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Triangle of Sadness – Östlund e l’eleganza (non solo) formale della critica sociale – Recensione

Triangle of Sadness: Graffiante e tagliente satira di Östlund; un gioco sottile, di decifrazione non sempre immediata, impregnato di quella grottesca lucidità che contraddistingue lo stile del regista. Presentato alla Festa del Cinema di Roma ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra i quali la Palma d’oro al 75º Festival di Cannes, 3 nomination al Premio Oscar e 2 ai Golden Globe.

Carl (Harris Dickinson) e Yaya (Charlbi Dean), una coppia di giovani modelli, partono per una crociera a bordo di uno yacht in compagnia di un equipaggio di personaggi a dir poco stravaganti.

La vacanza prende però presto una brutta piega a seguito di una tempesta e di un attacco piratesco, eventi che faranno naufragare i passeggeri su un’isola deserta.

I sopravvissuti dovranno quindi adattarsi a questa nuova grottesca circostanza, nella quale la cameriera filippina dello yacht sembra imporsi come leader dello strampalato gruppo.

Cosa funziona in Triangle of Sadness

Graffiante e tagliente satira di Ruben Östlund dopo l’inferiore “The Square”. Il gioco è sottile e la prima parte è la migliore, travolgente e irresistibile. Un tripudio all’insegna di un eccesso vorticoso, divertentissimo e a suo modo audace (sarebbe piaciuto a Ferreri questo film), con gettate di vomito e perle aforistiche di saggezza. 

Perché non guardare Triangle of Sadness

Un film di decifrazione non sempre immediata, con una seconda parte più (volutamente) dispersiva, quasi a-narrativa, non sempre perfettamente fruibile. Ad ogni modo, una visione impegnativa di fronte alla quale i neofiti dello stile di Östlund potrebbero (legittimamente?) storcere il naso. Un gusto, insomma, col quale può essere lecito non trovarsi affini.

Una commedia acidissima, orientata a un ribaltamento dei ruoli condotto con indubbia intelligenza. Con grottesca lucidità, il regista riversa contro i suoi personaggi (quindi contro l’umanità tutta) una sfiducia nichilista straniante.

Rispetto al precedente “The Square” (per il sottoscritto un vanitoso e fallimentare esercizio di stile), qui c’è una maggior sicurezza, un maggior equilibrio e un maggior controllo sulla materia trattata. Ad ogni modo non per tutti; sicuramente plausibile di disapprovazione formale.

Il film è uscito al cinema il 26 ottobre con Teodora Film.

Regia: Ruben Östlund Con: Harris Dickinson, Charlbi Dean Kriek, Woody Harrelson, Vicki Berlin, Henrik Dorsin, Zlatko Buric, Dolly De Leon, Iris Berben, Arvin Kananian, Sunnyi Melles, Linda Anborg Anno: 2022 Durata: 149 min. Paese: Svezia Distribuzione: Teodora Film

About Raffaele Mussini

Appassionato di cinema a 360°, bulimico di visioni fin da piccolo. Si laurea in Marketing, per scoprire solo qualche anno più tardi che la sua vocazione è la scrittura. Pubblica così due romanzi e un saggio di cinema, "In ordine di sparizione - Più di duecento film che forse non avete mai visto o che avete dimenticato", edito da Corsiero Editore. Sta lavorando a un quarto libro, ma nel poco tempo libero il cinema combatte duramente per farsi strada e conquistarsi il primato tra le sue passioni. Ama Malick, Scorsese e Mario Bava, tra i tantissimi, con una predilezione per l'horror e per il noir d'altri tempi.

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