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Napoleon – Ridley Scott riscrive la Storia – Recensione

Napoleon: Ridley Scott e Joaquin Phoenix portano al cinema, e successivamente su Apple TV+, epopea di Napoleone Bonaparte.

La storia di come è cominciata l’epopea di Napoleone la conoscono in tanti, ma naturalmente non tutti, soprattutto gli Statunitensi che, come ricordato da Oliver Stone dopo le critiche ad Alexander, “non studiano la storia”.

Così il Napoleon di Ridley Scott comincia con una serie di didascalie che riassumono gli eventi principali della Rivoluzione Francese, per poi mostrarci l’esecuzione di Maria Antonietta.

Con la sua morte si affermò in tutto e per tutto il periodo del Terrore, fermatosi solo con un’altra condanna a morte, quella di Maximilien de Robespierre, ma al tempo stesso da quel momento si rialzarono gli animi dei sostenitori del Re, i quali decisero di organizzare un’insurrezione nel giorno del 13 vendemmiaio anno IV (5 ottobre 1795).

Fu in quella occasione che un ufficiale di ventisei anni di nome Napoleone Bonaparte si fece conoscere fermando, senza pietà, quella folla realista. Da lì in poi questo giovane corso segnerà la storia non solo della Francia ma anche dell’Europa intera, vendendo ricordato non solo per le sue vittorie e sconfitte sul campo di battaglia ma anche per quelle sentimentali.

Cosa funziona in Napoleon

Le prime immagini e video promozionali di questo nuovo lungometraggio diretto da Ridley Scott avevano fin da subito elogiato i costumi scelti per l’occasione e dopo averlo visto in anteprima stampa, non possiamo far altro che confermare pienamente queste impressioni, perché il lavoro di David Crossman e Janty Yates è decisamente una delle cose migliori di Napoleon insieme alla scena della battaglia di Austerlitz, davvero ben diretta e ricca di particolari oltre che di effetti speciali e visivi.

Ottima la versione italiana diretta da Rodolfo Bianchi che vede l’affezionato Adriano Giannini doppiare il protagonista Joaquin Phoenix, insieme a Francesca Manicone (Giuseppina Bonaparte), Francesco Pezzulli (Paul Barras), Alessandro Budroni (Armand Augustin Louis de Caulaincourt), Marina Tagliaferri (Letizia Bonaparte), Davide Perino (Zar Alessandro I), Dario Oppido (Francesco I d’Austria), Massimo De Ambrosis (Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord), Roberto Stocchi (Robespierre) e Gianni Giuliano (Arthur Wellesley, I° duca di Wellington).

Perché non guardare Napoleon

Pochi elementi positivi perché purtroppo quelli negativi sono decisamente superiori, e partiamo da quello che paradossalmente a conti fatti è risultato il meno pesante: la veridicità storica.

Gli errori storici li avevamo già notati con la distribuzione dei trailer, e dopo aver visto il lungometraggio completo ne sono venuti fuori molti altri di più, soprattutto riguardo all’omissione di alcuni eventi e personaggi decisivi, e un casting per quel che riguarda i ruoli secondari e le comparse poco adatto alla realtà storica e sociale di quel periodo (anche se non siamo certo al livello di castronerie del calibro di Bridgerton o Persuasione di Carrie Cracknell l’ambientazione storica di The Last Duel sembra un capolavoro rispetto a Napoleon).

Niente di nuovo non solo da Hollywood ma soprattutto da parte di Ridley Scott: il regista classe 1937 ci ha già abituato a lungometraggi storici pieni di licenze poetiche in favore della spettacolarità della pellicola, grazie a protagonisti carismatici con cui lo spettatore poteva immedesimarsi e a una regia adrenalinica in grado di trattenere quest’ultimo attaccato alla poltrona.

Napoleon non è Il Gladiatore, e questo Bonaparte non è Massimo Decimo Meridio, ma neanche Robin Hood o Baliano di Ibelin, perché non basta la sola battaglia di Austerlitz per impressionare, o la sola scena dell’incontro con il 5° di linea di Grenoble per far provare empatia al pubblico con il protagonista.

Colpa anche dei tempi odierni, che vogliono meno machismo e più introspezione sulle debolezze umane, come abbiamo visto recentemente in Oppenheimer?

Forse era la stessa cosa che voleva fare anche Ridley Scott, peccato che il suo Napoleone a conti fatti non è né carne né pesce, ma solo un personaggio scritto male (anche perché in certi momenti sembra imitare Joker…) in un lungometraggio dal ritmo completamente sbagliato, tanto da far desiderare allo spettatore la fine della visione già dopo soli venti minuti.

