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Nope, la recensione dell’atteso nuovo film di Jordan Peele

Nope: Torna al cinema Jordan Peele, regista premio Oscar che ha saputo rinnovare l’horror guardando alla società contemporanea e alle minoranze, soprattutto. Coerentemente con “Scappa – Get Out” e “Noi”, anche Nope segue questo filone pur discostandosi dalle atmosfere orrorifiche più pure e prediligendo lo sci-fi, in maniera purtroppo rivedbilie.

Siamo in un ranch nel deserto Californiano. OJ alleva cavalli come suo padre, scomparso a causa di un bizzarro incidente. Tutto scorre normale nella sua vita, finché un fatto singolare inizia a tormentare la triste tranquillità del protagonista premio Oscar Daniel Kaluuya.

Un oggetto non identificato sta fagocitando i suoi cavalli. Insieme a sua sorella Emerald, una bravissima Keke Palmer, proverà a riprendere questo rapimento alieno. Ma la verità è un’altra, che trascinerà tutti in un vero e proprio incubo.

Cosa funziona in Nope

È ormai chiaro che l’horror sia ritornato in auge anche e soprattutto grazie a una trinità, composta da Aster, Eggers e Jordan Peele. Tre autori che guardano al genere in maniera molto differente tra loro, ma che al tempo stesso vengono accomunati proprio da una chiara e specifica marca autoriale.

Nel caso specifico del regista di Nope, l’horror diventa uno strumento per parlare del mondo contemporaneo, di come questi si evolve, guardando però alle minoranze. Un horror sociale molto particolare che guarda dentro lo spettatore, restituendo la tensione e l’angoscia come uno stile davvero pregevole.

Vien da sé quindi che in quest’ottica, un film di Jordan Peele va visto a prescindere, soprattutto se si è amanti dell’horror, ancor più se politico. Sebbene non esente da difetti, anzi, Nope presenta una scelta stilistica che può rimandare a “L’Esorcista“, con i dovuti paragoni. Senza cadere in fastidiosi spoiler, visti i continui colpi di scena, ci limitiamo a raccontarvi di alcune sequenze che solleticano i sensi dello spettatore. Un controcampo ideale dei suoni in ASMR che, come nel film di Friedkin, vi entreranno fin sotto la pelle, restituendo appunto la sensazione di angoscia degli sventurati protagonisti.

Perché non guardare Nope

Il detto recita “non c’è due senza tre”. Se da un lato Robert Eggers ha rispettato questo modo di dire, dall’altro Peele crea un buco nell’acqua molto profondo.

Nope non è un film all’altezza di un regista che ha prodotto film come “Scappa – Get Out” (premio Oscar) e “Noi“. L’ambizione è palpabile così come l’anacronismo di voler fare un film sugli alieni oggigiorno, dopo che ormai si è detto già tutto il dicibile un paio di decenni fa. L’infilare in mezzo discorsi teorici sul cinema, sul montaggio e su una “inquadratura impossibile”, lasciando tutto in superficie, non fa certo che peggiorare una situazione che sin dall’inizio del film si mostra per l’appunto ambiziosa.

Nope punta in alto, forse troppo, e si schianta inesorabilmente su sé stesso, confezionando una storia sconnessa nella sua scrittura, banale nella sua risoluzione e, forse anche peggio, priva di ogni spunto visivo interessante.

Moltissime le derivazioni di questo “anti-western”, da “Tremors” fino a “Lo Squalo” di Spielberg. Tuttavia, manca quella tensione che aveva caratterizzato sia i due qui menzionati film, sia i suoi precedenti. Se non, ovviamente, nelle scene sopracitate. Ma qualche secondo non può salvare di certo un film di oltre due ore.

Il film sarà in sala dall’11 Agosto 2022 con Universal Pictures.

Regia: Jordan Peele Con: Steven Yeun, Daniel Kaluuya, Keke Palmer, Michael Wincott, Donna Mills Anno: 2022 Durata: 130 min. Paese: USA Distribuzione: Universal Pictures.

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