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The End We Start From – Il Regno Unito finisce sommerso – Recensione

The End We Start From è l’opera prima di Mahalia Belo (regista di alcuni episodi di serie tv come The Long Song e Requeim) presentata nella categoria Grand Public nella seconda giornata della diciottesima Festa del Cinema di Roma.

Sembra una giornata piovosa come un’altra a Londra, ma dopo qualche ora si comincia a capire che la musica è diversa.

Le precipitazioni sono forti lungo tutto il Regno Unito, e non sembrano voler cessare, tanto che molte città cominciano ad essere evacuate per via dello straripamento dei fiumi, con i suoi abitanti che si dirigono verso rifugi o città dalle altitudini più elevate.

Tra questi sfollati c’è anche una giovane coppia (interpretata da Jodie Comer e Joel Fry) che proprio con l’inizio di questo contemporaneo diluvio universale ha avuto il loro primo figlio, Zeb. Una volta usciti dall’ospedale questa famiglia cerca riparo presso i nonni del piccolo, con la speranza che prima o poi la tempesta finirà…

Cosa funziona in The End We Start From

Dopo alcuni cortometraggi e film per la tv arriva la prima opera cinematografica per Mahalia Belo, che ha deciso di raccontare una storia di fantasia (per la precisione, parliamo del romanzo scritto nel 2017 da Megan Hunter, sceneggiatrice della pellicola insieme ad Alice Birch) ma che ha molte probabilità di diventare realtà in futuro per via dei cambiamenti climatici causati dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione.

Una drammatica Odissea che peggiora minuto dopo minuto, con lo spettatore che comincerà seriamente a dubitare di vedere prima o poi una colomba con un ramoscello d’ulivo nel becco…

Una lotta per la sopravvivenza che vede come principale protagonista la madre, disposta a tutto pur di tenere in vita il proprio bambino. Sarà per molto tempo costretta ad avanzare da sola, ma non sempre, perché oltre al suo compagno profondamente innamorato troverà lungo il percorso persone altruiste disposte ad aiutarla. Come il solitario viaggiatore interpretato da Benedict Cumberbatch (che è anche produttore esecutivo del lungometraggio) o un’altra madre nelle sue stesse condizioni (Katherine Waterston) che le propone di raggiungere un’isola su cui è stata instaurata una comune per poter andare avanti in questa moderna apocalisse.

Un incontro fondamentale per la protagonista non solo per la sopravvivenza di lei e del suo bambino, ma anche per la sua crescita: la paura della morte sia prima che durante la fine del mondo l’ha resa una persona ben poco altruista, così una volta ammessi i suoi problemi decide di fare seriamente qualcosa per cambiare, dicendo addio a una comunità che, come prevedibile, era piena di misantropia e nichilismo.

The End We Start From è dunque risultato un film pieno di messaggi importanti, non solo quelli ambientalisti ma anche umanitari, con una velata critica all’isolazionismo Britannico e che oltre agli attori già citati vede la partecipazione di un altro grande nome come quello di Mark Strong nei panni del nonno di Zeb. Piccolo ruolo, ma decisamente commovente, al pari di quello di sua “moglie” Nina Sosanya.

Perché non guardare The End We Start From

Non ci sono veri motivi per non guardare questo sincero lungometraggio di Mahalia Belo, se non forse per il finale che quasi sicuramente non metterà d’accordo tutti quanti gli spettatori.

Presentato alla Festa del Cinema di Roma il film non ha ancora una distribuzione in Italia.

Regia: Mahalia Belo Con: Jodie Comer, Caterina Waterston, Benedict Cumberbatch, Marco Forte Anno: 2023 Durata: 102 min Paese: Gran Bretagna Distribuzione: nd

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