Imperium è stato presentato fuori concorso alla 82a Mostra del cinema di Venezia. Selezione di materiale girato tra il 70 e il 73 da alcuni filmmaker italiani.
Imperium seleziona dividendole in zone geografiche del materiale girato da alcuni filmmaker italiani tra cui Folco Quilici e Luigi Di Gianni tra il 1970 e il 1973 in diverse zone dell’allora Urss, che ne dimostrano la varietà di luoghi, etnie e culture.

Cosa funziona in Imperium
Il lavoro di Loznitsa è stato sicuramente molto impegnativo: più di 60 ore di girato che è stato digitalizzato, restaurato e in alcuni casi risonorizzato dall’AAMOD, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, dalla Cineteca Nazionale e dall’Archivio Luce Cinecittà. Tutto materiale che sarebbe altrimenti sparito e che adesso rende la memoria e anche la storia di quello che un tempo era veramente l’impero russo.
E’ proprio quando le telecamere si soffermano sugli umani, sulle popolazioni, i loro costumi e le loro usanze che viene fuori la meraviglia. Non un film di propaganda sulla forza sovietica, come sembra all’inizio nella parte dedicata a Mosca, ma un caleidoscopio di umanità mescolata con se stessa, in cui ci sono russi dai lineamenti orientali o decisamente arabi. Un tour dell’Unione Sovietica che parte da Mosca tocca le zone della Siberia, scende a Ovest attraverso quelle che ora sono le repubbliche baltiche e arriva in Ucraina, per poi concludersi a San Pietroburgo, controaltare culturale del potere moscovita.

Perché non guardare Imperium
La difficoltà principale nell’affrontare l’opera di Loznitsa è la durata (176 minuti) che non rende la visione facile, anche per la mancanza di dialoghi. Sebbene le scene popolari di danza o di riti nelle varie zone dell’URSS siano anche appassionanti, è difficile mantenere alta l’attenzione.
Il film è stato presentato alla 82 Mostra del cinema di Venezia non ha ancora una distribuzione in Italia.
Regia: Sergei Loznitsa Anno: 2026 Durata: 176 min. Paese: Italia/Russia Distribuzione: ND
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