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Eric – Recensione della serie tv di Netflix

Eric: Recensione della serie tv Netflix con un grande Benedict Cumberbatch

Oggi recensiamo, con grande piacere, concisamente eppur speriamo esaustivamente, la mini-serie tv, targata Netflix, Eric, appena immessa e aggiunta di recente, con esattezza lo scorso 30 maggio, nella piattaforma streaming appena menzionatavi, constante di sei episodi della durata cadauno di circa un’ora.

Secondo noi, Eric è ampiamente meritevole e, nel suo inedito, assai intelligente intreccio contorto e variegato, miscelante poliziesco thrilling sofisticato ad atmosfere sulfuree più sofficemente leggiadre, perfino scanzonate ed intervallate da sequenze brillanti, a loro volta corroborate di furenti incursioni nel macabro e nella detection da urban crime metropolitano, strepitosamente avvince in modo ineludibile e incredibile.

Creata da Abi Morgan, diretta da Lucy Forbes e con un eccezionale protagonista trascinante, vale a dire il sempre più sorprendente e poliedrico Benedict Cumberbatch (The Mauritanian, La meravigliosa storia di Henry Sugar, Il potere del cane), Eric, così come meglio spiegheremo e disamineremo nelle righe a venire, ribadiamo, è una serie imperdibile, degna di nota ed originale.

Trama, riassumibile in poche righe per non rovinarvene la visione e sciuparvi e/o svelarvi le tante sorprese di cui è ricolma e nelle quali, sussultanti, v’imbatterete:

La storia è cronologicamente ambientata durante il periodo, ciclopicamente sconvolgente, immediatamente susseguente e ciclonico dell’epidemia di AIDS che tristemente imperversò a cavallo degli anni ottanta… Inoltre, in molte scene, come facilmente comprensibile, son visibili e si stagliano imperiose le Torri Gemelle.

Ebbene, una coppia di coniugi in enorme difficoltà coniugale, formata da Vincent Anderson (Cumberbatch) & Cassie (Gaby Hoffmann), ha un figlio di nove anni, di nome Edgar (Ivan Morris Howe). Edgar è un bambino sensibile e molto sveglio, sebbene taciturno e schivo che spesso si rifugia nella fantasia dei suoi sogni e disegni per sfuggire al teso clima familiare, in quanto i succitati suoi genitori soventemente litigano quasi quotidianamente. Una bella mattina, per modo di dire, si sta recando, non accompagnato da suo padre, a scuola. Ma scompare nel nulla, misteriosamente.

Probabilmente è stato rapito da qualche malintenzionato che l’ha adescato. È addirittura morto oppure è celatamente tenuto in ostaggio in qualche cupo bassofondo d’una livida New York sinistra, ripiena di segreti e nere verità atroci da scoperchiare? A indagarvi è l’investigatore Michael Ledroit (McKinley Belcher III) che s’inoltrerà all’interno d’un dedalico inferno cittadino rabbrividente. Forse però, anche quest’ultimo ha qualche scheletro nell’armadio da tener nascosto, oppure teme semplicemente la sua “diversità” (che non vi staremo quivi a specificare), mentre Vincent, a sua volta incompreso figlio “ribelle” d’una ricca famiglia patriarcale borghesemente tanto altolocata quanto anaffettiva e cinicamente menefreghista, creatore del programma per l’infanzia Good Day Sunshine ed enfant prodige dell’entertainment pedagogico per i più piccoli, inventore e ventriloquo di burattini simili ai Muppet, per sopperire e resistere alla sua sofferenza psicologica ingeneratasi a causa dell’increscioso “missing” del sangue del suo sangue, non vuole perdere la speranza di riavere suo figlio che spera essere ancora vivo. Cosicché in cuor suo desidera fargli un regalo speciale nell’augurio che Edgar possa, ovunque sia, vederlo in modo tale che, mediante una sorta di vivifico transfert emotivamente toccante ed illuminante, financo per noi spettatori, avviluppati e ipnotizzati da tale toccante storia vibrante di passione, la luce ancor pulsante della vita magicamente rifulga e un miracolo possa, non sol illusoriamente, avvenire quanto pima.

Senz’eccedere in descrittive pedanterie inutili, quindi non soffermandoci su quanto, episodio dopo episodio, accade in modo spasmodico e sussultante in tale fascinosa ed ombrosa vicenda indagatoria, associata commoventemente ad introspezioni psicologiche di rara forza emozionale, aggiungiamo solamente che la New York, ivi mostrataci, pullula di personaggi sia coloriti che paurosi e perturbanti. Spettralmente annidati al buio soprattutto delle loro torbide anime profondamente ambigue, perverse e non poco peccaminose.

