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Nezouh – Il buco nel cielo – Far finta che la guerra non ci sia – Recensione

Nezouh – Il buco in cielo esce in sala il 12 gennaio distribuito da Officine Ubu. Una storia di guerra, di vita ma anche di liberazione e fantasia.

Quando una bomba provoca un buco nel tetto dell’appartamento in cui vivono a Damasco, la quattordicenne Zeina (Hala Zein) e i genitori si trovano improvvisamente esposti al mondo esterno.

Un giorno, un ragazzo (Nizar Alani) che vive nelle vicinanze cala una corda attraverso l’apertura nel tetto e così Zeina può vivere il primo assaggio di libertà.

Mentre il padre è determinato a rimanere nella città assediata per non diventare un rifugiato, questa nuova finestra apre un mondo inimmaginabile di possibilità a lei e alla madre, che ora si trovano di fronte al dilemma se restare o fuggire.

Cosa funziona in Nezouh – Il buco in cielo

Nella prima parte del film di Soudade Kaadan assistiamo alla vita quotidiana di una famiglia di Damasco assediata. E’ più facile non vedere la guerra se hai le finestre chiuse e ne senti solo i rumori, per quanto spaventosi. E’ anche più semplice pensare a un futuro e che in fondo, le cose non siano cambiate di molto.

La distruzione delle finestre, l’apertura del tetto sul cielo di Damasco e il continuo e ripetuto cadere dei lenzuoli che male fungono da tende sono una continua metafora di rivelazione per la figlia Zeina che si smarca dalla testardaggine del padre che continua a vedere una casa laddove i muri sono crollati e una porta chiusa a chiave, nonostante accanto ci sia una parete aperta da un crollo.

L’ostinazione e la necessità di avere un’identità sono vissute in maniera diversa: il padre di Zeina rifiuta di perdere la sua per diventare uno sfollato. La figlia e la madre vogliono affrontare il cambiamento nella speranza che ci sia qualcosa di meglio di una città crollata in cui vivere.

Decisioni drammatiche vengono prese in tono leggero, come succede nei film di Elia Suleiman.

Perché non guardare Nezouh – Il buco in cielo

Il film ci ricorda di una guerra di cui ormai nessuno parla, ma che continua, in cui ci sono sfollati e profughi, morte e distruzione. Un controllo di realtà che fa sempre male.

Il film è in sala a partire dal 12 gennaio con Officine Ubu ed è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2022 e ha vinto l’Amnesty International Award all’ultimo MedFilmFest.

Regia: Soudade Kaadan Con: Hala Zein, Kinda Alloush, Samir al-Masri, Nizar Alani Anno: 2022 Durata: 103 minuti Paese: Uk, Siria, Francia, Qatar Distribuzione: Officine Ubu

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