Nonostante la patria natia di Ridley Scott, Napoleon non è neanche un film dal punto di vista britannico (altrimenti sarebbe stato fondamentale mostrare la battaglia di Trafalgar) e neanche una storia che vuole ridimensionare Bonaparte agli occhi di coloro che ancor oggi lo idolatrano, anche perché non vengono neanche mostrate alcune cose tanto care agli iconoclasti e ai difensori della cancel culture, come la reintroduzione della schiavitù nelle colonie francese o il codice napoleonico sul matrimonio molto sfavorevole ne confronti del sesso femminile: la critica sul personaggio riguarda quasi essenzialmente la sua sfera sentimentale con Giuseppina.

Il risultato finale è una serie di dialoghi pieni di volgarità e affermazioni quasi del tutto esplicite, senza dimenticare scene di sesso simulato che mostrano appieno i problemi derivanti dal politicamente corretto e dal visto censura: perché la simulazione è molto spinta ma al tempo stesso Vanessa Kirby non mostra mai le sue nudità…

In altre parole, piuttosto che vederle così era meglio non mostrarle affatto, o lasciare tutto a luci spente.

Le cose migliori da fare, se alla fine si decide di andare comunque a vedere Napoleon di Ridley Scott, sono essenzialmente due: recuperare o rivedere opere audiovisive davvero meritevoli e rispettose del personaggio storico come la miniserie televisiva del 2002 con protagonista Christian Clavier, e soprattutto andare a studiare e approfondire il vero Napoleone Bonaparte sui libri di storia.

E forse quest’ultima cosa sarà davvero possibile al meglio delle pessimistiche previsioni, perché oltre al fatto che l’editoria non ha perso tempo (ad esempio, sono già uscite diverse pubblicazioni in edicola su Napoleone) le risposte ignoranti e maleducate di Ridley Scott forse eviteranno un po’ il problema culturale di cui il cinema si è purtroppo troppe volte reso protagonista.

Questo non significa che ogni lungometraggio debba essere fedele come un documentario (i quali purtroppo al giorno d’oggi lo sono anche loro sempre di meno, basta pensare al Cleopatra di Netflix…): un regista ha il diritto di utilizzare delle licenze poetiche per le sue storie, ma al tempo stesso non sarebbe male se a fine film si mettesse a riassumerle per venire incontro allo spettatore meno erudito, e soprattutto non dovrebbe in alcun modo prendersela con gli storici che non solo si limitano a fare il loro lavoro ma anche e soprattutto ad enunciare la verità conosciuta.

Il film è al cinema dal 23 Novembre con Eagle Pictures per Sony Pictures.

Regia: Ridley Scott Con: Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Rupert Everett, Mark Bonnar, Paul Rhys, Ben Miles, Youssef Kerkour, Hannah Flynn, Mamie Barry, Ryan Mann, Scott Caine, Ludivine Sagnier, Ian McNeice, John Hollingworth, Jonathan Barnwell, Scott Handy, Phil Cornwell, Gavin Spokes, Edouard Philipponat, Harry Taurasi, Thea Achillea, Arthur McBain, Rowena Bentley, Richard Leeming, Paul O’Kelly, Paul Riddell, Ed Eales White, Brian Rodger, Michael J. Fellows, Audrey Marie Bartolo Anno: 2023 Durata: 158 min. Paese: USA, Gran Bretagna Distribuzione: Eagle Pictures

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Un commento

  1. A proposito della cancel culture e ancor più STUPIDA WOKE culture ,perchè non sei completo ,ignorante , Napoleone ha introdotto stipendio e meritocrazia nell’esercito da qui la sua formidabile Armeè in cui un soldato poteva diventare generale !! Ha inventato e o introdotto tra le tante la suddivisione dell’esercito in divisioni : cioè ogni divisione appunto era formata da cavalleria ,fanteria e artiglieria che a quei tempi viaggiavano SEPARATAMENTE e che poteva combattere indipendentemente e da sola alla bisogna !! Inutile dire come sono organizzati gli eserciti oggi : in divisioni appunto ! Ha inventato e introdotto nonchè promosso gli istituti tecnici per i figli delle famiglie meno ricche che cmq volevano formarsi fino ad un certo grado di cultura e diventare geometri , e personale del genio militare e civile che aiutò l’esercito e risollevò la Francia , senza parlare della strategia militare Austerlitz da sola vale una vita e Waterloo non è neanche mezza vittoria in confronto !!! E tu la butti subito su due leggi del Codice non favorevole alle donne fammi capire genio in quale paese in quell’epoca le donne avevano pari diritti nell’Impero inglese nella Spagna dei Borboni ? Ma fammi il piacere , poi la schiavitù perchè l’Impero inglese che si estendeva sul 25% del globo non aveva forme di servitù che poco si differenziavano dalla schiavitù ? Siamo seri su !!
    Non giudico il tuo giudizio cinematografico , MA LA STORIA LASCIALA PERDERE O STUDIA PERCHE’ SEI PEGGIO DI RIDLEY SCOTT

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