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Adagio: Preneste brucia – Recensione del nuovo film di Stefano Sollima

Adagio è il nuovo film diretto da Stefano Sollima, il quale con l’aiuto di Stefano Bises in fase di sceneggiatura chiude al meglio la “trilogia della Roma criminale” dopo Romanzo criminale – La serie e il film Suburra del 2015.

Sembra una notte come tante per il giovane Manuel (Gianmarco Franchini), pronto per andare a spassarsela in discoteca, ma il posto dove alla fine si reca è diverso dal solito.

Palazzo altolocato, e su ingresso ristretto, non solo perché è pieno di sesso, droga e rock’n’roll ma anche perché vi partecipa un pezzo grosso della politica italiana.

Manuel non è andato lì davvero per divertirsi ma per provare ad incastrare quel politico per conto di alcuni carabinieri in borghese. Purtroppo, qualcosa va storto e preso dal panico decide di recarsi da un vecchio amico di suo padre… conosciuto da molti con il nome di Polniuman (Valerio Mastandrea).

Riuscirà questo ex-membro della Banda della Magliana a salvarlo dai piedipiatti che lo vogliono prendere perché ormai ha visto troppe cose?

Cosa funziona in Adagio

Terzo e a quanto pare ultimo capitolo della “trilogia della Roma criminale”, anche perché questa è proprio una storia che sa tanto di “ultima missione” per questi ex-membri della banda della Magliana, tutti ormai relegati da tempo a una vita defilata e nascosta per via di problemi derivanti dall’età o di salute, così come il finale ci fa pensare in un certo senso al fatto che c’è speranza che il cerchio si spezzi prima o poi.

Epilogo speranzoso anche perché è in linea con tutti i principali protagonisti di questa storia, i quali non si possono certo definire bidimensionali: Manuel a prima vista può apparire come lo stereotipato bullo da scuola superiore, a cui interessa solo divertirsi e guadagnarsi da vivere solo in maniera illegale, ma in realtà ha già la maturità di prendersi cura di suo padre (Toni Servillo) affetto da demenza senile.

Vasco (Adriano Giannini) è un carabiniere corrotto e senza scrupoli ma al tempo stesso un buon padre con i suoi figli, così come Polniuman e Cammello (Pierfrancesco Favino) non ci mettono molto nel prendere la decisione giusta, ossia aiutare Manuel a finire fuori dai guai, perché è un ragazzo che potrebbe essere loro figlio e sanno fin troppo bene che deve stare il più possibile lontano da questo mondo marcio e corrotto che continua incessantemente a bruciare.

Il fuoco è un altro protagonista di Adagio, sia metaforicamente ma soprattutto letteralmente, perché la Roma periferica che arde continuamente ed è rallentata da continui blackout è una realtà ricorrente, soprattutto negli ultimi anni. Stefano Sollima ci mostra dunque anche una Roma un po’ inedita al cinema, quella tra via Casilina vecchia e Largo Preneste, con la sopraelevata che torna al centro dello schermo come ai tempi del primo Fantozzi.

Se le location sono decisamente reali, la messa in scena di molti dei suoi protagonisti è stata resa unica ed incredibile grazie alla “magia” del trucco e parrucco.

Pierfrancesco Favino è letteralmente irriconoscibile non solo con questa inedita pelata ma anche con un fisico che mette in mostra la sua antica forza ma anche l’attuale grave stato di salute, mentre le lenti a contatto hanno trasformato sia Valerio Mastandrea che Adriano Giannini: per quel che riguarda il primo hanno reso credibile la cecità del suo personaggio, mentre per il secondo sono state in grado di mettere in mostra maggior cattiveria ed implacabilità.

Adagio è dunque un film criminoso davvero riuscito, ricco di colpi di scena, con un ritmo sempre incalzante e una colonna sonora ideale, grazie al contributo dei Subsonica e l’inserimento di pezzi intramontabili come Tutto il resto è noia di Franco Califano.

Perché non guardare Adagio

In questo lungometraggio che vorresti non finisse mai l’unico difetto è individuabile solo dai romani o da coloro che hanno preso in passato la sua metropolitana, perché nel finale si passa di colpo senza motivo dalla stazione Tiburtina a una fermata della linea A.

Dopo essere stato presentato in anteprima in concorso alla 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il 2 settembre 2023, Adagio sarà al cinema per tutti a partire da giovedì 14 dicembre 2023 grazie a Vision Distribution.

Regia: Stefano Sollima Con: Pierfrancesco Favino, Adriano Giannini, Toni Servillo, Gianmarco Franchini, Francesco Di Leva, Valerio Mastandrea, Lorenzo Adorni, Silvia SalvatoriAnno: 2023 Durata: 127 min. Paese: Italia Distribuzione: Vision Distribution

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