Giappone – Itinerari per sognatori: Una guida illustrata per scoprire il Giappone tra itinerari insoliti, fioriture, festival e trasporti raccontati con l’entusiasmo di chi il Sol Levante lo ama così tanto da dimenticare, ogni tanto, dove si trova il nord.
Qualche settimana fa, recensendo la Guida ai luoghi anime in Giappone Vol. 1, ci eravamo innamorati di quelle mappe chirurgiche capaci di sovrapporre un fotogramma di anime al marciapiede reale, millimetro per millimetro, come un detective che incastra l’indiziato con l’alibi sbagliato.
Bene: Giappone – Itinerari per sognatori di Stefania Sabia, edito da NuiNui, è l’esatto contrario. È la cugina sognatrice e un po’ distratta di quella guida, quella che al posto della lente d’ingrandimento porta con sé un acquerello e ti dice: “Vabbè, ci arriviamo lo stesso, fidati”.
E qui sta il bello.

Quando la precisione lascia il posto all’incanto
Se la guida ai luoghi anime era una sorta di bisturi cartografico, capace di individuare ogni posizione al centimetro, questa di Sabia è più simile a una passeggiata sotto i ciliegi guidata da un’amica che si distrae ogni due minuti perché ha visto un gatto, una vetrina di dolcetti o una scala coperta di ortensie.
Non a caso l’autrice, torinese di nascita e tokyoita d’adozione, laureata in giapponese e con collaborazioni già rodate con GO! GO! NIHON e AICHI NOW, porta nelle pagine lo stesso tono del suo blog Prossima Fermata Giappone: entusiasta, affettuoso e personalissimo.
Alcune pagine restituiscono infatti la freschezza e la partecipazione di un diario di viaggio, più che il distacco di una guida tradizionale.
“In Giappone anche perdersi è un’esperienza culturale: basta chiamarlo itinerario alternativo e mantenere un’espressione contemplativa.”
Nove itinerari e una bussola emotiva
Il vero tratto distintivo del volume non è una dichiarazione dell’autrice sul proprio senso dell’orientamento, ma l’impressione che nasce dal modo in cui il libro mescola informazioni pratiche, memorie personali, curiosità storiche e luoghi scelti per la loro atmosfera.
Nell’introduzione Sabia racconta di aver riversato nella guida un amore costruito attraverso “anni di vita, profonda esplorazione, attenta selezione dei luoghi”. Il volume nasce quindi da un rapporto vissuto con il Giappone e dalla scelta di angoli meno scontati, più che dalla volontà di trasformarsi in un algoritmo di logistica giapponese.
Così ci si ritrova a Nishiki Ichiba, storico mercato di Kyoto, tra profumi, bancarelle e spiedini di gambero da Hamohide Nishiki Honten; oppure a scoprire luoghi come Rurikōin, Shimoda, Hasedera e Shikina-en, seguendo un itinerario che non rinuncia alla praticità, ma nemmeno alla possibilità di lasciarsi sorprendere.
E infatti ogni tappa si conclude con la sezione “Come mi sono spostata”, un titolo personale e concreto: non soltanto una sequenza astratta di indicazioni, ma il racconto del modo in cui l’autrice ha raggiunto quei luoghi.
Per raggiungere il Rurikōin, a Kyoto, il libro propone per esempio il bus 17 dalla fermata Shijō Takakura fino a Yase Ekimae; per il ritorno si utilizza nuovamente il 17, cambiando poi con il bus 41 alla fermata Hanazono-bashi per raggiungere Kyoto Shiyakushomae.
Più che un piano di viaggio asettico, è quasi un kōan zen sui trasporti pubblici.
Chi cerca l’efficienza millimetrica delle app di trasporto giapponesi potrebbe preferire una guida più schematica; chi cerca invece un libro capace di unire indicazioni, esperienza personale e atmosfera, si troverà a casa.
