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Foto di Lorenzo Perotti
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ALDAIR – Cuore Giallorosso abbiamo incontrato la leggenda giallorossa

ALDAIR – Cuore Giallorosso: L’incontro per la presentazione del docufilm su Aldair svela l’anima di un campione senza tempo, unendo la passione viscerale di Roma con la dolce malinconia dei fiumi bahiani. Questa è la celebrazione di un uomo che ha trasformato il pallone in pura poesia silenziosa. Se volete incontrare anche voi questa leggenda del calcio mondiale: Aldair e il regista Simone Godano saranno nelle sale UCI Cinemas di Roma il 20 e 21 maggio per incontrare il pubblico in sala.

Mettiamo le cose in chiaro: se siete venuti qui cercando il solito report sportivo infarcito di samba, urla sguaiate e ritmi forsennati, avete sbagliato articolo. Il docufilm su Aldair è un’altra cosa. È una carezza all’anima, un pezzo di cinema che mescola la viscerale passione della Curva Sud con la dolce e lenta malinconia dei fiumi bahiani. Ecco cosa è emerso dall’incontro con il nostro “Pluto” e gli autori, un momento che ha fatto tremare i polsi a chiunque abbia un cuore giallorosso ma non solo.

 “Noi andando per immagini, per luoghi comuni, il Brasile, la festa, la samba, il rumore, il casino… invece lui venendo da Bahia è sicuramente […] il silenzio, i fiumi e la foresta brasiliana” – il regista Simone Godano

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Foto di Lorenzo Perotti

🌴⚽ / 🎸Il difensore atipico, ovvero l’elogio del silenzio (e della polvere)

Come le note delicate di una chitarra suonata sulle rive di Ilhéus, la figura di Aldair emerge non dal caos, ma nell’eleganza pacata del silenzio. Il regista Simone Godano (Croce e Delizia) e lo scrittore Sandro Bonvissuto hanno catturato meravigliosamente questa essenza, raccontando un viaggio che ci riporta nelle strade di Banco da Vitória. Lì, lontano dai riflettori che accecano il calcio di oggi, Pluto si è spogliato della sua proverbiale timidezza per ritrovare i ricordi di un’infanzia giocata a piedi nudi tra le buche.

Io ho partecipato al film un po’ con lo spirito dell’amico che chiamano alla partita di calcetto… non ne manca uno, chi chiamiamo, no? […] Ma stavolta l’uomo supera il campione” – Lo scrittore e Co-protagonista Sandro Bonvissuto

Il regista ha sottolineato come la macchina da presa sia diventata invisibile per l’ex difensore nel momento stesso in cui è tornato nei luoghi della sua infanzia, a conferma che siamo di fronte a un “brasiliano atipico”. Bonvissuto rincara la dose, innalzandolo addirittura a personaggio da grande letteratura sudamericana, un uomo che supera nettamente il campione sportivo.

“Sì, ansioso sì, forse sono più ansioso che giocare la finale del Mondiale, è un altro mondo, sono cose diverse, sono cose che ero abituato a fare, invece queste qua no, quindi mi avete lasciato così fino alla fine, in attesa”. – La confessione diretta di Aldair

🏆😰 Più ansia di un Mondiale (ovvero, le ginocchia che tremano davanti a uno schermo)

Chiudendo gli occhi sembra di vederlo ancora svettare imperioso all’Olimpico, eppure l’ansia di Aldair prima di svelare questo film supera persino i brividi provati prima della finale dei Mondiali. Affidarsi a questa magica troupe gli ha permesso di sciogliere ogni tensione, riscoprendo aneddoti lontani di sessant’anni fa che oggi risuonano come una dolce bossa nova persino per i suoi fratelli. Questa meravigliosa vulnerabilità lo rende ancora più gigantesco ai nostri occhi, svelando un cuore puro che batte al ritmo lento e inesorabile della sua terra madre.

“Penso che il derby più bello è stato con Carletto Mazzone per quella vittoria, anche il gesto suo di andare sotto la curva tutti insieme è stato fantastico” – Aldair sul Derby indimenticabile

🟡🔴🐺 Dal Derby di Mazzone ai ritmi schizofrenici del calcio moderno

Tra le fila dei cronisti, Aldair risponde alle domande con la stessa eleganza con cui impostava l’azione palla al piede. Ricorda con un sorriso enorme il derby vinto con Carletto Mazzone e quella corsa liberatoria sotto la curva. Poi, con una smorfia quasi impercettibile, cita il dolore dei quattro derby persi di fila in un anno maledetto.

“Penso che il calcio oggi è molto più veloce perché è un campo stretto, magari i giocatori hanno meno tempo da pensare… bisogna fare dei ragazzi che hanno più tecnica”. – Aldair sul calcio moderno

Parlando del calcio di oggi, lo definisce veloce, troppo veloce, stretto negli spazi e ormai soffocato dalla tattica. Ricorda i suoi inizi in Italia, quando Ottavio Bianchi e Dino Viola lo chiamarono e lo costrinsero a inventarsi un nuovo modo di giocare marcando a uomo, ma oggi spera vivamente che si torni a premiare la pura tecnica individuale rispetto ai tatticismi asfissianti.

 “Secondo me Alda è questo, una persona di un’altra epoca, di un altro mondo, è realmente questo, è questa forma di innocente timidezza, è una persona che vorresti abbracciare”. – Sandro Bonvissuto su “Chi è Aldair?”

🌊💛❤️ L’uomo del fiume (e il rispetto incondizionato)

Aldair non è semplicemente un condottiero scolpito per sempre nel cuore di noi tifosi romanisti, ma un eroe fuori dal tempo che passeggia per le strade della Capitale accolto dall’inchino e dall’amore di ogni singola tifoseria. La sua immensa umiltà e il rispetto sacro verso ogni avversario lo hanno reso un’icona trasversale, capace di mescolare in un solo respiro il calore travolgente del Circo Massimo alla calma immutabile di un fiume brasiliano.

“C’è un rispetto molto grande non solo da parte loro [gli avversari] ma anche dalla tifoseria […] e questo mi lascia molto felice”. – Aldair sul rispetto ricevuto

Alla fatidica domanda su chi sia veramente, Aldair risponde abbassando lo sguardo: è il rispetto che nutre verso i tifosi a definire chi è. Ancora oggi, correndo all’alba sulle spiagge di Rio con l’energia di un ragazzino, incarna una disciplina romantica che continua a farci sognare ad occhi aperti.

ALDAIR – Cuore Giallorosso è al cinema dal 21 Maggio con Nexo Studios.

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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