Cos’è successo quel mattino per cui metaforicamente la notte è divenuta imperscrutabile e più spaventosa delle gallerie della metropolitana newyorkese? Edgar è vivo e vegeto? Chi sa la verità? George Lovett (Clarke Peters), l’anziano vicino nero, dapprincipio fra i maggiori sospettati, che abita nel seminterrato dello stabile in cui risiede la coppia degli Anderson, il cui matrimonio s’è sgretolato a causa dell’amante di Cassie, ovvero Sebastian (José Pimentão)? Oppure il miglior amico e collega lavorativo di Vincent, vale a dire Lennie (Dan Fogler), il quale da giovane fu invischiato in un sospetto giro di prostituzione e ne fu scagionato? Invece, chi è il losco, ex corrotto proprietario della discoteca Lux (Alexander Gator/Wade Allain-Marcus)? Intanto, il disperato, nuovamente alcolizzato, Vincent deve gestire anche lo stress provocatogli dal licenziamento del suo capo Jerry (Donald Sage Mackay). Per di più aleggia l’ombra ambigua del vice sindaco Costello (Jeff Hephner).

Cosa funziona in Eric

Fotografata splendidamente da Benedict Spence, diretta con ottimo ritmo, a parte qualche prolissità evitabile e di certo scorciabile, Eric è una serie composita e corposa, composta da un cast eterogeneo e in forma nel quale, oltre agli attori già succitati, si fan notare, fra i tanti interpreti dei più disparati che, per non essere pleonastici e troppo pedanti, non possiamo in tale sede singolarmente elencare, anche le presenze della brava Erika Soto nei panni di Tina, di Chloe Caudel/Ellis e, last but not least, Bamar Kane nel ruolo defilato ma centrale, molto importante soprattutto verso la fine, di Yuusuf. Eric procede magneticamente e speditamente a centrare il suo bersaglio pienamente, cioè quello d’intrattenere con garbo, trascinandoci morbidamente nei meandrici labirinti d’una storia tanto enigmatica quanto profonda e a più livelli stratificata. Avvalendosi peraltro di magnifiche location d’una New York, ribadiamo, plumbea dagli scorci pittoreschi dei più ricercati che, a tratti, ci ha ricordato addirittura The Warriors di Walter Hill, sebbene, rispetto a tale opus, ne sia decisamente dissimile per l’intreccio diametralmente diversificato.

Perché non guardare Eric

Benedict Cumberbatch è molto ispirato ed estremamente lodabile ma talvolta esagera in una recitazione caricata e con forzature melodrammatiche poco intonate alle singole situazioni che vive e nelle quali è immerso il suo personaggio. Altrettanto valente è McKinley Belcher III. Che fa il suo dovere non solo per ciò che concerne la finzione, bensì in maniera attoriale.

Eric risente, come poc’anzi accennatovi, di lungaggini dispersive ed è affetto narrativamente da ridondanti digressioni poco calibrate e scarsamente interessanti nell’economia del suo racconto. Peccando forse di qualche didascalismo retorico e alcune puntate nel dolciastro melenso. Sono però tal elencativi difetti, assolutamente non rimarchevoli, del tutto perdonabili e, nella sua interezza totale, Eric, ancora lo rimarchiamo, è una serie da vedere ed amare, non potete perdervela.

Per finire, chi è sostanzialmente Eric, colui che dà il titolo alla serie? Lo scoprirete da voi.

Disponibile su Netflix dal 30 Maggio.

Regia: Lucy Forbes Con: Benedict Cumberbatch , Gaby Hoffmann , Jeff Hephner , McKinley Belcher III . «continua Phoebe Nicholls , Amy Louise Pemberton , Donald Sage Mackay , Erika Soto , John Doman , William Hope , Adam Silver (II) , José Pimentão , Chloe Claudel , Gerard Monaco , Orlando Norman , Ioachim Ciobanu , Stefan Race Anno: 2024 Numero episodi: 6 Paese: Gran Bretagna, USA Distribuzione: Netflix

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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2 commenti

  1. L’amico Stefano nonché Falotico non sbaglia un colpo ed ancora una volta traccia e rintraccia caratteristiche,pregi e difetti di questa serie “ERIC”….
    Mi sembra davvero un buon prodotto cinematografico, adrenalinico, fosco e losco quanto basta.
    Da vedere…..Con il soundtrack degli ABBA ..
    A proposito….Ho già capito chi è ERIC

  2. Eccellente Stefano!!
    Recensione sempre ricca e impeccabile!

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