Home / RECENSIONI / Drammatico / La signora Harris va a Parigi: Una Cenerentola londinese alla Maison di Dior – Recensione

La signora Harris va a Parigi: Una Cenerentola londinese alla Maison di Dior – Recensione

La signora Harris va a Parigi: presentato nella sezione Grand Public della diciassettesima Festa del Cinema di Roma, il film di Anthony Fabian ci regala un convincente primo adattamento cinematografico del celebre romanzo di Paul Gallico, dedicato a tutte le persone che non vogliono rinunciare ai propri sogni e ai piccoli momenti di felicità

Nella Londra del 1957 vive Ada Harris (Lesley Manville), una gentile ed onesta donna delle pulizie, in attesa del ritorno di suo amato marito dalla guerra ormai conclusa, che anno dopo anno si sente sempre più triste e irrealizzata.

Per tirare avanti ogni giorno è costretta a subire una straziante routine, prestando spesso e volentieri servizio a persone che la trattano spesso in maniera irrispettosa.

Proprio pulendo la casa di una nobildonna decisamente altezzosa e taccagna, scopre la bellezza di un abito di Dior. Un amore a prima vista, ma al tempo stesso un sogno proibitivo, dato il suo enorme valore economico.

Per Ada proibitivo non significa impossibile, e dato che, come ci ha sempre insegnato Cenerentola, i sogni son desideri… di felicità, da quel giorno la dolce ha finalmente un nuovo obbiettivo in grado di risollevarle la sua vita: risparmiare il più possibile per riuscire a volare a Parigi e comprare il vestito dei suoi sogni direttamente alla Maison di Christian Dior. Ci riuscirà?

Cosa funziona in La signora Harris va a Parigi

Basato sull’omonimo romanzo scritto da Paul Gallico nel 1958, La signora Harris aveva già avuto un adattamento live-action, ma televisivo, nel 1992 e con la grandissima e purtroppo recentemente scomparsa Angela Lansbury nel ruolo della protagonista.

A raccogliere dunque la pesantissima eredità del personaggio è toccato dunque a Lesley Manville, grande attrice Britannica che abbiamo visto in tempi recenti in film pluripremiati come come Il Filo Nascosto, ma anche in prodotti più pop come i due lungometraggi su Maleficent.

Un volto e un’interpretazione che trasmettono fin dalle primissime sequenze tanta simpatia e soprattutto empatia: a provarla saranno innanzitutto le donne delle pulizie, un mestiere fin troppo sottovalutato se non ridicolizzato, ma anche da tutti coloro che almeno una volta nella vita sono stati allontanati da un posto o un evento solo perché considerati da chi li dirige semplicemente inferiori.

Quasi sempre queste persone invisibili sono alla fine costrette ad obbedire, ad andarsene e quindi rinunciare in partenza ai propri sogni, ma ogni tanto spunta all’improvviso un Cavaliere, come in questo caso il Marchese de Chassagne (Lambert Wilson), in grado di ostacolare la prepotenza e il classismo dei padroni di casa con la sua importanza e, per quel che riguarda questa storia, di consentire all’umile Ada di partecipare alla presentazione dei nuovi abiti Dior.

Anche se è importante cercare di realizzare i propri sogni e pensare alla propria felicità, allo stesso tempo La signora Harris va a Parigi ci ricorda quanto sia buono e giusto essere gentili ed altruisti nei confronti degli altri, anche di coloro che sembrano non meritarselo, perché a volte un gesto carino può cambiare in meglio anche la più irrecuperabile delle persone, così come un sacrificio può essere in futuro degnamente ricompensato.

Nonostante le tante licenze poetiche (non abbiamo trovato riscontri su un politico di quell’epoca di nome Avallon) La signora Harris va a Parigi ci offre un reale spaccato non solo della Londra degli anni ‘50 ma anche e soprattutto di quella parigina, perché nonostante quest’ultima sia una delle città più belle del mondo, ricca di storia, arte e terreno fertile per grandi stilisti come appunto Christian Dior, ha avuto e continua ad avere i suoi momenti bui dovuti a gestioni politiche inadatte se non corrotte, colpevoli il più delle volte del suo degrado (del resto, il proverbio “Tiene come il fango di Parigi” è vecchio di secoli).

Non solo Lesley Manville e Lambert Wilson (l’iconico Merovingio di Matrix), La signora Harris va a Parigi può vantare tanti altri interpreti che hanno contribuito alla buona riuscita del film.

Prima fra tutti Isabelle Huppert, con la sua Claudine Colbert che è a tutti gli effetti la signorina Rottermeier della Casa Dior. Molto ben scritti e anche loro molto empatici i personaggi di Natasha (Alba Baptista) e André Fauvel (Lucas Bravo), così come l’Archie del grande Jason Isaacs, nonostante il poco minutaggio, riesce ad esprimere diversi messaggi importanti, mentre a regalare allegria e anche qualche risata allo spettatore ci ha pensato Ellen Thomas, con la sua simpaticissima ed esuberante Violet.

Perché non guardare La signora Harris va a Parigi

Probabilmente questa situazione è presente anche nel romanzo originale (ammettiamo di non aver ancora avuto modo di recuperarlo) ma l’ultimo incontro dal vivo tra Ada e il Marchese lascia un po’ l’amaro in bocca, perché il personaggio Lambert Wilson è decisamente meno nobile d’animo rispetto a quello di Ada, ma quello che aveva fatto in precedenza nei confronti di quest’ultima lo avevano reso un aristocratico molto più umano rispetto ai simili, e quindi il loro rapporto meritava un epilogo migliore.

Il film è al cinema dal 17 novembre con Universal Pictures.

Regia: Anthony Fabian Con: Lesley Manville, Isabelle Huppert, Lambert Wilson, Alba Baptista, Lucas Bravo, Ellen Thomas, Jason Isaacs, Anna Chancellor, Rose Williams, Roxane Duran, Christian McKay, Guilaine Londez, Delroy Atkinson, Jeremy Wheeler, Ben Addis, Balázs Csémy, Zsolt Páll, Bertrand Poncet, Vincent Martin, Philippe Bertin Anno: 2022 Durata: 115 min. Paese: Gran Bretagna, Ungheria Distribuzione: Universal Pictures

About Valerio Brandi

Guarda anche

vicini-di-casa-recensione-film-copertina

Vicini di casa – Una Commedia Afrodisiaca – Recensione del Film

Vicini di Casa: prodotto da Lotus Production, una società di Leone Film Group e Baires …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.