Home / RECENSIONI / Guerra / The Covenant – Ritchie è tornato più agguerrito che mai – Recensione

The Covenant – Ritchie è tornato più agguerrito che mai – Recensione

The Covenant – Recensione del film di Guy Ritchie con Jake Gyllenhaal e Dar Salim disponibile in esclusiva su Prime Video.

Ebbene, oggi recensiamo il nuovissimo opus di Guy Ritchie (Snatch – Lo strappo, Sherlock Holmes), ovvero The Covenant.

In originale, giustappunto, intitolato Guy Ritchie’s The Covenant. Ritchie, infatti, sentendosi oggi affermato e una firma a suo modo autoriale ed importante, così come avvenuto con John Carpenter, ha voluto apporre il suo “marchio” e il suo nome e cognome perfino nel titolo della sua pellicola per affibbiarne un’indubbia e riconoscibile proprietà, potremmo dire, personale e indivisibile. Probabilmente per non creare ambiguità con altri film chiamati alla stessa maniera o in modo analogo, pensiamo, per esempio, ad Alien: Covenant di Ridley Scott.

Ordunque, specificato ciò, disaminiamone la sua opera. Ritchie è tornato più agguerrito che mai ed è il caso di dirlo, in quanto, stavolta ha deciso di cimentarsi con un film bellico, chissà se bello e, nelle righe a venire, ci enunceremo in merito.

The Covenant dura due ore e tre minuti netti ed è stato scritto dallo stesso Ritchie, a partire da un suo soggetto originale, redatto e sviluppato in script assieme ad Ivan Atkinson & Marn Davies.

È stato generalmente accolto favorevolmente dall’intellighenzia critica d’oltreoceano, riscontrando infatti, sul sito aggregatore di medie recensorie, metacritic.com, la soddisfacente sebbene non eccezionale, valutazione del 63% di critiche positive. A nostro avviso, abbastanza rispecchiante il vero valore del film.

Trama, molto sintetizzatavi per non rovinarvene le sorprese. Peraltro, la vicenda narrataci è molto lineare e non necessita di essere descritta in dettagli futili:

Durante la guerra in Afghanistan, il coriaceo ma umano sergente John Kinley (Jake Gyllenhaal) recluta, come interprete-traduttore, il soldato semplice ed ex meccanico Ahmed (Dar Salim). Il quale, malgrado qualche diffidenza iniziale di Kinley nei suoi riguardi, in virtù del suo fenomenale intuito e della sua buona fede ai valori per cui combatte, via via instaurerà una profonda amicizia con Kinley.

Insieme a quest’ultimo, fuggendo poi fra le montagne in seguito a un’imboscata tesa loro dai talebani che spietatamente li inseguiranno in una serrata caccia sfrenata e mozzafiato. Ahmed salverà la pelle a Kinley che tornerà a casa. Ahmed, invece, ancora ricercato dai talebani, sarà costretto a nascondersi dai nemici. Come andrà a finire?

Cosa funziona in The Covenant

La regia di Ritchie è secca e senza fronzoli, godibilmente ondeggiante fra il naturalistico quasi documentaristico e un impianto strutturale da ex blockbuster d’annata.

Non rinuncia ai suoi classici momenti action scoppiettanti e ripieni di pathos adrenalinico, altresì intrecciandoli a segmenti addirittura poetici e ad alto tasso emozionale.

Ritchie, avvalendosi d’una perfetta e funzionale fotografia di Ed Wild, sa alternare l’azione pura alla melodrammaticità meno retorica, malgrado qualche svolazzo enfatico, intrattenendoci con gusto senza quasi mai scadere nel banale.

Sia Gyllenhaal che Salim, inoltre, sono strepitosi, reggendo quasi interamente da soli il peso d’un film alquanto narrativamente scarno (non è però, in tal caso, un difetto, bensì un pregio in quanto l’asciuttezza della trama è ben riempita filmicamente) in termini di accadimenti mostratici, giocando superbamente di sguardi potenti ed evocativi.

Gyllenhaal si dimostra, nuovamente, straordinariamente fotogenico e carismatico, coi suoi magnetici occhi blu, sebbene il suo personaggio, perlomeno nella prima mezz’ora, risulti indubbiamente antipatico, ma è lo “sconosciuto” Salim a stupirci. Regalandoci una performance da brividi, tutta giocata in sottrazione.

Perché non guardare The Covenant

The Covenant ha pochissimi difetti, a essere sinceri. Se forzatamente volessimo trovarvene qualcuno, potremmo affermare che è un po’ troppo lungo, ripetiamo, data l’essenzialità della storia raccontata, e che, verso la fine, prende una piega tanto insospettata quanto, paradossalmente, più prevedibile di ciò che potemmo presumere.

Nell’eterogeneo cast, Alexander Ludwig, Antony Starr, Jonny Lee Miller ed Emily Beecham nel ruolo della moglie amorevole di Kinley.

Il film è disponibile in esclusiva su Prime Video dal 27 luglio.

Regia: Guy Ritchie Con: Jake Gyllenhaal, Alexander Ludwig, Antony Starr, Emily Beecham, Dar Salim, Jason Wong, Bobby Schofield, Swen Temmel, Fahim Fazli, Sean Sagar, Reza Diako, Hadi Khanjanpour, Gary Anthony Stennette, Sina Parvaneh, Cyrus Khodaveisi, Rhys Yates, Christian Ochoa Lavernia, Jonny Lee Miller, James Nelson-Joyce Anno: 2023 Durata: 123 min. Paese: Gran Bretagna, Spagna Distrubuzione: Prime Video

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

Guarda anche

sugar-recensione-serie-tv

Sugar – Recensione della serie tv con Colin Farrell

Sugar – Recensione della serie tv con Colin Farrell Oggi finalmente recensiamo, dopo averla visionata …

Un commento

  1. Bravissimo Stefano! Ottima recensione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.