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Bussano alla Porta – Shyamalan bussa alla porta degli spettatori per riportarli in sala – Recensione

Bussano alla Porta: Con l’adattamento cinematografico del romanzo del 2018 La casa alla fine del mondo (The Cabin at the End of the World) scritto da Paul G. Tremblay, M. Night Shyamalan, riporta in sala il suo cinema fatto di tensione e sapiente utilizzo della materia cinematografica. Un film che trasuda Shyamalainismo.

La rilassante e bella vacanza di una famiglia felice, composta da una coppia di uomini e una bambina, viene sconvolta e rovinata da 4 misteriosi individui che senza nessun preavviso si presentano alla loro porta e irrompono nelle loro vite. Che cosa vogliono e perchè hanno scelto proprio loro?

Cosa funziona in Bussano alla Porta

M. Night Shyamalan torna al cinema con il suo secondo lungometraggio prodotto direttamente da Universal Pictures, confezionando con il suo classico stile, una pellicola che impone al pubblico uno spettacolo composto da tensione, quesiti da risolvere e spiritualità.

Spiritualità, ideologie, fede e credibilità nell’inspiegabile da sempre temi portanti della filmografia del regista indiano naturalizzato statunitense, che da sempre conduce per mano i suoi spettatori alla scoperta dell’importanza delle scelte che ognuno di noi è chiamato a fare nella propria esistenza, anche in situazioni disperate o impossibili come quelle dei suoi film.

Siamo tutti capaci di fare cose orribili in alcune situazioni ma anche di fare cose meravigliose.

M. Night Shyamalan in conferenza stampa a Roma

Con questa sua ultima fatica Shyamalan affronta la fine del mondo, ponendo nelle mani di pochi individui il suo destino. Siamo capaci di rinunciare al nostro benessere per il bene della comunità? Un concetto che dal 2019 abbiamo affrontato con l’arrivo della pandemia.

Il Covid19 ci ha fatto capire che siamo tutti vulnerabili, non solo in senso biologico. Ma ancor di più in senso emotivo. Un estraneo ha potere sulla vita dei nostri genitori o figli.

M. Night Shyamalan in conferenza stampa a Roma

Un cinema, quello del regista de “Il Sesto Senso“, come già scritto forgiato sulla tensione caratterizzata dagli avvenimenti sullo schermo, centellinati e creati ad arte. Una conoscenza del mezzo cinematografico che pochi altri autori contemporanei hanno saputo mettere così magificamente in mostra. Uno stile personale riconosciuto come un vero marchio di fabbrica.

Buone le prove del cast soprattutto di un superlativo Dave Bautista. Spassoso il cameo del nostro Shyamalan in veste di sponsor per una televendita di friggitrici ad aria. Probabilmente uno dei segni dell’apocalisse.

Perché non guardare Bussano alla Porta

Il problema con il cinema di Shyamalan è sempre lo stesso. La confezione della tensione è talmente ben elaborata che spesso ci si aspetta, si pretende, un Twist finale che sia caratterizzato dalla stessa efficacia con la quale viene vissuto il resto del film. Questo anche e soprattutto in virtù delle prime opere dell’autore che hanno regalato finali spiazzanti al suo pubblico.

Guardo spesso le proiezioni dei miei film in sala con il pubblico per controllare che la gente non vada in bagno. Non dovresti essere in grado di poterci andare

M. Night Shyamalan in conferenza stampa a Roma

La realtà è che Shyamalan è molto più interessato alla realizzazione del contenuto, alle reazioni che il suo pubblico riceve durante la visione, che alla risoluzione finale.

Personalmente consigliamo a tutti la visione del film tuttavia ponderate bene il vostro approccio al cinema dell’autore. Se lo amate in Bussano alla Porta troverete tutto quello che vi aspettate da lui.

Uomo avvisato mezzo salvato.

Il film è al cinema dal 2 febbraio con Universal Pictures.

Regia: M. Night Shyamalan Con: Dave Bautista, Jonathan Groff, Ben Aldridge, Nikki Amuka-Bird, Kristen Cui, Abby Quinn, Rupert Grint, William Ragsdale, Mike Wilson Anno: 2023 Durata: 100 min. Paese: USA Disribuzione: Universal Pictures

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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