La voce narrante: un haiku lungo 340 pagine
Il paragone con l’haiku non è casuale: la stessa illustratrice, Kaori Yamaguchi, ha firmato per NuiNui anche Haiku – Poesie giapponesi delle quattro stagioni, e si vede.
Il suo tratto qui è sognante e morbido, con colori pastello che sembrano dipinti con l’acqua di un onsen e non con un tirapiombo digitale. Le tavole di Nishiki Ichiba, con quel pesce enorme sopra le teste della folla, o le ortensie di Hasedera che sembrano nuvole colorate cadute dal cielo, raccontano il Giappone come lo racconterebbe un vecchio haiku: poche pennellate, moltissima atmosfera e il resto lo immagini tu.
Se la guida ai luoghi anime era una katana, affilata e precisa, questa è un fude, il pennello da calligrafia. Non tagli, dipingi.
La sensazione che si respira sfogliando pagine come quella su Shimoda, con Perry Road, le case namako kabe a scacchi e il fantasma del Commodoro Perry che bussa ancora alla porta del Giappone del 1854, è quella di un racconto orale più che di una scheda tecnica.
“La guida perfetta per chi sogna il Sol Levante, ama le mappe illustrate e considera ogni cambio d’autobus una prova iniziatica.”

Struttura e contenuti: un ventaglio giapponese di curiosità
Il volume, 340 pagine in formato tascabile (13,2 × 18,4 cm), stampa a 4 colori, copertina flexibound, si organizza per stagioni con nove itinerari regionali, da Ōita a Okinawa, da Nagano a Mie, passando per Kyōto, Kanagawa, Shizuoka, Chiba/Ibaraki e Saitama, e dieci “approfondimenti” tematici su eventi imperdibili come Ajisai, le ortensie, Tanabata, Hanabi, Fūrin e Obon.
| Elemento | Cosa offre |
|---|---|
| Itinerari | 9: organizzati per giorni e prefetture, con mappe illustrate |
| Approfondimenti | 10: su fiori, festival e tradizioni stagionali |
| Illustrazioni | Kaori Yamaguchi, con un tratto acquerellato e sognante |
| Trasporti | Sezione “Come mi sono spostata”, vissuta e concreta |
| Formato | Flexibound tascabile, comodo da portare in valigia o in borsa |
Le sezioni “Eventi imperdibili” sono probabilmente il cuore più riuscito del libro: qui Sabia si concede divagazioni storico-culturali quasi da saggista, raccontando, per esempio, la storia delle ortensie giapponesi e il modo in cui, secondo la ricostruzione proposta nel volume, da fiori a lungo poco considerati dai grandi giardinieri sono diventate associate alla purificazione e ai templi.
Un dettaglio da vero otaku della cultura nipponica, non da turista mordi e fuggi.
“Tra un tempio, un mercato e un festival, l’unica cosa davvero impossibile da programmare è il momento preciso in cui vi fermerete a scattare l’ennesima fotografia.”
Per chi è e per chi non è questa guida
Non compratela se cercate esclusivamente l’efficienza da orario ferroviario giapponese, quella precisione quasi religiosa per cui i treni arrivano al secondo e le guide dovrebbero fare altrettanto.
Compratela, invece, se volete lasciarvi guidare per mano da chi il Giappone lo ha scelto come casa e ve lo racconta come si racconta un amore: con indicazioni pratiche, curiosità, qualche deviazione narrativa e il cuore aperto come i portali torii che campeggiano fra le pagine.
Insomma: se la precedente guida ai luoghi anime era la mappa del tesoro con la X segnata al millimetro, Itinerari per sognatori è la bottiglia lanciata in mare con dentro un biglietto che dice: “Vieni, ti aspetto sotto i ciliegi. In qualche modo ci troveremo”.
E alla fine, come insegna un vecchio proverbio giapponese, nana korobi ya oki (cadi sette volte, rialzati otto): anche se durante il viaggio vi capiterà di fare qualche deviazione, il paesaggio che vi si aprirà intorno vi farà dimenticare in fretta la strada percorsa.
Daruma View