Home / RECENSIONI / Azione / Heart of Stone – Recensione del film Netflix con una combattiva Gal Gadot

Heart of Stone – Recensione del film Netflix con una combattiva Gal Gadot

Heart of Stone – Recensione del film Netflix diretto da Tom Harper con protagonisti Gal Gadot, Jamie Dornan, Alia Bhatt, Sophie Okonedo e Matthias Schweighöfer.

Ebbene, oggi recensiremo l’interessante, sebbene non di certo eccezionale e poco originale, Heart of Stone, da venerdì scorso distribuito su Netflix, avente come protagonista assoluta la bella e affascinante Gal Gadot (Assassinio sul Nilo, Wonder Woman).

Heart of Stone, da non confondere col similare titolo del film, da noi rimasto inedito, Hands of Stone con Édgar Ramírez e Robert De Niro, è diretto da Tom Harper, dura due ore e tre minuti netti ed è sceneggiato da Allison Schroeder e Greg Rucka, quest’ultimo anche autore della storia alla base della spionistica vicenda narrataci.

Heart of Stone, onestamente, sta ricevendo critiche perlopiù negative e non sta riscontrando, giustappunto, pareri lusinghieri. Noi, invece, naturalmente vi diremo la nostra opinione, scevra da qualsivoglia condizionamenti altrui e fuorvianti. Secondo la stringata sinossi riportataci da Netflix stesso, eccone la trama sintetizzata in pochissime righe:

Un’agente segreta di una misteriosa agenzia per il mantenimento della pace globale prova a impedire a un hacker di rubare l’arma più preziosa e pericolosa.

L’hacker in questione chi è? Un uomo o una donna?

Spetterà a voi scoprirlo durante la visione. La donna, invece, sotto copertura e mercenaria al soldo del suo padrone che l’ha recuperata, addestrandola, e permessole di emanciparsi dal suo ribelle passato ostico, è incarnata da Gal Gadot, si chiama Rachel Stone e dunque il titolo di tale pellicola ha una doppia valenza espressiva e simbolica.

Anzi, per l’esattezza, senza compiere spoiler disdicevoli, è interpretabile secondo tre diversi significa(n)ti poiché il cuore, così viene denominato, rappresenta anche una sorta di centrale operativa e misteriosa in grado di controllare gli equilibri planetari del mondo.

Stone è inoltre, ovviamente, il cognome della nostra protagonista femminile, mentre Heart of Stone, tradotto letteralmente, significa cuore di pietra.

Espressione di solito spregiativa che a sua volta, ivi, assume una connotazione metaforica e non propriamente negativa, cioè designa il cuore induritosi di una persona emozionalmente molto esperitasi aspramente per colpa di un’esistenza disagevole, divenuta esperta di tecniche di guerriglia, un maschiaccio e potente femmina specializzatasi nel corpo a corpo temerario che forse però, dietro la sua scorza da donna Rambo, cela molte fragilità ed è psicologicamente più tenera di ciò che vorrebbe apparire e più sensibile di quel che, a prima vista, potremmo superficialmente desumere scioccamente.

L’incipit è ottimamente girato e adrenalinico, poi inizia un altro preambolo, dunque, a circa mezz’ora addirittura dall’inizio, teso e incalzante, in modalità, potremmo dire, mutuata dalla saga di Mission: Impossible, sfrecciano e scorrono veloci i titoli di testa fumettistici, graficamente molto efficaci.

Immediatamente a seguire, veniamo catapultati nel vivo, giustappunto, della suddetta missione altamente complicata e ad alto tasso di rischiosità totale.

Ove la nostra eroina Stone è coadiuvata dalla sua equipe assomigliante all’A-Team, composta da colleghi e/o fidi ed egregi aiutanti nel portar a termine l’ardua impresa in cui tutti assieme, congiungendo le forze, si stanno imbattendo e per cui combatteranno secondo gli studiati piani, più che altro, possibilmente sperando di uscirne, oltre che vincitori, illesi.

S’imbatteranno, come da copione in senso lato, in molteplici sorprese messe sia in preventivo che, paradossalmente, al di fuori dei loro calcoli ed aspettative. Probabilmente, qualcuno non è chi diceva di essere, tradirà gli accordi e, all’improvviso, diverrà un inaspettato doppiogiochista pusillanime e bastardo?

Cosa funziona in Heart of Stone

Le scene d’inseguimento automobilistico sono notevoli, malgrado scopiazzino lo stile di molte altre pellicole storiche e cinematografiche, indubbiamente, superiori, quali, per esempio, Ronin di John Frankenheimer. Altrettanto spettacolari sono le sequenze, sotto ogni punto di vista, esplosive, sia dinamiche che dinamitarde.

Perché non guardare Heart of Stone

Piuttosto convenzionale, anzi, completamente insulso nel suo intreccio, sì, ingarbugliato eppur al contempo banale e telefonato, con dialoghi mosci, tagliato con l’accetta nell’approfondimento caratteriale dei personaggi, soprattutto sul versante di quelli secondari e degli antagonisti primari, tecnicamente infallibile e realizzato impeccabilmente ma privo di vero e grintoso mordente pugnace, Heart of Stone è, nel suo complesso, al di là dell’impianto financo visivo e fotografico a cura di George Steel, floscio e in gran parte dimenticabile.

Sebbene, a tratti piacevolmente guardabile e, ripetiamo, coinvolgente sul versante prettamente inerente le sue scene action.

Cast di facce non sempre azzeccate in cui oltre alla bella, malgrado forse ivi un po’ antipatica, Gadot, sfilano i volti di Jamie Dornan nel ruolo di Parker, Jing Lusi in quello di Theresa Yang, Matthias Schweighöfer, alias Jack of Hearts, Alia Bhatt in quello di Keya Dhawan e Sophie Okonedo nella parte del capo di Stone.

Il film è disponibile in esclusiva su Netflix dall’11 Agosto 2023.

Regia: Tom Harper Con: Gal Gadot, Jamie Dornan, Sophie Okonedo, Matthias Schweighöfer, Alia Bhatt, Archie Madekwe, Jing Lusi, Enzo Cilenti, Paul Ready, Jon Kortajarena, Andy M Milligan, Alfredo Tavares, Pierre Bergman, Jónas Alfreð Birkisson, Helga Kristín Helgadóttir, Lanre Malaolu, Md Anan Islam, Gunnar Bersi Björnsson, Luca Fiamenghi, Elma Dís Davíðsdóttir Anno: 2023 Durata: 122 min. Paese: USA Distribuzione: Netflix

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

Guarda anche

la-morte-e-un-problema-dei-vivi-recensione-film-copertina

La morte è un problema dei vivi – Una commedia noir dalla Finlandia – Recensione

La morte è un problema dei vivi: In sala il film di Teemu Nikki, passato …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.