Home / RECENSIONI / Azione / Bad Boys: Ride or Die – Operazione Famiglia – Recensione

Bad Boys: Ride or Die – Operazione Famiglia – Recensione

Bad Boy: Ride or Die è il quarto film con protagonisti Will Smith e Martin Lawrence, una storia di nuovo ricca di azione e commozione focalizzata sul personaggio del capitano Howard e sul particolare rapporto di Mike Lowrey con suo figlio Armando

Sono passati quattro anni da quando Marcus Burnett (Martin Lawrence) e Mike Lowrey (Will Smith) hanno sconfitto Isabel Aretas (Kate del Castillo) e messo in prigione il giovane Armando (Jacob Scipio), ragazzo che si è poi rivelato essere figlio non solo di Isabel ma anche di Mike.
Quella era stata una grande e pericolosa missione, e doveva anche essere l’ultima di questo genere, ma la pensione per Marcus e Mike sembra ancora fuori discussione, e per un valido motivo: il defunto capitano Howard (Joe Pantoliano) viene accusato di appropriazione indebita di ingenti fondi di denaro, e la sua onorevole figura viene dunque subito messa in discussione.

I due amici naturalmente non credono assolutamente alla sua colpevolezza, così indosseranno di nuovo il giubbotto antiproiettile per cercare di individuare i veri colpevoli e riabilitare il loro vecchio amico.

Cosa funziona in Bad Boys: Ride or Die

Tornano alla regia Adil El Arbi e Bilall Fallah mentre alla sceneggiatura è rimasto solo Chris Bremner (affiancato stavolta da Will Beall) ma non si notano grandi differenze con Bad Boys for Life.

Senza Michael Bay (apparso nuovamente in un cameo in ricordo dei vecchi tempi) la regia è di nuovo meno esplosiva e i dialoghi coloriti sembrano perfino inferiori rispetto al precedente lungometraggio, ma questa squadra tecnica è di nuovo riuscita a tramettere grandi emozioni, non solo con buone scene d’azione ma anche e soprattutto attraverso l’empatia nei confronti di questi personaggi.

Joe Pantoliano continua a far commuovere lo spettatore anche se ormai il suo personaggio è dall’altra parte, posto in cui rischiano di andare più di una volta Mike e Marcus, non solo per via degli acciacchi dovuti all’età ma anche per la costante preoccupazione nei confronti dei loro cari, senza contare che questa è classica storia in cui sono costretti a guardarsi le spalle non solo dai nemici ma anche da coloro che fino a poco prima erano alleati.

Bad Boys: Ride or Die è una storia in grado di riproporre ancora una volta non solo il capitano Howard ma anche altri piccoli ma importanti personaggi di questo franchise, come Fletcher (interpretato dall’ex giocatore di pallacanestro John Salley) e soprattutto il genero Reggie (Dennis Greene) che finalmente ha il suo momento di gloria dopo tante pressioni ed umiliazioni da parte dei due protagonisti.

Michael Bay inoltre non è l’unico cameo di lusso in questo nuovo capitolo, perché è stato inserito in maniera geniale anche Khaby Lame che naturalmente non poteva non mettere in mostra la mimica che lo ha reso uno degli influencer più popolari al mondo.

Perché non guardare Bad Boys: Ride or Die

Anche se l’adrenalina e la commozione non sono appunto mancate a conti fatti questo quarto capitolo è risultato essere il meno bello della saga, non solo perché mancava l’effetto novità avuto in Bad Boys for Life ma anche per alcune scelte non proprio felici riguardo al personaggio di Marcus Burnett: si potevano evitare alcune scene troppo demenziali (come quella in cui attraversa la strada facendo il moonwalk) così come non viene spiegato il motivo per cui ha smesso di portare gli occhiali nonostante gli eventi del precedente film.

Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures, Bad Boys: Ride or Die sarà al cinema in Italia da giovedì 13 giugno 2024, con al versione italiana diretta ancora una volta da Alessandro Rossi e le voci di Sandro Acerbo e Marco Mete sui protagonisti.

Regia: Adil El Arbi e Bilall Fallah Con: Will Smith, Martin Lawrence, Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Paola Núñez, Eric Dane, Ioan Gruffudd, Jacob Scipio, Melanie Liburd, Tasha Smith, Tiffany Haddish, Joe Pantoliano, John Salley, Dennis Greene Paese di produzione: USA Anno: 2024 Durata: 115 min. Distribuzione: Eagle Pictures

About Valerio Brandi

Guarda anche

fly-me-to-the-moon-recensione-film-copertina

Fly Me to the Moon – Le due facce della Luna – Recensione

Fly me to the Moon è la nuova commedia Sony Pictures distribuita da Eagle Pictures che parla della missione Apollo 11 e delle teorie complottiste sul falso allunaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.