Home / CINEMA / Racconti di Cinema – L’uomo nell’ombra di Roman Polański con Ewan McGregor, Olivia Williams e Pierce Brosnan
racconti-cinema-uomo-nell-ombra-copertina

Racconti di Cinema – L’uomo nell’ombra di Roman Polański con Ewan McGregor, Olivia Williams e Pierce Brosnan

Ebbene oggi, per il nostro appuntamento coi Racconti di Cinema, salteremo indietro nel tempo ma non ci spingeremo molto lontano, approdando più precisamente al recente 2010, anno dell’uscita nelle sale del film, nelle righe seguenti, da noi disaminato e preso in questione, ovvero L’uomo nell’ombra, il cui titolo originale è il ben più appropriato ed emblematico The Ghost Writer.

Firmato dall’emerito Roman Polański (La nona porta, Carnage), vincitore del premio Orso d’oro come miglior regista al Festival di Berlino dell’anno succitato ove L’uomo nell’ombra fu in kermesse e in concorso, adattato dallo stesso Polański assieme a Robert Harris (da non confondere con Thomas Harris, scrittore invece de Il silenzio degli innocenti), autore dell’originario romanzo omonimo (da noi divenuto Il ghostwriter), il film consta della durata di due ore e 8’ e nacque per strambe e fortuite coincidenze avvenute fra il director di Rosemary’s Baby e lo stesso Harris. Dapprincipio, infatti, Polański opzionò un precedente opus letterario di Harris, ovvero Pompei, seriamente intenzionato a trasporlo cinematograficamente. Doveva trattarsi di un kolossal dal budget assai cospicuo ma a causa d’imponderabili, contravvenuti contrattempi, all’ultimo momento il progetto saltò, così che Polański “ripiegò”, giustappunto, su tale adattamento, contrattando piacevolmente il tutto con Harris che, di buon grado, accettò di lavorarvi in sede di sceneggiatura, apportandone il suo notevole e personale contributo importante.

Trama:

Un giovane e ambizioso ghostwriter piacente, carismatico e di belle speranze (un eccellente Ewan McGregor in stato di grazia recitativa), dopo un’accurata selezione, viene assunto da una rinomata equipe editoriale, londinese come lui e diretta da Sidney Kroll (Timothy Hutton, Secret Window), per redigere, anzi, per meglio dire, al fine di rivedere, ricongegnare e correggere un manoscritto concernente l’autobiografia del Primo Ministro della Gran Bretagna attualmente in carica di nome Adam Lang (un ambiguo e forse luciferino Pierce Brosnan). S’invola quindi alla volta dell’incontaminata e poco abitata, perennemente flagellata da un clima atmosferico piovigginoso e freddo, plumbea e sepolcrale, realmente esistente eppur quasi sperduta isola Martha’s Vineyard, al largo della costa del Massachusetts. Ivi, risiede l’avveniristica, accessoriata e tecnologica, al contempo spettrale e misteriosa magione di proprietà dell’editore del futuro biopic riguardante Lang. Questa villa lussuosa, d’aspetto avveniristico, labirintica e arredata in modo avanguardistico, ripiena di corridoi lugubri e adornata da quadri impressionisti, è or abitata dai collaboratori di Lang, a capo dell’avvenente ed elegante segretaria tuttofare Amelia Bly (Kim Cattrall), sovente bazzicata dallo stesso Lang che se ne reca per incontrare e aggiornare il suo uomo “ombra” e per rivedere la sua conturbante, misteriosa e altezzosa, nevrotica consorte Ruth (Olivia Williams nella più intensa e perturbante, maliziosa performance della sua sottovalutata carriera invero mirabile). Lang è stato accusato di crimini di guerra, in quanto imputato d’aver permesso efferate torture a dei possibili terroristi per mano della CIA. A cui, forse, è nascostamente e viscidamente ammanicato? Prima dell’assunzione del suo scrittore fantasma, un altro ghostwriter, morto in circostanze sospette, forse assassinato in maniera complottistica, era stato incaricato di allestire il biopic inerente la vita, professionale e non, di Lang. Inoltre, chi si cela dietro l’equivoca, apparentemente integerrima ed esimia, identità del ricco professore, insospettabile Paul Emmett (Tom Wilkinson)?

Teso, compatto, viscerale, palpitante, girato magistralmente e con sapido, infallibile gusto torbido e fascinosamente malsano per le atmosfere pregne di suspense ad altissimo tasso inquietante, dallo specialista del thrilling per eccellenza, ça va sans dire, il nostro amatissimo Roman, sorretto da un torreggiante e magnetico McGregor, splendidamente fotografato da un ispirato Pawel Edelman (Ray, L’ufficiale e la spia), sontuosamente musicato da un altrettanto perfetto Alexandre Desplat (Il discorso del re, La forma dell’acqua), L’uomo nell’ombra, malgrado qualche inevitabile e comprensibile, microscopico buco narrativo e talune incongruenze forse carenti in quanto a verosimiglianza, è un’opera di rara pregevolezza e di sofisticata scuola cineastica davvero formidabile e mozzafiato. Impaurisce, fa rabbrividire, emoziona, è incalzante, coinvolge con finezza e appassiona vigorosamente dall’inizio alla fine.

Nel cast, piccole parti per un giovanissimo Jon Bernthal (The Punisher) per Jim Belushi e una fulminea, strepitosa apparizione dell’indimenticabile Eli Wallach (La notte e la città, Il buono, il brutto, il cattivo).

L’uomo nell’ombra, probabilmente, non è un capolavoro e, qua e là, pecca di veniale manierismo. Ma, a distanza di oltre dieci anni dal suo debutto, rimane un grande film memorabile.

About Stefano Falotico

Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

Guarda anche

racconti-cinema-voglia-di-ricominciare

Racconti di Cinema – Voglia di ricominciare di Michael Caton-Jones con Leonardo DiCaprio, Ellen Barkin e Robert De Niro

Ebbene oggi, per il nostro consueto appuntamento coi Racconti di Cinema, molto sinteticamente ma speriamo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.