Home / RECENSIONI / Commedia / La Guerra del Tiburtino III – Invasioni aliene e periferia romana – Recensione

La Guerra del Tiburtino III – Invasioni aliene e periferia romana – Recensione

La Guerra del Tiburtino III è il nuovo film di Luna Gualano, regista di Go Home – A casa loro, che in questa occasione attraverso la parodia dei film sulle invasioni aliene parla non solo dei problemi della periferia romana ma anche della chiusura mentale di molti dei suoi cittadini.

Al Tiburtino III, quartiere periferico di Roma, tutto cambia la notte in cui un meteorite atterra misteriosamente su uno dei suoi cortili, perché questa roccia spaziale al suo interno trasportava una creatura aliena insettoide.

Quest’ultima viene subito a contatto con uno degli abitanti locali (Paolo Calabresi), il quale cambia radicalmente da quel momento in poi. Da uomo tranquillo diventa presto il leader del Tiburtino III, convincendo i suoi vicini di casa a chiudere il quartiere dal resto della Capitale con delle barricate.

La scusante è quella politica e sociale, ma in realtà è comandato dalla regina degli alieni, che vuole partire dal Tiburtino III per conquistare il mondo. Purtroppo per gli extraterrestri alcuni giovani del quartiere, come Pinna (Antonio Bannò), Panettone (Federico Majorana) e Chanel (Francesca Stagnì) mangiano pian piano la foglia, e così parte la loro missione per salvare non solo il Tiburtino III ma il mondo intero.  

Cosa funziona ne La guerra del Tiburtino III  
 
Prodotto dai Manetti Bros. (i registi della trilogia di Diabolik), Carlo Macchitella e Pier Giorgio Bellocchio, La guerra del Tiburtino III è il nuovo film di Luna Gualano che riprende lo stile e l’ambientazione del suo precedente lavoro, Go Home – A casa loro, solo che invece degli zombie stavolta abbiamo gli alieni, e non parliamo di extraterrestri armati di pistole laser come in Mars Attacks! ma di parassiti che controllano il corpo e la mente umana: bastano dunque pochi minuti per far capire all’appassionato cinefilo che questa storia fantascientifica si ispira soprattutto a L’invasione degli ultracorpi del 1956 di Don Siegel.

Quest’ultimo è stato per anni protagonista di diversi dibattiti, dato che ci sono state persone che lo hanno interpretato come una parabola anticomunista ma anche individui che lo hanno considerato come antimaccartista. Don Siegel anni dopo ha commentato affermando che non era sua intenzione parlare di politica ma solo attaccare un’abulica concezione della vita. Discorso già diverso per quel che riguarda La guerra del Tiburtino III, perché la regista Luna Gualano in occasione delle interviste rilasciate durante la presentazione del film (avvenuta durante la diciottesima Festa del Cinema di Roma grazie alla sua collaborazione con Alice nella città) ha affermato che questo suo ultimo lungometraggio è una metafora per criticare la chiusura mentale delle persone, e di diffidare di coloro che decidono di alzare muri.

Un film contenente diversi messaggi sociopolitici importanti (comprese le critiche alle credenze religiose e al mondo dei social network) ma La guerra del Tiburtino III è soprattutto una geniale commedia che ci ricorda molto Lo chiamavano Jeeg Robot per via della sua ambientazione romanesca ma anche la saga di Ghostbusters – Acchiappafantasmi quando i giovani trovano un modo davvero particolare di liberare gli abitanti del Tiburtino III dal controllo degli alieni.  

Tante grasse risate dovute non solo alla convincente regia e sceneggiatura (insieme ad Emiliano Rubbi) di Luna Gualano, ma anche alla bravura degli interpreti scelti per l’occasione

Paolo Calabresi si dimostra ancora una volta a suo agio nel ruolo dell’antagonista dopo il contemporaneo Diabolik – Chi sei?, mentre sono state molto divertenti le caratterizzazioni dei personaggi di Paola Minaccioni, Antonio Bannò (giovane attore che abbiamo avuto modo di conoscere bene grazie a Vita da Carlo), Federico Majorana (il suo Panettone scatena ilarità anche solo con il suo sguardo assente) e Sveva Mariani, e poi La guerra del Tiburtino III ci offre un sacco di piccoli ma importanti camei.

Non solo i produttori Pier Giorgio Bellocchio, Antonio Manetti e Marco Manetti, ma anche il giornalista, saggista e regista Giuseppe Pollicelli nei panni di un conduttore del TG locale e soprattutto l’amichevole partecipazione del grande attore e doppiatore italiano Francesco Pannofino, semplicemente la ciliegina sulla torta grazie alla sua mimica facciale e al suo meraviglioso talento comico.

Perché non guardare La guerra del Tiburtino III 

Film divertente ma che più di una persona potrebbe trovare un minimo controverso, perché Pinna, il principale protagonista di questa storia interpreta tra le altre cose il ruolo dello spacciatore, e La guerra del Tiburtino III oltre a non condannare sembra addirittura minimizzare il problema dello spaccio e della tossicodipendenza.  

La guerra del tiburtino III è al cinema da giovedì 2 novembre 2023 grazie alla distribuzione di Fandango.

Regia: Luna Gualano Con: Antonio Bannò, Sveva Mariani, Paolo Calabresi, Paola Minaccioni, Federico Majorana, Francesca Stagnì, Carolina Crescentini, Giulia Gualano, Francesco Pannofino, Pier Giorgio Bellocchio, Alessio De Persio, Giulia Ricciardi, Aurora Calabresi, Veronika Logan, Giuseppe Pollicelli Anno: 2023 Durata: 91 min. Paese: Italia Distribuzione: Fandango  

About Valerio Brandi

Guarda anche

if-gli-amici-immaginari-recensione-film-copertina

IF – Gli amici immaginari – John Krasinski dirige Ryan Reynolds in un film per tutti – Recensione

IF – Gli amici immaginari: Un film per tutta la famiglia diretto da John Krasinski, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.