il rapporto ingombrante con il padre Tim Buckley, anch’egli musicista e morto prematuramente, e il legame fortissimo con la madre compongono il tessuto emotivo del racconto.

Attraverso filmati d’archivio, registrazioni personali e testimonianze dirette, il film segue Buckley fino alla morte accidentale nel 1997, a soli trent’anni, quando la sua traiettoria artistica era ancora in piena trasformazione. Non è una cronologia lineare, ma un ritratto emotivo: l’artista, l’uomo, la sensibilità quasi dolorosa che attraversava entrambi.

Cosa funziona in It’s Never Over – Jeff Buckley

Per chi ama Jeff Buckley, e non semplicemente la sua musica, il film ha un valore emotivo immediato. Amy Berg evita consapevolmente la forma del biopic musicale tradizionale: non cerca di spiegare tutto né di costruire una leggenda levigata. Si avvicina invece all’artista con rispetto e delicatezza, lasciando affiorare contraddizioni, fragilità e incertezze.

Il materiale d’archivio ha una forza diretta: Buckley sul palco appare concentrato, vulnerabile, magnetico. Quando canta, l’immagine basta a sé stessa. It’s Never Over – Jeff Buckley riconosce che la sua presenza scenica è già racconto, già significato.

Colpisce anche l’attenzione alle relazioni intime, in particolare alle figure femminili che il film lascia emergere direttamente: la madre Mary Guibert, presenza fondativa e custode della sua memoria, e Rebecca Moore, compagna e alleata creativa negli anni newyorkesi. Attraverso questi sguardi emerge un uomo sensibile e inquieto, incapace di separare davvero arte e identità: la musica non appare come carriera, ma come estensione emotiva del suo essere.

In questo ritratto affiora inevitabilmente Grace (1994), unico album pubblicato in vita e punto di condensazione della sua identità musicale, che It’s Never Over – Jeff Buckley lascia emergere come centro della sua eredità. Per questo gli amatori di Buckley lo apprezzeranno particolarmente: non viene celebrata soltanto la voce, ma il processo emotivo che l’ha generata. Il ritratto che ne emerge non monumentalizza: lo rende profondamente umano senza dissolverne il mistero.

Un passaggio in sala breve ma prezioso, pensato soprattutto per chi continua a sentire quella voce come qualcosa di vivo, presente, mai concluso.

Perchè non guardare It’s Never Over – Jeff Buckley

La scelta di vicinanza e rispetto può tradursi in una certa prudenza. It’s Never Over – Jeff Buckley evita di addentrarsi con durezza nelle zone più oscure della vita dell’artista, e chi cerca un’indagine più critica sulla pressione dell’industria o sui conflitti interiori più estremi potrebbe percepire un racconto protettivo.

La struttura privilegia l’atmosfera rispetto alla tensione narrativa: più evocazione che analisi. Non tutti gli spettatori potrebbero sentirsi guidati con chiarezza lungo il percorso biografico.

Curiosità

It’s Never Over – Jeff Buckley nasce da un lungo lavoro di fiducia tra la regista Amy Berg e Mary Guibert, madre di Buckley, che ha concesso accesso agli archivi personali del figlio.

Il progetto si fonda su materiali inediti, registrazioni private e testimonianze dirette che contribuiscono a costruire un ritratto intimo, lontano dalla semplice celebrazione.

Il film arriva nei cinema italiani come evento speciale il 16, 17 e 18 marzo 2026, distribuito da Nexo Studios dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2025.

Regia: Amy Berg Anno: 2024 Paese: Stati Uniti Genere: Documentario musicale Durata: 108 min. Distribuzione: Nexo Digital

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