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Comandante – Recensione del film di Edoardo De Angelis con Pierfrancesco Favino

Comandante: Recensione del film di Edoardo De Angelis con Pierfrancesco Favino scelto come film d’apertura della 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Orsù, l’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha presentato in apertura, precisamente nella giornata del 30 agosto, Comandante, opus firmato da un ispirato e accorto Edoardo De Angelis, un gran bel film italiano, apprezzato dall’intellighenzia critica e giustamente applaudito alla fine della sua presentazione anche dal pubblico, lieto d’accogliere una pellicola forse non eccezionale, di certo difettosa, retorica e patriottica, eppur al contempo, così come prossimamente esplicheremo, avvincente, corposa e filmicamente poderosa, soprattutto sincera ed emozionante, a tratti vertiginosa e ricolma d’acuti sorprendenti da pelle d’oca.

De Angelis, oltre a esserne il regista, n’è sceneggiatore assieme allo scrittore Sandro Veronesi che è l’autore dell’omonimo romanzo originario, edito da Bompiani.

Comandante è un film della notevole durata, giammai noiosa, fluida e scorrevole, di 155 min. netti, la cui trama ivi sinteticamente v’enunciamo di saliente brevità esaustiva per non sciuparvene le sorprese entusiasmanti:

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il realmente esistito capitano di corvetta della Regia Marina, di nome Salvatore Todaro, incarnato da un eccellente Pierfrancesco Favino (L’ultima notte di amore), temerariamente naviga, a capo del robusto sommergibile Comandante Cappellini, in quel delle insidiose e burrascose acque oceaniche dell’Atlantico col suo affiatato e personalmente selezionato equipaggio, ovverosia un’eterogenea ciurma colorita, ripiena d’italianissimi, spesso ridanciani, marinai provenienti da ogni parte dello Stivale, le cui divertenti parlate esuberanti sono soventemente vernacolari e assai spontanee.

In particolar modo quella del corallaro di Torre del Greco, alias Vincenzo Stumpo (un corrusco Gianluca Di Gennaro), all’inizio uno sbruffone che però dimostrerà presto il suo virile coraggio indomito, forse sacrificandosi in un’impresa fortemente rischiosa, memorabile e degna di chi, in virtù del suo limpido animo innatamente puro, è un uomo che, al di là del suo carattere brusco e dei suoi modi spocchiosi, si rivela di grande valore, specialmente umano.

Al che, Todaro e la sua flotta, fra cui peraltro si distinguono il navigato, è il caso di dirlo, Vittorio Marcon (Massimiliano Rossi) e il simpaticissimo, partenopeo cuoco Gigino Magnifico (Giuseppe Brunetti), s’imbattono in un piroscafo belga, il Kabalo, finito alla deriva e con a bordo dei passeggeri condannati a morte dall’esercito nemico.

Todaro, spericolatamente e in barba agli imperiosi e tirannici ordini disumani impartitigli dai suoi superiori, carica gli uomini del Kabalo sull’imbarcazione da lui capitanata. Navigandone coraggiosamente assieme per tre interminabili giorni e notti tempestosi e pericolosi in cui la vita di tutti sarà messa duramente alla prova.

Riusciranno, come si suol dire, i nostri eroi a sopravvivere e gli uomini del Kabalo giungeranno a destinazione sani e salvi?

Cosa funziona in Comandante

Dopo un lento e apparentemente anacronistico, di primo acchito, perfino ridicolo, incipit oggettivamente sbilanciato nel quale, addirittura, De Angelis può negativamente ricordarci stilisticamente Tinto Brass, mostrandoci in modo kitsch e d’effetto flou non necessario le armoniche grazie del dolce seno di Silvia D’Amico che interpreta Rina, la moglie di Todaro, e dopo siparietti cabarettistici poco in sintonia con una stoica vicenda d’amore picaresca e di sfrenato cuore avventuroso, Comandante prende grandiosamente il largo ed emotivamente ci incendia bellicosamente.

Ardendoci dentro e toccandoci l’anima in non poche occasioni e illuminandoci, financo visivamente, con abbaglianti, splendide luci e ombre fotografiche a cura d’un superbo Ferran Paredes Rubio.

Favino giganteggia da leone, naturalmente anche attoriale, offrendoci una gigionesca performance, altresì misurata e di gran classe, che sa sempre fermarsi al momento giusto, mitigando repentinamente l’enfatico istrionismo sul nascere con una calibrazione recitativa di pregiata fattura stimabile.

Parimenti molto efficaci e sentite le trascinanti prove di Johan Heldenbergh nei panni di Georges Vogels & del nostro Arturo Muselli nel ruolo di Danilo Stiepovich.

Cosa non funziona in Comandante

È innegabile che Comandante sia un film, come sopra dettovi, scollato narrativamente e non esente da molte pecche poiché, in primis, aderisce un po’ fastidiosamente al retorico motto “italiani brava gente”, è qua e là carente dal punto di vista prettamente spettacolare, anche per colpa d’un budget che, pur sostanzioso per via dei lodevoli sforzi produttivi e l’utilizzo dello sfarzoso sommergibile d’epoca già usato in U-571, non può onestamente e, figurativamente intendendoci, battagliare e competere con armate, non navali e da guerrafondai, bensì sol cinematografiche, di più ampia ed incisiva portata gigantesca.

Ciononostante, è un film egregio e dal vigoroso impatto emozionale davvero inaffondabile e infallibile.

Il film uscirà prossimamente al cinema con 01 Distribution.

Regia: Edoardo De Angelis Con: Pierfrancesco Favino, Massimiliano Rossi, Johan Heldenbergh, Arturo Muselli, Silvia D’Amico, Giuseppe Brunetti, Gianluca Di Gennaro, Pietro Angelini, Johannes Wirix, Lucas Tavernier, Mario Russo (II), Giustiniano Alpi, Giorgio Cantarini, Tim Daish, Arianna di Claudio, Luca Chikovani, Giulio Greco, Giuseppe Lo Piccolo, Olivier Langhendries, Alessandro Bandini, Giacomo Bottoni, Andrea Ferrara, Francesco Cancellotti, Cecilia Bertozzi Anno: 2023 Durata: 120 min. Paese: Italia Distribuzione: 01 Distribution

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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2 commenti

  1. Una volta di più sottolineo che la “CONVINCENTE ED AVVINCENTE” disamina recensiva dell’amico Stefano Falotico , mi desta maggior interesse del film stesso. … Già nel trailer dove qualcuno afferma “Affonderemo il ferro nemico senza pietà” con una recitazione degna di RIN TIN TIN ( con rispetto per quest’ultimo), c’è qualcosa che non mi convince.

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