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Rebel Moon – Parte 2: La sfregiatrice – La difesa di Veldt – Recensione

Rebel Moon – Parte 2: La sfregiatrice è il secondo capitolo della saga fantascientifica scritta e diretta da Zack Snyder, un seguito che oltre a completare il rimando al principale capolavoro di Akira Kurosawa attinge anche alle opere di Ludovico Ariosto e William Shakespare

Dopo aver sconfitto l’ammiraglio Atticus Noble (Ed Skrein) a Gondival, Kora (Sofia Boutella) e il suo gruppo di guerrieri sopravvissuti pensa di avere più tempo per prepararsi al ritorno del Mondo Madre, o di essere del tutto salvi dalla sua rappresaglia per questioni burocratiche. Purtroppo per loro l’ammiraglio è sopravvissuto, e arriverà a Veldt prima del tempo.

Il panico divampa, ma per il geniale Generale Titus (Djimon Hounsou) non tutto è perduto: c’è ancora la possibilità sia di preparare la farina sia di organizzare la difesa in pochi giorni. Il villaggio di questi umili contadini sopravvivrà alla vendetta del Mondo Madre?

Cosa funziona in Rebel Moon – Parte 2: la sfregiatrice

Dopo meno cinque mesi dal lancio di Rebel Moon – Parte 1: La figlia del fuoco Netflix ha reso disponibile il secondo capitolo, La sfregiatrice. Da questa sinossi si capisce che è stato messo in scena l’atto finale de I sette samurai di Kurosawa, opera di cui la saga di Rebel Moon si è ispirata fin da principio, oltre all’universo di Guerre Stellari per via della sua travagliata storia produttiva (leggi la recensione della prima parte qui per scoprire i dettagli di tutto ciò).

Dopo il reclutamento dei guerrieri reietti, ecco la preparazione delle difese e il combattimento contro un nemico non solo malvagio, ma superiore sia di numero che in quanto ad armamenti rispetto ai poveri ed innocenti contadini.

Ma Rebel Moon – Parte 2: La sfregiatrice offre allo spettatore anche molto di più, grazie a degli interessantissimi flash back su molti dei personaggi che abbiamo conosciuto in occasione de La figlia del fuoco.

Partiamo da quello più interessante, Tarak Decimus (Staz Nair), di cui sarebbe bello vedere qualcosa di più in futuro (se non del suo passato, almeno il suo tentativo di rifondazione del suo regno perduto).

Il suo racconto non ha solo il fascino intramontabile appartenente alle istituzioni monarchiche, ma oltre ad essere molto commovente ha una ambientazione del tutto particolare: la sua capitale sembra la New York a cavallo tra le due guerre mondiali, e c’è un motivo se nella parte uno è stato così bravo nel domare quella bestia alata, perché queste creature tanto simili agli Ippogrifi erano un simbolo nonché un elemento fondamentale dell’esercito del suo regno.

Si vede più nel dettaglio quello che il Generale Titus aveva già raccontato in occasione del suo reclutamento presso il Colosseo di Pollux, e lo stesso vale per Nemesis (Doona Bae), mentre il personaggio di Millius (E. Duffy) vagamente accennato nella parte uno in questo seguito ha anche lui la sua retrospezione.

L’ultima che deve mettere le carte in tavola prima della battaglia decisiva è la protagonista Kora, che però decide di omettere quasi a tutti la verità, perché come raccontato nella parte uno il Mondo Madre non solo l’ha resa l’assassina più letale dell’Universo conosciuto ma l’ha plasmata in tutto e per tutto, e ora che cerca vendetta non le fa onore ammettere di aver preso parte a tante cose davvero imperdonabili. La difesa del suo villaggio adottivo sarà il tentativo per cercare in parte la redenzione, e in questo sarà fondamentale anche l’amore di Gunnar (Michiel Huisman), il guerriero meno dotato ma al tempo stesso fondamentale nel dare amore e umanità al gruppo.

Alla luce di tutto ciò è chiaro che Zack Snyder non ha anche questa volta tradito il suo stile, mantenendo non solo la sua regia caratterizzata dalle scene al rallentatore e inquadrature ravvicinate ma anche i suoi toni cupi e seriosi, evitando qualunque inserimento della demenzialità cinetelevisiva odierna.

Un’opera che oltre a Guerre Stellari e Kurosawa ha al suo interno anche riferimenti all’Orlando furioso e al Giulio Cesare, e che nella versione italiana continua a vantare un’edizione davvero stellare.

Dal 15 febbraio 2023 ogni volta che Anthony Hopkins ci ha regalato una sua nuova performance attoriale l’appassionato di doppiaggio italiano si chiederà prima di guardarla: chi è stato scelto questa volta per sostituire il meraviglioso ed indimenticato Dario Penne?

Per la saga di Rebel Moon abbiamo avuto qualcuno di veramente sublime, perché è stato scelto un attore ancora molto attivo dal vivo ma da tempo assente al leggio, nonostante in passato ci abbia regalato interpretazioni indimenticabili come quella su James Marcus in Arancia meccanica.
Parliamo dunque di Luigi Diberti che è dunque tornato a dare la voce al robot Jimmy, personaggio che in questa parte 2 ha molto più spazio e sembra che lo avrà ancor di più nella successiva.

La punta di diamante di questa squadra diretta ancora una volta da Marco Guadagno (curatore anche dei dialoghi) presso la 3Cycle, con l’assistenza di Deborah Cotza, Riccardo Pignotti come fonico di doppiaggio e Marco Ippoliti come Fonico di Mix, e il ritorno delle voci di Letizia Scifoni (Kora), Stefano Mondini (Generale Titus), Stefano Crescentini (Gunnar), Jacopo Venturiero (Tarak), Franco Mannella (Hagen), Gabriele Sabatini (Ammiraglio Noble), Luna Iansante (Sam), Federico Talocci (Cassius), Ilaria Latini (Nemesis), Ludovica Bebi (Milius), Edoardo Stoppacciaro (Reggente Balisarius), Benedetta Degli Innocenti (Devra Bloodaxe), Andrea Di Maggio (Aris), Mauro Gravina (il Re defunto) e Raffaele Carpentieri (Den).

Perché non guardare Rebel Moon – Parte 2: La sfregiatrice

Ci tocca ripetere anche in questa occasione che “il meglio deve ancora venire”, perché La sfregiatrice è risultato un film con più azione rispetto alla figlia del fuoco, ma al tempo stesso lo si può considerare come un film di transizione di questa saga che dovrebbe in teoria essere divisa in quattro capitoli totali.
Il finale sembra dire addio al rimando con I sette samurai, e preannuncia una nuova e più originale avventura, piena di intensità ed adrenalina.

Rebel Moon – Parte 2: La sfregiatrice è disponibile su Netflix da venerdì 19 aprile 2024.

Regia: Zack Snyder Con: Sofia Boutella, Michiel Huisman, Djimon Hounsou, Staz Nair, Doona Bae, Cleopatra Coleman, E. Duffy, Ed Skrein, Fra Fee, Ingvar Eggert Sigurðsson, Cary Elwes, Rhian Rees, Stella Grace Fitzgerald, Ray Fisher, Anthony Hopkins, Charlotte Maggi, Sky Yang, Stuart Martin, Alfonso Herrera, Soma Mitra Anno: 2024 Durata: 122 min. Paese: USA Distribuzione: Netflix

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