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Memory Box – Ricordi di una Madre – Recensione

Memory Box: L’adolescenza di una madre racchiusa in una scatola di ricordi per il film di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige.

E’ la vigilia di Natale in una nevosa Montreal. Alex (Paloma Vauthier) e sua madre Maia (Rim Turkhi) ricevono un inaspettato pacco per posta: una Memory box al cui interno ci sono diari, cassette e fotografie che Maia, tra i 13 ei 18 anni, ha inviato da Beirut alla sua migliore amica partita per Parigi per sfuggire alla guerra.

Maia si rifiuta di aprire questo vaso di Pandora. Alex, invece, è irresistibilmente attratta da queste testimonianze di un passato sconosciuto e scopre, tra fantasia e realtà, la tumultuosa adolescenza della madre, il suo primo amore e la guerra omicida che infuria, portando a galla segreti ben custoditi. Con queste rivelazioni, Alex convincerà sua madre a tornare in Libano, dopo 25 anni di esilio, per affrontare i fantasmi del suo passato.

Cosa funziona in Memory Box

Memory Box è un film dal gusto agrodolce, incentrato sulle donne e sulla scoperta dei segreti di tre generazioni di famiglia, fondato sul tema dell’urgenza di rifarsi una nuova vita in un paese straniero.

I drammi della guerra civile sono un contrasto significativo con la vita in Canada che le tre donne conducono ora: lo vediamo anche dalla palette dei colori della fotografia, che si muovono tra il calore dorato dei colori del Libano, che si ritrovano anche nei traumatici flashback del tempo di guerra, e il blu freddo ma limpido della loro contemporaneità , della loro casa sicura in Quebec.

Perché non guardare Memory Box

Le rivelazioni traumatiche promesse sono stranamente attutite nella seconda metà del film. E c’è molto poco sulla politica del Libano durante la guerra o ai giorni nostri. È come se i realizzatori del film non volessero distrarre il pubblico internazionale dalla poesia delle loro immagini o allargare l’attenzione dalla storia familiare e dalle dinamiche romantiche.

E’ vero che non mancano degli indizi ma senza una conoscenza intima della storia della guerra civile libanese, questi punti passerebbero inosservati. C’è una sorta di inerzia che affligge questo lavoro di semi-autobiografia, “liberamente adattato” dalla corrispondenza di Hadjithomas tra gli anni 1982 e 1988. E’ come se la regia avesse voluto oscurare le ricche prospettive che la loro personale provenienza avrebbe potuto offrire.

Nonostante questo, Memory Box rimane un buon prodotto; una storia coinvolgente senza essere sentimentale, con meravigliose interpretazioni sfumate di tutte e tre le donne.

Memory Box è al cinema dal 14 Aprile con Movies Inspired.

Regia: Joana Hadjithomas, Khalil Joreige Con: Rim Turkhi, Manal Issa, Paloma Vauthier, Clémence Sabbagh, Hassan Akil, Isabelle Zighondi Anno: 2021 Durata: 102 min. Paese: Francia, Libano, Canada Distribuzione: Movies Inspired

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