Dreams: Michel Franco firma Dreams in modalità uomo-orchestra produce, scrive, dirige e persino monta e ci trascina in un vortice di classi che s’incrociano, corpi che si studiano e desideri che non chiedono permesso.
Fernando (Isaac Hernández) lascia il Messico con più sogni che certezze e finisce negli Stati Uniti senza rete di salvataggio, solo con la danza che gli pulsa nelle ossa. È lì che ritrova Jennifer (Jessica Chastain): sofisticata, ricca, abituata a un mondo fatto di vernissage, fondazioni artistiche e tappeti su cui non cade mai la polvere. Tra loro esiste un legame caldo, magnetico, quasi impossibile, fatto di corpi che parlano più delle parole e di due mondi che non hanno il vocabolario per capirsi del tutto.
Lei dall’alto, lui dal basso; lei mura bianche e privilegi, lui bagaglio leggero e sogni pesanti. Fernando prova a costruirsi una vita nuova, Jennifer cerca di farlo entrare nel suo mondo. E in mezzo scorrono danza, desiderio e una tensione sociale che si percepisce anche quando non viene pronunciata.
Fin dove potrà arrivare questa attrazione?
E cosa succede quando la realtà bussa più forte del sentimento?

Cosa funziona in Dreams
Michel Franco accarezza l’idea di un melodramma febbrile, fatto di corpi che si cercano e classi sociali che si sfiorano (e scontrano), ma il suo tocco resta più estetico che emotivo. Jessica Chastain splende con naturalezza, elegante anche nelle crepe del personaggio: non ha bisogno di urlare, basta che ci sia e la scena già si inchina.
Intorno aleggia una sensualità anni Ottanta che promette incendi e spesso si spegne in un fumo sottile. Franco sogna un amour fou viscerale, tragico… e invece si ferma a una superficie lucida e molto curata, più bella da guardare che da sentire.
Dreams si apre con il viaggio clandestino di Fernando: corpi e speranze compressi in un camion, direzione Stati Uniti. Sembrerebbe un racconto urgente sull’emigrazione. Ma il colpo d’ala dura poco: la storia devia subito verso la relazione segreta con Jennifer, ricca benefattrice dal cuore più fragile che buono, e il film smette di interrogare il mondo per concentrarsi sulle sue pose.
Il magnetismo tra i due regge bene: energie opposte che si attraggono e si respingono, come due calamite difettose che non possono fare a meno di toccarsi. La passione si esprime più nel corpo che nelle parole, un tira-e-molla da coreografia quasi riuscita, con qualche inciampo che ti fa sorridere ti ricorda che, in fondo, Dreams è più elegante da guardare che da vivere.

Perché non guardare Dreams
Assente la costruzione emotiva: Franco accarezza grandi temi, dall’ipocrisia dei privilegiati al conflitto identitario degli immigrati irregolari, senza mai affondare davvero, come se avesse paura di disturbare la seta lucidissima del suo melodramma.
Dreams sogna Fassbinder, vorrebbe la disperazione di La paura mangia l’anima, la tragedia coreografata del Lago dei cigni, il destino incrociato di Romeo e Giulietta, ma finisce per evocare più soap opera che tragedia. I riferimenti danzano attorno ai personaggi senza mai trovare un passo comune, mentre il racconto precipita in un intreccio di ripicche e orgoglio che non graffia, non commuove, non scuote.
Dreams è un’idea di film: elegante, lucido, seducente… ma spesso vuoto come quei corpi nudi nascosti dietro oggetti casuali, che sembrano promettere trasgressione e invece concedono solo prudenza. In concorso a Berlino, certo. Ma più che un sogno, sembra un’occasione mancata.
Dreams è stato presentato in anteprima mondiale alla 75ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino il 15 febbraio 2025, in concorso per l’Orso d’oro e poi in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma 2025. È stato distribuito nelle sale italiane il 20 novembre 2025.
Regia: Michel Franco Con: Jessica Chastain, Isaac Hernández, Rupert Friend Anno: 2025 Durata: 95 min. Paese: Messico / Stati Uniti Distribuzione (Italia): Fandango Distribuzione
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