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Great Freedom – Recensione del Film con Franz Rogowski in esclusiva su MUBI

Great Freedom: premiato al Torino Film Festival e all’European Film Awards e selezionato per rappresentare l’Austria agli oscar 2022, sbarca su MUBI l’emblematica storia di un omosessuale passato dai lager nazisti alle prigioni della Germania dell’Est.

Hans Hoffmann (Franz RogowskiFreaks Out), sopravvissuto all’Olocausto, ha vissuto una vita di persecuzioni a causa della sua omosessualità. Una vita fatta di campi di concentramento prima e di prigioni dopo visto che la Germania dell’Est ha continuato a perseguire i gay come criminali per decenni dopo la seconda guerra mondiale.

Una vita passata in cattività che però non ha fermato Hans nella sua ricerca di una vita sentimentale significativa ma che comunque ha segnato indelebilmente l’esistenza di chi come lui ha fatto una esperienza tanto prolungata di prigionia e di esclusione sociale.

Cosa funziona in Great Freedom

Sicuramente la prima chiave di lettura di Great Freedom è riconducibile al prezioso lavoro di diffusione delle terrificanti pratiche persecutorie praticate nella civile Europa fino a pochi decenni fa e che putroppo sono ancora in uso in troppi paesi del mondo. Great Freedom tuttavia è anche una riflessione estremamente contemporanea sulla esperienza della detenzione.

Una riflessione in linea con la nota teoria sociologica dell’etichettamento, elaborata dalla famosa scuola di Chicago oltre mezzo secolo fa, che evidenzia come la costruzione della identità criminale sia qualcosa a cui la società e le istituzioni, attraverso la segregazione e lo stigma sociale, partecipino attivamente anche se spesso non coscentemente.

L’etichettamento è quindi una delle chiavi di lettura di questa toccante pellicola che evidenzia come, al di là della follia di considerare l’omosessualità come una pratica da perseguire, i percorsi di detenzione siano di fatto completamente fallimentari nel momento del reintegro in società ed esprimano solo il feroce rifiuto delle società, anche quelle che si considerano avanzate, di tutto ciò che è considerato deviante o addirittura solo sgradevole.

Great Freedom esprime magistralmente attraverso l’occhio cinematografico come l’esperienza della detenzione sia spesso talmente deflagrante al livello psicologico e sociale da rendere impossibile la vita al di là delle sbarre portando spesso coloro che ne fanno esperienza a mettere in atto comportamenti autodistruttivi volti a tornare dentro e nei casi più estremi autolesionistici.

Perché non guardare Great Freedom

Duro e realista, non è sicuramente una pellicola per tutti ma la sua visione potrebbe essere utile per aprire la propria mente e il proprio cuore alle diversità.

Great Freedom è in uscita in esclusiva su MUBI dal 27 gennaio.

Regia: Sebastian Meise Con: Franz Rogowski, Georg Friedrich, Anton von Lucke, Thomas Prenn, Johannes Cramer, Ulrich Fassnacht, Alfred Hartung, Klaus Huhle, Andreas Patton, Joachim Schönfeld Anno: 2021 Durata: 116 min. Paese: Austria Distribuzione: MUBI

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