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Barbie – Anche le bambole hanno dei sogni – Recensione

Barbie: Ora in sala il film sulla bambola di Mattel, diretto da Greta Gerwig, che sta completamente monopolizzando le attenzioni del pubblico. Oltre 10 milioni di Euro in meno di una settimana, con folle oceaniche di spettatori che arrivano in sala con tanto di look pink, ha conquistato il boxoffice Italiano e ovviamente quello internazionale.

Vivere a BarbieLand vuol dire essere perfetti in un luogo perfetto. Ogni giorno le Barbie (Margot Robbie) si svegliano, vanno in spiaggia e festeggiano fino a tarda notte. In questo paradiso cosa può succedere se disgraziatamente una di loro attraversa una crisi esistenziale?

Cosa funziona in Barbie

Divertente, musicale e colorato, il film diretto da Greta Gerwig (Piccole Donne), e anche scritto dalla stessa insieme al compagno Noah Baumbach, è un concentrato di cultura pop e interessanti riflessioni sul ruolo del genere femminile.

Etichettato da molti come film femminista e sessista, è in realtà un’intelligente rappresentazione delle tematiche femminili ma anche una satira nei confronti dell’uomo e del consumismo.

Sicuramente l’argomento più rappresentativo e affrontato è quello rivolto alle quota rosa, del resto la Gerwig è tra le registe più attive verso la sensibilizzazione sulla questione femminile, ciò nonostante la sceneggiatura non dimentica di stuzzicare con intriganti frecciatine anche su altri temi. Addirittura citando se stessa come quando ironizza su di un possibile film di Ken della stessa Warner Bros..  

Oggettivamente è molto facile travisare i messaggi. Del resto il biondissimo Ken, interpretato da Ryan Gosling (La La Land), è per buona parte la rappresentazione maschile del biondo scemo.

Non fermatevi alla superfice, la sua caratterizzazione è molto sofisticata tanto da diventare quasi il vero protagonista, grazie anche alla prova magistrale dello stesso Gosling. Una performance capace di rendere quasi marginale la performance di una splendida Margot Robbie (Babylon).

Ricco di citazioni e con un cast stellare, Barbie, è assolutamente la commedia più fresca di questa caldissima estate.

Perché non guardare Barbie

Come sempre non è tutto “Rosa” quello che luccica. Chiaramente è un prodotto di una major cinematografica, realizzato su commissione e in collaborazione con un’azienda di giocattoli.

Il primo pensiero della produzione è incassare e il film sotto questo aspetto ha vinto la sua scommessa. Non è un capolavoro, è un’operazione per molti aspetti paracula.

Il continuo ripetersi degli stessi messaggi per tutta la durata della pellicola è può suonare stucchevole. Alcune riflessioni meno inerenti al mondo rosa sono solo abbozzate e alcuni personaggi vengono sfruttati marginalmente.

Il fingere, per la quasi totalità del film, che la Barbie non è stata spesso questione di aspra discussione tra le femministe suona un po’ come mettere la testa sotto la sabbia.

Scelta che ritroviamo anche nel finale in cui, con un discorso da latte alle ginocchia, si cerca di riabilitare completamente l’immagine di Ruth Handler, la creatrice di Barbie, un’imprenditrice controversa che ha avuto diversi problemi con il fisco, e non solo, a causa del successo della suddetta bambola.

Il film è al cinema dal 20 luglio con Warner Bros. .

Regia: Greta Gerwig Con: Margot Robbie, Ryan Gosling, America Ferrera, Kate McKinnon, Michael Cera, Ariana Greenblatt, Issa Rae, Rhea Perlman, Will Ferrell, Simu Liu, Kingsley Ben-Adir, Emma Mackey, Hari Nef, Helen Mirren, John Cena, Ritu Arya, Alexandra Shipp, Dua Lipa, Emerald Fennell, Scott Evans (II), Connor Swindells, Jamie Demetriou, Ncuti Gatwa, Nikkita Chadha, Marisa Abela, Sharon Rooney, Caroline Wilde, Ana Kayne, McKenna Roberts, Deb Hiett, Oliver Vaquer, Manuela Mora, Oraldo Austin, Kathryn Akin Anno: 2023 Durata: 114 min. Paese: USA Distribuzione: Warner Bros Italia

About Davide Belardo

Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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