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The Beach Boys – Documentario accurato e nostalgico – Recensione

The Beach Boys: Documentario completo, accurato e nostalgico sulla band. Il fan si accontenta volentieri di un lavoro diligente che informa ma non scuote, salvo una reunion finale da lacrime.

Un documentario che omaggia e racconta i Beach Boys, storica band californiana che ha rivoluzionato la musica leggera. Si parte dagli albori fino agli ultimissimi anni, concentrandosi sulla figura del leader e fondatore Brian Wilson.

Cosa funziona in The Beach Boys

Documentario completo, accurato e nostalgico su una band (con ovvio focus preponderante sul genio di Brian Wilson) che meriterebbe un biophic da Oscar (ma già il misconosciuto “Love & Mercy” è un buon inizio). Interessante, tra le tante cose, il parallelismo con i Beatles. Reunion finale da lacrime.

Perché non guardare The Beach Boys

In assenza di una fiction (sono tantissime le band sicuramente meno meritevoli che hanno avuto il loro film in tutta la Storia del Cinema), il fan si accontenta volentieri di un lavoro diligente che informa ma non scuote. La prima parte, eccessivamente didascalica, fa temere il peggio.

La figura di Wilson mangia tutto e paga il pegno di un fine spesso celebrativo, soprattutto quando viene paragonata al portento ben più rivoluzionario di Phil Spector (col quale Wilson ha collaborato).

La colpa principale del film di Frank Marshall e Thom Zimny è quella di aderire alla piattezza del lavoro su commissione, attento ma impersonale. Mano a mano che il “racconto” progredisce, i toni però si fanno più dolenti e il film ne guadagna.

Un documentario per fan e per completisti quindi, complessivamente inattaccabile ma senza volontà di scavalcare le aspettative.

Disponibile in esclusiva dal 24 maggio su Disney+.

Regia: Frank Marshall, Thom Zimny Anno: 2024 Durata: 114 min. Paese: USA Distribuzione: Disney+

About Raffaele Mussini

Appassionato di cinema a 360°, bulimico di visioni fin da piccolo. Si laurea in Marketing, per scoprire solo qualche anno più tardi che la sua vocazione è la scrittura. Pubblica così due romanzi e un saggio di cinema, "In ordine di sparizione - Più di duecento film che forse non avete mai visto o che avete dimenticato", edito da Corsiero Editore. Sta lavorando a un quarto libro, ma nel poco tempo libero il cinema combatte duramente per farsi strada e conquistarsi il primato tra le sue passioni. Ama Malick, Scorsese e Mario Bava, tra i tantissimi, con una predilezione per l'horror e per il noir d'altri tempi.

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