Beast: Un ex campione torna a combattere, Russell Crowe ringhia dall’angolo e il copione chiede la rivincita per la quattrocentesima volta. Suona la campana. 🥊
🎥 Trama – Primo round: il passato colpisce basso
Signore e signori, nell’angolo del «avevo chiuso con questa vita» troviamo Patton James, interpretato da Daniel MacPherson. Un tempo faceva tremare la gabbia delle MMA. Dieci anni dopo, passato il carcere, lavora come pescatore e ha promesso alla moglie Luciana (Kelly Gale) di non combattere più.
Poi il fratello finisce in coma, i debiti bussano alla porta e Patton scopre che le promesse familiari, in questo genere di film, resistono meno di un paradenti economico. Torna così verso l’ottagono e verso il vecchio allenatore Sammy, cui dà corpo Russell Crowe. Niente rivelazioni sull’esito dell’incontro: qui gli spoiler restano fuori dalla gabbia.
«Giuro che è l’ultimo combattimento.»

✅ Cosa funziona in Beast – Secondo round: i colpi entrano
Quando Tyler Atkins lascia parlare i corpi, Beast trova il bersaglio. Gli scontri hanno ritmo, peso e inquadrature ravvicinate che ti fanno quasi cercare il ghiaccio per lo zigomo. Le riprese in soggettiva portano lo spettatore dentro la confusione del combattimento, invece di parcheggiarlo comodamente a bordo ring. C’è mestiere: il film sa costruire l’attesa e sa quando far partire il colpo.
Anche gli interpreti tengono alta la guardia. MacPherson regge la fatica fisica e quella del personaggio; Crowe, il burbero allenatore Sammy, porta nell’angolo una presenza che vale più di parecchi discorsi motivazionali. Peccato che, penna alla mano, lui e David Frigerio non abbiano trovato lo stesso coraggio mostrato nella gabbia. Il richiamo a Rocky e Warrior è evidente, ma l’energia funziona comunque. Sei lì per vedere un uomo prendere botte e trovare una ragione per rialzarsi? Il biglietto non è sprecato.
«Piano A: resistere. Piano B: chiedere a Sammy se ne ha uno.»

❌ Perché non guardare Beast – Terzo round: il copione va al tappeto
Ecco il problema: riconosci ogni mossa prima che parta. Ex promessa, caduta, famiglia in pericolo, ritorno proibito, allenamento, avversario temibile. Rocky IV passa a consegnare il montaggio di preparazione; Southpaw saluta da bordo; Warrior potrebbe chiedere i diritti di visita. Beast non copia una singola scena per mancanza d’immaginazione: mette insieme un intero torneo di soluzioni già viste e spera che il sudore le renda nuove. Non ci riesce.
Peggio ancora, il dramma familiare tira spesso i personaggi per la maglietta dove serve alla sceneggiatura. Il rapporto con la lotta diventa una scorciatoia per parlare di identità maschile; la contrarietà della moglie deve fare spazio all’entusiasmo quasi a comando; perfino la deriva nell’alcol segue una traiettoria troppo comoda per sorprendere. La posta emotiva c’è, ma è disposta sul tavolo come l’attrezzatura prima di una lezione dimostrativa. Si capisce a cosa serva ogni pezzo.
🌀 Extra – Quarto Round: stessa gabbia, altri lividi
Dal mio posto in tribuna, il cinema sulle MMA sembra un torneo in cui cambiano i guantini, ma gli avversari hanno sempre gli stessi problemi. In Warrior , Tom Hardy e Joel Edgerton portano nell’ottagono una faida tra fratelli che pesa più dei colpi. In Never Back Down – Mai arrendersi, un ragazzo umiliato trova un allenatore e impara a combattere. Le botte, insomma, sono quasi sempre il modo più rumoroso per dire «a casa mia non riusciamo a parlare».
Poi arriva The Smashing Machine, che segue il vero lottatore Mark Kerr e cerca i lividi anche fuori dalla gabbia. Beast, invece, sceglie la strada più battuta: famiglia nei guai, campione da risvegliare, vecchio coach all’angolo. Alzo le braccia quando parte un buon scambio, certo. Ma mentre guardo il risultato penso: «Questo incontro l’ho già visto. Forse avevo solo un posto migliore».
«Per vincere deve combattere contro il passato.»
🎭 Conclusioni – Decisione ai punti, senza cintura
Beast è un film «suore di menare» e nei momenti migliori mena davvero bene. Atkins dirige gli incontri con credibilità, il cast ci crede e la visione scorre. Quando però si chiede alla storia di fare un passo laterale, lei torna al centro della gabbia e ripete la combinazione imparata a memoria.
Non è un KO: vince qualche round tecnico, perde nettamente quello dell’originalità.
Firmato: Il Telecronista dell’Ottagono
Al cinema dal 1 Ottobre con Plaion Pictures.
Regia: Tyler Atkins Con: Daniel MacPherson, Russell Crowe, Luke Hemsworth, Bren Foster, Mojean Aria Anno: 2026 Durata: 114 min. Paese: Stati Uniti, Australia Distribuzione: Plaion Pictures (Italia)
Daruma View