Home / RECENSIONI / Drammatico / La Zona d’Interesse: Jonathan Glazer porta al cinema il romanzo di Martin Amis – Recensione

La Zona d’Interesse: Jonathan Glazer porta al cinema il romanzo di Martin Amis – Recensione

La Zona d’Interesse vede il ritorno di Jonathan Glazer alla regia di un lungometraggio dieci anni dopo Under the Skin, un film che racconta sotto un nuovo punto di vista l’Olocausto, presentato per la prima volta in concorso al Festival di Cannes 2023 (vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria) e successivamente in Italia in occasione della diciannovesima Festa del Cinema di Roma, arriva finalmente in sala per tutti nel nostro Paese dal 22 febbraio 2024 grazie a I Wonder Pictures

Dopo qualche secondo di schermo nero accompagnato da una musica orrorifica questa nuova storia cinematografica continua in maniera del tutto diversa. Ci troviamo di fronte a una numerosa famiglia intenta a godersi una giornata al fiume in una bellissima giornata di sole, e una volta finito il tempo della scampagnata c’è chi torna a casa, e chi a lavoro. Tutto nella norma, se non fosse che tra queste persone c’è Rudolf Höß (Christian Friedel), ideatore e primo comandante del campo di concentramento di Auschwitz, e che la sua abitazione confina proprio con le mura di quest’ultimo.

Cosa funziona in La Zona d’Interesse

Adattamento cinematografico del romanzo omonimo scritto da Martin Amis nel 2014, La zona d’interesse racconta dunque la vera storia della famiglia Höß (o Hoss secondo la variante più comune), che ha vissuto realmente per un periodo di tempo proprio attaccata al campo di sterminio, separata solo da un alto muro in grado di nascondere le atrocità visive ma non quelle uditive, come le urla e gli spari. Un elemento che sembra però non causare alcun problema non soltanto al mostruoso gerarca nazista, ma anche al resto della famiglia, compresa la moglie Hedwig (Sandra Hüller), preoccupata più di perdere il suo paradiso quando Berlino vorrebbe trasferire suo marito in un altro campo.

Jonathan Glazer ci racconta dunque gli orrori della Shoah da un altro punto di vista, mostrandoci non solo la normalizzazione della malvagità nei cuori e nelle menti della popolazione civile, ma anche quello che le guide di Auschwitz si premurano di ricordare ai visitatori del campo: anche se prima e dopo l’Olocausto ci sono stati genocidi ben più pesanti per quel che riguarda il numero di vittime (come quello dei congolesi ad opera di Leopoldo II del Belgio) non si è mai visto finora uno sterminio così sistematico, glaciale e pragmatico come quello nazista nei confronti del popolo ebraico. Tutto questo lo si vede soprattutto nelle scene al di fuori della zona d’interesse, quando Hoss si confronta con altri gerarchi nazisti per rendere più efficiente la soluzione finale con la proposta dell’utilizzo del gas Zyklon B (acido cianidrico) nelle camere a gas.

Un lungometraggio sull’Olocausto dove la violenza è solo uditiva e che rappresenta alla perfezione ciò che ha rappresentato la famiglia Hoss anche dopo la fine della guerra, con i familiari sopravvissuti che ci hanno messo decenni a condannare gli orrori commessi da Rudolf.
Tutti senza rimorso, o quasi, perché tra coloro c’è chi ha ogni tanto degli incubi con protagonista una bambina in cerca di cibo durante la notte. Scene oniriche girate completamente in bianco e nero ad eccezione dell’utilizzo del colore rosso: una scelta che sembra un rimando, voluto o meno, alla ragazzina con il cappotto rosso del film Schindler’s List – La lista di Schindler, ma anche a Cappuccetto Rosso, perché oltre al colore si ha la sensazione che ci sia nei dintorni un lupo cattivo pronto a colpire.

Perché non guardare La Zona d’Interesse

Non è un vero difetto, ma solo un piccolo rammarico: nonostante sia lungo una media di 105’, La zona d’interesse poteva anche osare di più, e quindi mostrarci ulteriori sequenze per rendere questo lungometraggio ancora più coinvolgente ed interessante.

Prodotto da Extreme Emotions, Film4 Productions ed House Productions, e distribuito in Italia da I Wonder Pictures, La zona d’interesse sarà al cinema in Italia a partire da giovedì 22 febbraio 2024.

Regia: Jonathan Glazer Con: Sandra Hüller, Christian Friedel, Medusa Knopf, Daniel Holzberg, Sascha Maaz, Max Beck, Wolfgang Lampl, Ralph Herforth, Freya Kreutzkam Anno: 2023 Durata: 105 min. Paese: Regno Unito e Polonia Distribuzione: I Wonder Pictures

About Valerio Brandi

Guarda anche

non-volere-volare-recensione-film-copertina

Non volere volare – Consigli per essere liberi – Recensione

Non volere volare parte da Londra e arriva in Islanda, un percorso tortuoso per i …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.