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Top Gun: Maverick – Largo a Tom Cruise – Recensione

Top Gun: Maverick: Diretto da Joseph Kosinski arriva finalmente al cinema, dopo una lunga attesa, il seguito del film cult del 1986 con Tom Cruise di nuovo nei panni del più pericoloso e formidabile pilota di caccia Americano, costretto ancor di più a fare i conti con i fantasmi del passato

Nonostante siano passati 34 anni, Pete “Maverick” Mitchell (Tom Cruise) è ancora il pilota più veloce del mondo, anche se questo mestiere sembra destinato a scomparire, almeno nel mondo bellico, dove si cominciano sempre più a prediligere i droni telecomandati.

Per dimostrare ai suoi superiori che questa forma di progresso è sbagliata, Maverick si spinge un’altra volta oltre il limite. Anche troppo… Una insubordinazione che gli costa una punizione: andare a fare da istruttore ad una squadra di giovani Top Gun, per prepararli a una missione ad alto rischio. E tra questi c’è anche il figlio di un suo vecchio amico, la cui presenza farà sorgere in lui tanti problemi dal punto di vista personale e professionale.

Cosa funziona in Top Gun: Maverick

Largo ai giovani… ma viva la vecchia guardia: è questo il riassunto più veloce possibile della trama, nonché il punto forte, di Top Gun: Maverick.

Che molti giovani nutrano un pregiudizievole odio nei confronti delle persone più grandi di loro non è certo una novità, anche se oggi, tra social e frasi fatte (o meglio, insulti gratuiti) come “Ok, boomer”, questa mancanza di rispetto è molto più palese e purtroppo anche più legittimata.

I nuovi Top Gun, quando incontrano Mitchell al bar di Penny Benjamin (Jennifer Connelly) lo trattano subito male (eufemismo) solo perché vedono in lui un vecchio inutile, senza sospettare minimamente che si trovano davanti a uno dei più grandi piloti di caccia della storia dell’umanità.

Ma le colpe prima o poi si pagano, e in questo caso molto presto: poche ore ed ecco che l’espressione dei tanto spavaldi giovinotti è del tutto diversa, quando viene presentato loro il nuovo istruttore…

Una delle scene più belle del lungometraggio, un’ulteriore conferma del personaggio leggendario creato da Tom Cruise: Maverick, come evidenziato nella sinossi, è semplicemente il miglior pilota del pianeta, e quindi non ci mette nulla a mettere in riga tutti e 12 i suoi studenti, battendoli in pochi secondi nelle simulazioni di combattimento.

Sconfitta più flessioni per imparare a rispettare l’anzianità, e soprattutto, a non sentirsi mai appagati, anche se il governo ti considera, con la promozione a Top Gun, uno dei migliori piloti del Paese.

Le scene aeree sono dunque ancor più spettacolari grazie al cinema del terzo millennio, e considerando che la missione è molto più rischiosa e complicata rispetto a quelle che avevamo visto nel 1986, la tensione e l’adrenalina non mancheranno di sicuro, anche grazie a una colonna sonora di nuovo al top, che oltre a confermare Harold Faltermeyer può stavolta annoverare compositori del calibro di Hans Zimmer e Lorne Balfe.

Come ogni sequel che si rispetti, soprattutto quelli legati ai miti anni ‘80 (Ghostbusters Legacy, Cobra Kai) il collegamento con il passato è fondamentale. Maverick ne ha solo uno, oltre a Tom Cruise naturalmente: Tom “Iceman” Kazinsky, ossia Val Kilmer. Una scena breve ma assolutamente intensa, commovente ma anche divertente.

Un film assolutamente da vedere, e dopo la visione in anteprima in versione originale non vediamo l’ora che arrivi il 25 maggio, giorno dell’uscita al cinema in Italia, dopo una lunga attesa dovuta al Covid-19.

Non solo per la voce di Roberto Chevalier, del resto è sempre stata una meravigliosa garanzia su Tom Cruise, ma soprattutto per una scena di flash-back riguardante Nick “Goose” Bradshaw (Anthony Edwards) e suo figlio, che all’epoca evidenziava quanto fosse ancor più bello e creativo il doppiaggio italiano, dato che anche la canzone era stata adattata nella nostra lingua.

Nel 2022 sarà stato lasciato tutto in originale? Ci toccherà andare al cinema per scoprirlo, insieme alla voce di Val Kilmer: sarà sempre Sandro Acerbo come nel 1986?

Perché non guardare Top Gun: Maverik

L’unico vero difetto del film è sul finale, lo stesso che da sempre caratterizza ogni film del Marvel Cinematic Universe, ossia l’umorismo inopportuno, che in Top Gun: Maverick è presente appunto solamente in quella parte, perché prima di essa Joseph Kosinski (regista anche di “Tron: Legacy”, “Oblivion” e “Fire Squad – Incubo di fuoco”) aveva saputo perfettamente dirigere l’alternanza tra momenti seri e umoristici.

Uno dei momenti più belli del film, come accennato sopra (il ricongiungimento tra Maverick ed Iceman) è al tempo stesso l’unica vera delusione per la mancanza di altri celebri volti come Michael Ironside (che sembra aver rifiutato per i pessimi rapporti con la produzione), Kelly McGillis o altri attori presenti nel 1986.

Top Gun: Maverik è al cinema dal 25 maggio con Eagle Pictures.

Regia: Joseph Kosinski Con: Tom Cruise, Miles Teller, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Glen Powell, Lewis Pullman, Charles Parnell, Bashir Salahuddin, Val Kilmer, Monica Barbaro, Jay Ellis, Jean Louisa Kelly, Ed Harris, Manny Jacinto, Raymond Lee, Jake Picking, Danny Ramirez (I), Chelsea Harris, Rachael Markarian, Roberta Sparta, Peter Mark Kendall, Alexandra Williams, Brandon Rush, Rachel Winfree, Jason Woods, Dana Byrne, Mobin Khan, James Quach Anno: 2022 Durata: 131 min. Paese: USA Distribuzione: Eagle Pictures

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